Ecologia. Si fa onore la SMSI di Rovigno

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Ecologia. Si fa onore  la SMSI di Rovigno
I partecipanti al progetto Wastereduce. Foto istra-istria.hr

Ricevimento per studenti, docenti e presidi delle scuole istriane partecipanti al concorso creativo “Un mare senza rifiuti – passato e futuro” che la Regione istriana ha bandito nel quadro dell’europrogetto Wastereduce. A offrirlo il presidente della Regione Boris Miletić, affiancato dall’assessore allo sviluppo sostenibile Mirko Radolović e dal responsabile dell’Ufficio per la protezione dell’ambiente Bruno Kostelić.

Tra i rappresentanti delle scuole si sono presentati all’appello anche la Scuola Media Superiore Italiana di Rovigno: gli studenti Lana Verdnik e Nicholas Dapiran col mentore Daniele Suman, che hanno realizzato il manifesto educativo “Less is more”. Con gli studenti italiani di Rovigno, hanno partecipato all’evento anche i coetanei della “Mate Blažina” di Albona, del Ginnasio generale della scuola “Vladimir Gortan” di Buie, e dell’Istituto di alberghiera e commercio di Pola.

Il manifesto della SMSI di Rovigno. Foto istra-istria.hr

“Il mare è una delle maggiori ricchezze dell’Istria, ma anche una delle nostre più grandi sfide. L’inquinamento del mare, soprattutto da plastica e microplastica, non è affatto un concetto astratto: le sue conseguenze sono già percettibili su tutto la natura, sulla salute dell’uomo, sull’economia e il turismo. Per questo è necessario affrontare l’argomento con franchezza, a mente aperta, coinvolgendo i giovani che hanno dimostrato di comprendere le sfide del momento storico e di saper diffondere messaggi importanti”, ha affermato il presidente della Regione Boris Miletić che trova tutti i lavori in concorrenza meritevoli di attenzione e considera i partecipanti capaci di esprimere grandi cose facendo leva sulla propria vena artistica. La creatività può essere uno strumento potentissimo di sensibilizzazione dell’opinione pubblica sulla necessità di tutelare l’ambiente.

Influenzare i giovani

Il concorso “Un mare senza rifiuti – passato e futuro” è stato concepito allo scopo di influenzare i giovani a riflettere sulle conseguenze dell’attività della specie umana sull’ambiente, sulle conseguenze dell’inquinamento dei mari e sul ruolo dell’individuo nella catena dei grandi eventi sociali e naturali, specie in merito all’iperproduzione e l’iperconsumo di plastica e microplastiche. Il bando della Regione ha attirato l’attenzione di sei scuole della penisola chiamate a realizzare una campagna di sensibilizzazione sociale sui danni subiti dal mondo marino da varie fonti d’inquinamento: pesticidi, idrocarburi, pesca intensiva, plastica, specie aliene… Una giuria di esperti delle industrie creative ha valutato i lavori secondo alcune tipologie di criteri precise: il livello artistico, il valore morale del messaggio, l’impatto emotivo e il collegamento col contesto locale o regionale.

Tra i progetti di elevato valore educativo, si è distinto tuttavia come migliore il manifesto intitolato “La disperazione di una foca monaca” di Leona Runko, studentessa della Scuola media superiore “Mate Blažina” di Albona, guidata dall’insegnante Olivera Tadić. Il lavoro vincitore si distingue “Per il forte impatto emotivo del messaggio che riflette fedelmente le conseguenze della presenza dei rifiuti in mare e le loro conseguenze sulla flora e la fauna marina”, come si legge nella motivazione della giuria. Grazie alla foca monaca di Leona Runko, la scuola di Albona ha vinto anche un premio in denaro di 500 euro. Menzioni onorevoli sono state elargite comunque a tutti gli altri partecipanti di Buie, Rovigno e Pola.

I contribuiti europei

Bruno Kostelić ha messo in evidenza il ruolo degli enti regionali nella creazione di politiche ambientali con concorso dei contributi UE, finalizzate anche alla promozione e formazione oltre che all’azione ecologica concreta. Con l’europrogetto Wasteredeuce la Regione istriana ha focalizzato l’interesse e concentrato energie e risorse sul rifiuti marini e quindi sulla dispersione di materiali solidi, prevalentemente plastica (oltre il 77-85%), nell’ambiente marino e costiero, provocata da attività terrestri come scarichi urbani e soprattutto da una cattiva gestione dei rifiuti. Wastereduce, progetto Interreg Italia-Croazia finanziato dall’Unione europea per ridurre l’impatto dei rifiuti nelle aree protette, coinvolge otto enti pubblici e privati, quattro italiani (Arpav, ETRA, Università degli Studi di Trieste, ETIFOR dell’Università di Padova) e quattro croati (Regione istriana, Istituto di agricoltura di Parenzo, Natura Histrica e l’associazione ambientalista Sunce di Spalato).

L’europrogetto dura 30 mesi e vale poco meno di 1,7 milioni di euro, di cui 208.380 destinati alla sola Regione istriana. Tra le spese sostenute, la Regione Istriana ha acquisito il dispositivo DPOL, una macchina progettata per la raccolta di rifiuti galleggianti (plastiche e idrocarburi) nei porti e lungo la costa. Il progetto mira a migliorare la gestione dei rifiuti nelle aree protette e Natura 2000 in Italia e Croazia, attraverso azioni di monitoraggio e riduzione danni, attivo da febbraio 2024.

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