Due Paesi, un solo Adriatico: Italia-Croazia unite sulle due ruote

Da Trieste a Parenzo e da Cesenatico a Rovigno, il progetto CYROS disegna il futuro del cicloturismo

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Due Paesi, un solo Adriatico: Italia-Croazia unite sulle due ruote
Due cicloturisti ai piedi dell'Arena di Pola. Foto: Marko Prpic/PIXSELL

Dall’antica Parenzana ai collegamenti tra Trieste e Parenzo, fino alle nuove prospettive per il trasporto delle biciclette via mare tra la costa italiana e quella croata. L’Adriatico, almeno per quanto riguarda il turismo sostenibile, prova sempre più a trasformarsi da confine a ponte.

È questo il filo conduttore del progetto europeo CYROS – Adriatic Ionian Cycle Route for Sustainable Tourism, l’iniziativa italo-croata che si è conclusa nei giorni scorsi a Ragusa (Dubrovnik) e che per trenta mesi ha messo attorno allo stesso tavolo istituzioni, enti territoriali e operatori dei due Paesi con un obiettivo comune: costruire una rete di mobilità e cicloturismo capace di collegare le due sponde dell’Adriatico.

Al centro del progetto, finanziato nell’ambito del programma Interreg Italia-Croazia 2021-2027, c’è lo sviluppo di un corridoio ciclabile adriatico-ionico e, soprattutto, una nuova idea di viaggio. La bicicletta non come semplice attività sportiva o passatempo per turisti, ma come elemento di un sistema più ampio, collegato agli autobus, alle navi e al trasporto pubblico.

L’Istria e l’Italia, un legame che passa anche dalla bicicletta

Alla conferenza conclusiva, svoltasi il 26 agosto presso il Centro studenti di Ragusa (Dubrovnik), coem si legge in una nota della Regione istriana, hanno partecipato anche i rappresentanti dell’Assessorato regionale al Turismo della Regione istriana, guidati dalla responsabile Nada Prodan Mraković, insieme ai collaboratori Martina Klarić e Davor Dobrila.

Ad aprire l’incontro è stato il presidente della Regione di Ragusa (Dubrovnik) e della Narenta (Neretva), Blaž Pezo, che ha sottolineato l’importanza della collaborazione oltreconfine e di un’azione comune per costruire un’offerta turistica più sostenibile.

Per l’Istria, il progetto ha rappresentato molto più di una semplice esperienza europea. Con un budget di 370mila euro, la Regione ha partecipato attivamente a una serie di iniziative concrete che hanno rafforzato i collegamenti con l’Italia e migliorato la propria offerta nel settore del cicloturismo.

Uno degli esempi più significativi è stato il progetto Bike&Bus, realizzato in collaborazione con i partner italiani. È stata infatti attivata e testata una linea gratuita tra Trieste e Parenzo, pensata appositamente per accogliere anche i ciclisti e le loro biciclette.

Un collegamento che ha permesso di avvicinare ulteriormente le due sponde dell’Adriatico e, allo stesso tempo, di rendere più accessibile uno dei percorsi più simbolici della regione: la Parenzana, l’antico tracciato ferroviario che un tempo collegava Trieste a Parenzo e che oggi è diventato una delle principali attrazioni per gli appassionati delle vacanze attive.

I partecipanti al progetto europeo CYROS – Adriatic Ionian Cycle Route for Sustainable Tourism, l’iniziativa italo-croata che si è conclusa nei giorni scorsi a Ragusa (Dubrovnik). Foto Regione istriana

Dal mare alla strada, nuovi modi per attraversare l’Adriatico

La collaborazione tra Italia e Croazia ha guardato anche al mare. A Rovigno è stato infatti sperimentato il collegamento tra trasporto ciclabile e navigazione, in collaborazione con l’Istituto per i trasporti e la logistica di Bologna.

Al centro delle prove e dell’incontro tecnico, le possibilità di trasportare biciclette sui catamarani veloci che collegano Cesenatico e Rovigno. Un dettaglio apparentemente semplice, ma che potrebbe avere un peso importante nello sviluppo di un nuovo modello di turismo.

L’idea è quella di permettere ai visitatori di combinare diversi mezzi di trasporto: arrivare in bicicletta, salire su un autobus o su una nave, attraversare l’Adriatico e proseguire il viaggio sulle due ruote. Una mobilità più flessibile e sostenibile, ma anche una nuova opportunità per creare itinerari turistici internazionali.

Per territori come l’Istria e le regioni della costa adriatica italiana, unite da legami storici, culturali e geografici, la sfida è evidente: trasformare questa vicinanza in un prodotto turistico comune.

Un turismo che non si ferma alla stagione estiva

Nel corso del progetto è stata organizzata anche la quarta Conferenza nazionale sulla bicicletta a Parenzo, realizzata dalla Regione istriana in collaborazione con il ministero competente. Al centro dell’incontro, ancora una volta, la mobilità sostenibile e l’integrazione tra diversi sistemi di trasporto.

Parallelamente sono stati sviluppati programmi di formazione dedicati alla pianificazione, alla progettazione e alla realizzazione delle infrastrutture ciclabili secondo gli standard europei e ambientali.

Ma il risultato forse più importante di CYROS riguarda proprio ciò che potrà accadere dopo la conclusione formale del progetto. I rapporti costruiti tra partner italiani e croati, i modelli sperimentati e le soluzioni testate rappresentano infatti una base per future collaborazioni.

Per l’Istria, che da anni punta sul cicloturismo come uno degli strumenti per allungare la stagione, il progetto rafforza ulteriormente il ruolo della penisola come destinazione attiva durante tutto l’anno.

L’obiettivo è quello di inserire sempre più le piste e gli itinerari istriani all’interno di una rete più ampia, croata ed europea. Una strategia che può contribuire a ridurre la dipendenza dai soli mesi estivi, distribuire i flussi turistici nel corso dell’anno e offrire un modo diverso di scoprire il territorio.

E in questa prospettiva la collaborazione tra Italia e Croazia assume un significato che va oltre il singolo progetto europeo. Le due coste dell’Adriatico, spesso considerate come destinazioni concorrenti, possono diventare parte di uno stesso itinerario.

La bicicletta, in questo caso, diventa il simbolo di un’idea più ampia: un Adriatico senza confini turistici, dove Trieste, Cesenatico, Rovigno, Parenzo e le altre destinazioni della costa possono essere collegate non soltanto dalle rotte marittime, ma anche da una strategia comune.

La conclusione del progetto CYROS non rappresenta quindi soltanto la fine di un percorso durato trenta mesi. Può essere, piuttosto, il punto di partenza per una collaborazione ancora più stretta tra Italia e Croazia, con l’obiettivo di costruire un turismo più verde, meglio collegato e capace di guardare oltre la stagione estiva.

Un turismo che, questa volta, prova davvero a pedalare nella stessa direzione.

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