ELEZIONI UI «L’Unione Italiana deve ritrovare forza politica»

Tappa alla CI di Albona ieri per Marin Corva e Paolo Demarin in vista del voto del 31 maggio

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ELEZIONI UI «L’Unione Italiana deve ritrovare forza politica»
Paolo Demarin e Marin Corva hanno incontrato ieri i connazionali di Albona

ALBONA

Ritorna in Istria il tour elettorale dei candidati alle massime cariche dell’Unione italiana, Paolo Demarin e Marin Corva che ieri hanno incontrato i connazionali nella sede della Comunità degli Italiani di Albona. Un comizio più breve in quest’occasione, poiché ad esso è seguito subito dopo il concerto di Sergio Pavat e dell’Orchestrina Istriana.

Come all’incontro di Abbazia del giorno precedente, i due candidati hanno ribadito l’importanza di andare a votare il 31 maggio. L’incontro è stato pure un gesto di ringraziamento verso i connazionali che, ha sottolineato Corva, “hanno voluto sostenere la nostra candidatura con ben oltre 1.400 firme ciascuna”. Di conseguenza, “ci è sembrato il minimo fare visita ad almeno alcune Comunità”. Albona è sicuramente una tappa importante, anche perché è una località, una Comunità un po’ ‘dislocata’”, ha affermato l’uscente presidente della Giunta Esecutiva Marin Corva che ora è candidato alla carica di presidente dell’Unione Italiana, “che copre un enorme territorio geografico”.
Dopo questa breve introduzione, Demarin (candidato unico alla carica di presidente della Giunta Esecutiva dell’UI) ha preso la parola e ha presentato alcuni degli aspetti più rilevanti del programma previsto nel prossimo mandato della Giunta Esecutiva. Messe in rilievo nuovamente le questioni dell’identità, dell’appartenenza alla cultura italiana, dell’importanza della tutela della madrelingua e il fenomeno preoccupante del calo dei numeri degli appartenenti alla CNI nei censimenti degli ultimi decenni. “Viviamo in un sistema globale europeo, ma non dimentichiamo le nostre radici”, ha esortato Demarin. L’argomento seguente, è stato nuovamente quello delle borse di studio. Importante notare che il tono non è stato critico, dato che è stata ammessa la consapevolezza che molti fruitori abbiano trovato opportunità di lavoro migliori all’estero e non siano ritornati nel loro luogo d’insediamento storico una volta terminati gli studi. “Dobbiamo trovare un sistema perché purtroppo ci sono troppe persone laureate che, anche se vogliono ritornare, non gli viene riconosciuto il titolo di studio”.
Per quanto riguarda il quadro politico, “l’Unione Italiana deve ritrovare forza politica, per potersi sedere al tavolo con tutte le forze politiche e trattare i temi essenziali per le necessità della CNI”. Ribadito in questo contesto il problema dei diritti sanciti che vanno con gli anni a perdere la loro autorevolezza, la necessità di creare un sistema che vigili sulle possibili trasgressioni e la possibilità di emettere sanzioni.
“Ci sono delle correnti all’interno della CNI che dicono che stiamo spendendo troppi soldi per le Comunità degli Italiani, che vengono spesi senza una progettualità, a ‘macchia di leopardo’ senza avere una visione concreta”. Ma le Comunità, secondo Demarin “sono la base, questo sia ben chiaro. Contro la visione secondo cui staremmo spendendo male questi fondi, io credo invece che queste risorse siano più che necessarie per mantenere le Comunità in condizione di fare cultura, coltivare il senso di aggregazione dei connazionali e programmare al meglio le peculiarità di ogni singola Comunità”.

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