Emergenze. Che c’entra Umago con Metković?

UMAGO | Le ultime affermazioni del ministro della Sanità, Milan Kujundžić, hanno fatto salire la pressione agli umaghesi, soprattutto al sindaco Vili Bassanese, che ha chiesto un incontro chiarificatore, urgente, con il primo responsabile della sanità croata.
Lo scorso aprile, in pompa magna, a Umago era stato presentato il progetto ”Emergeny EuroRegion SLO-HR413”, finanziato dal Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale nell’ambito della Cooperazione Territoriale Europea (CTE) – programmazione 2014-2020 e il cui valore complessivo ammonta a 938.486 euro. Ricordiamo che la quota derivante dalla Cooperazione Territoriale Europea è dell’85 p.c. (797.713,73 euro). Nell’ambito del progetto, che doveva aprire le porte dei pazienti in emergenza all’ospedale di Isola, era stata acquistata pure un’autoambulanza.
Adesso il ministro (chissà come mai se n’è accorto all’indomani delle elezioni europee) sostiene che realizzando il progetto, Metković, rispetto a Umago, sarebbe “discriminata“. Che dire? Intanto va sottolineato che si tratta di investire fondi dell’Unione Europea, eppoi si risolverebbe una situazione molto specifica legata alla collaborazione transfrontaliera che riguarda Umago e l’ospedale di Isola.
Bassanese quindi vuole incontrare il ministro, ma a prescindere da questo e dall’esito dell’incontro (se mai ci sarà), vale la pena di ricordare che le cose non vanno bene affatto: non si tratta di alcuna discriminazione, ma della realizzazione di un progetto specifico legato alla Cooperazione Territoriale Europea con l’unico obiettivo di salvare la vita dei pazienti che, considerate le loro condizioni, non possono affrontare il trasporto fino agli ospedali di Pola o Fiume.
Dopo essersi impegnati non poco per realizzare il progetto ”Emergeny EuroRegion SLO-HR413″, il ministro vorrebbe forse trasferire i mezzi a Metković? Così non sarà, almeno si spera, ma il solo fatto di avere detto e pensato una cosa del genere fa arrabbiare di umaghesi, come del resto gli stessi operatori del Pronto soccorso.
Come stabilito dal progetto, all’Ospedale generale di Pola sono stati assegnati complessivamente 178.087,51 euro, di cui l’85 p.c. a carico del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR). Il periodo di implementazione del progetto è di 24 mesi, quindi si svilupperebbe nel biennio 1.mo settembre 2018 – 31 agosto 2020.
L’obiettivo principale del progetto è quello di creare una rete sostenibile di istituzioni sanitarie nel settore dei Servizi Sanitari di Urgenza ed Emergenza Medica (S.S.U.E.M.) nell’area transfrontaliera, per garantire lo sviluppo e l’attuazione di modelli comuni e innovativi a lungo termine per tutti coloro che si troveranno in pericolo di vita, condizioni per le quali il tempo di soccorso rappresenta un fattore cruciale.
Nell’ambito del progetto, uno degli obiettivi principali sarà pure quello di raggiungere la disponibilità ottimale e di ridurre le differenze tra le aree rurali e i centri urbani nella disponibilità dei Servizi Sanitari di Urgenza ed Emergenza Medica (S.S.U.E.M.)
La rete dei Servizi Sanitari di Urgenza ed Emergenza Medica (S.S.U.E.M.) nell’area transfrontaliera sarà ottimizzata attraverso due approcci: tramite lo sviluppo e l’implementazione di nuovi servizi nel settore e nella rete dei Servizi Sanitari di Urgenza ed Emergenza Medica (S.S.U.E.M.) nell’ area transfrontaliera e migliorando e unificando le qualifiche degli operatori sanitari nella rete dei Servizi Sanitari di Urgenza ed Emergenza Medica (S.S.U.E.M.). Dunque, Metković cosa c’entra? La collaborazione riguarda Umago e Isola.

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