Escursione nel capoluogo giuliano per celebrarne la ricca eredità culturale

Una comitiva di connazionali delle CI di Mompaderno, Pisino e Parenzo alla scoperta di un’altra Trieste

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Escursione nel capoluogo giuliano per celebrarne la ricca eredità culturale
Nella Risiera di San Sabba. Foto Denis Visintin

Nei giorni scorsi i membri delle Comunità degli Italiani di Mompaderno, Pisino e Parenzo hanno avuto l’opportunità di immergersi nella ricca storia e cultura di Trieste, scoprendo angoli nascosti e monumenti che raccontano il passato della città.

La prima tappa è stata alla Risiera di San Sabba, un sito di straordinaria importanza storica e simbolo della memoria tragica della Seconda guerra mondiale. Questo complesso, che originariamente serviva come stabilimento per la lavorazione del riso, è monumento nazionale dal 1965. Costruito tra il 1898 e il 1913, ha funzionato come tale fino ai primi anni Trenta, quando il Regio Esercito Italiano trasformò parte della struttura in un magazzino e successivamente in una caserma militare nel 1940. Durante l’occupazione tedesca, la Risiera divenne un campo di detenzione e di polizia, luogo di sofferenza per molti ebraici e antifascisti, anche istriani. Dopo la guerra e fino ai primi anni Sessanta, fu campo di raccolta per gli esuli istriani e i profughi in fuga dai Paesi oltre la “cortina di ferro”.

Nel 1975, a seguito della ristrutturazione progettata dall’architetto Romano Boico, la struttura fu aperta al pubblico come Civico Museo della Risiera di San Sabba – Monumento Nazionale.

Sosta a San Giusto. Foto Denis Visintin

Un momento cruciale della sua memoria storica è rappresentato dal processo di Trieste del 1976, durante il quale vennero ascoltati oltre 174 testimoni riguardo i crimini perpetrati in quel luogo dai nazisti. La condanna all’ergastolo del criminale di guerra Josef Oberhauser, purtroppo non fu mai scontata, non essendo le autorità tedesche tenute a consegnarlo a quelle italiane in base a un accordo bilaterale del 1942.

Successivamente, il gruppo si è diretto verso il Colle di San Giusto, un simbolo di Trieste che racconta le origini antiche della città, le cui radici affondano nell’età del Bronzo e del Ferro, con la successiva fondazione della colonia romana di Tergeste. Il Colle ospita anche la magnifica cattedrale di San Giusto, un capolavoro architettonico che combina diverse epoche storiche. La cattedrale, con le sue cinque navate, rappresenta la fusione di due complessi religiosi e offre un affresco delle varie influenze culturali che hanno attraversato Trieste. Dalla sommità del colle, i visitatori possono ammirare un panorama mozzafiato della città, arricchito dalla presenza di un lapidario dedicato alle vittime del secondo dopoguerra.

I connazionali nella cattedrale di San Giusto. Foto Denis Visintin

È stato poi raggiunto il centro di Trieste, per esplorare le piazze Unità e della Borsa circondate da palazzi storici e vivaci vie e il Ponterosso. Questi luoghi rappresentano il cuore pulsante della città, dove il passato e il presente si intrecciano in un dinamico mosaico di cultura e vita quotidiana.

Questa visita ha permesso ai membri delle Comunità di Mompaderno, Pisino e Parenzo di stare assieme, celebrando la ricca eredità culturale che Trieste ha da offrire, consolidando i legami e diffondendo la conoscenza della propria storia.

La comitiva al Teatro romano. Foto Denis Visintin

Sempre nei giorni scorsi, una rappresentanza della Comunità degli Italiani di Parenzo è stata a Isola, dove su invito della Comunità degli Italiani “Dante Alighieri” ha assistito alle celebrazioni dedicate a San Mauro, patrono di Isola e di Parenzo, che le due città celebrano in date diverse, Isola il 23 ottobre e Parenzo il 21 novembre.

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