«Favalando e cantando a la Ruvigni∫a» per mantenere vive le tradizioni

La rassegna è stata anche questa volta un’occasione per celebrare la creatività e la condivisione

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«Favalando e cantando a la Ruvigni∫a» per mantenere vive le tradizioni

Il Centro multimediale di Rovigno, venerdì sera, si è trasformato in un vivace punto d’incontro per la cultura e il dialetto rovignese grazie alla nuova edizione della rassegna “Favalando e cantando a la Ruvigni∫a”, un appuntamento che ha saputo coniugare emozione, creatività e un forte senso di appartenenza.

Come spiegato dal vicepresidente del sodalizio, Matteo Tromba, il concorso “Favalando a la Ruvigni∫a” prevede varie categorie, che spaziano dalla prosa, alla poesia in dialetto rovignese, saggi storici, composizioni musicali, bozzetti teatrali, lavori artistici e documentari riguardanti la cultura e le tradizioni della Comunità Nazionale Italiana a Rovigno.

Restare uniti

La presidente del Comitato esecutivo della CI, Marina Ferro Damuggia, si è voluta complimentare con tutti i partecipanti al concorso: “Tra voci giovani, tradizioni antiche, risate, musica e tanta emozione, ‘Favalando e cantando a la Ruvigni∫a’ ci ricorda una cosa semplice ma fondamentale: la nostra favela vive solo se la usiamo, la cantiamo e la condividiamo. Grazie a tutti coloro che questa sera hanno cantato, applaudito, riso e si sono commossi: Rovigno è viva. La sua favela pure. E il nostro obiettivo è uno solo: restare uniti, perché insieme siamo una forza”, ha detto Ferro Damuggia.

Oltre al numeroso pubblico, alla cerimonia ha presenziato pure la vicesindaco in quota CNI Gianfranca Šuran, la presidente del Consiglio cittadino Tea Batel, la presidente del sodalizio Viviana Benussi, la presidente del Comitato esecutivo Marina Ferro Damuggia, la preside dellla Scuola media superiore italiana (SMSI) Ines Venier, la direttrice dell’asilo italiano “Naridola” Izidora Verdnik, la direttrice dell’Ecomuseo “Batana” Nives Giuricin, nonché gli insegnanti e i docenti della Scuola elementare italiana “Bernardo Benussi” e della SMSI di Rovigno.

Lacrime di commozione

Il pubblico ha potuto assistere a un ricco mosaico di esibizioni: dalle bitinàde proposte dal coro misto della SAC “Marco Garbin”, sotto la direzione del maestro Riccardo Sugar, alle melodie del folclore interpretate dal Gruppo della mandolinistica, guidato dal maestro Pino Bartoli.

Il programma ha proposto anche una selezione dei brani del Festival dell’Istrioto, interpretati da artisti ben noti al pubblico rovignese: l’intramontabile Sergio Preden Gato, la grintosa Patrizia Sfettina Jurman, l’estroso Riccardo Bosazzi, insieme all’energia e alla perfetta sintonia del duo Matteo Tromba-Daniele Ferro. Una serie di interpretazioni capaci di restituire tutta la vitalità espressiva della favela rovignese e… qualche lacrima di commozione.

A condurre la serata, con spontaneità e grande sicurezza, i giovani Nicholas Dapiran e Daria Bottai, che hanno sottolineato l’importanza dell’impegno collettivo nel trasmettere alle future generazioni la ricchezza della propria lingua e cultura.
L’iniziativa, accolta con entusiasmo dal pubblico, ha confermato ancora una volta che Rovigno è una città viva, orgogliosa delle proprie radici e determinata a mantenerle salde attraverso momenti di condivisione e partecipazione.

I premiati

È seguito l’attesissimo momento della consegna dei premi valutati da parte della commissione giudicatrice composta da Matteo Tromba, Maria Tamburini, Ambretta Medelin, Luciano Sugar e Riccardo Bosazzi. Sono stati premiati i seguenti lavori nelle varie categorie del concorso.

Il premio “Ligio Zanini” per la poesia o prosa in dialetto rovignese per gli alunni delle classi inferiori è stato assegnato a Noa Lovrić per la lirica “Breiscula”.

La commissione giudicatrice ha deciso di premiare il racconto di Tina Jurman intitolato “Ma nuona ma conta” e la poesia di Lana Verdnik dal titolo “Oun biànco racuòrdo”, nella categoria per gli alunni delle scuole elementari delle classi superiori.
Niko Lovrić è stato premiato per la prosa “La levantièra”, un racconto che spiega in modo dettagliato tutti i momenti salienti di questo vento particolare legato a tutti i pescatori, nella sezione per gli alunni delle scuole medie superiori.

Nella stessa categoria, le menzioni onorevoli sono state assegnate a Nicole Maria Kučinić per la poesia “Pièrsa” e a Flora Marić per la poesia “La difarènsa tra ‘i ta àmo’ e ‘i ta vuòi’”.
Nella sezione per gli adulti, il premio “Ligio Zanini”, è stato conferito a Patrizia Sfettina Jurman per la sua poesia “I iè capeì”, una lirica molto delicata che coglie con intensità il doloroso momento di una perdita.

Il premio “Antonio Miculian” per saggi o ricerche su tematiche che riguardano la storia di Rovigno dedicata agli adulti, è stato assegnato a Eufemia Giuliana Budicin per il suo lavoro intitolato “Il culto di Sant’Eufemia”.

Gli attestati di partecipazione sono stati consegnati agli alunni della SEI “Bernardo Benussi” Gloria Borsani, Adrian Verdnik e Mila Ivakić, mentre alle insegnati Arabella Gašpić e Dea Markovski nonché al professore di lingua italiana presso la SMSI di Rovigno Sandro Manzin sono stati conferiti i riconoscimenti per l’eccellente lavoro che hanno svolto come mentori per l’edizione 2025 del concorso “Favalando a la Ruvigni∫a”.

A concludere l’emozionante serata è stato un caloroso applauso del pubblico, a testimonianza che le tradizioni e il dialetto a Rovigno, assieme alla loro tutela, sono vivi più che mai.

 

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