Domenica a Salvore la «Vogalonga»

Con l’evento, della locale Comunità degli Italiani, si celebra la batana

La batana salvorina

Domani, 12 settembre, nello specchio di mare che va dalla Punta del Laco, dove si trovano le tradizionali gru in legno conosciute come “grue”, fino al porto e viceversa, si terrà la “Vogalonga”, evento organizzato dalla locale Comunità degli Italiani, presieduta da Miriam Ossich, per celebrare una barca che ha segnato la vita della pesca locale.

 

Il programma inizierà alle ore 15 con la sfilata dei pescherecci dal porto delle “grue” fino al porto di Salvore. Alle 15.30 ci sarà la partenza della “vogalonga” dal porto di Salvore che non interesserà solo le batane ma tutte le imbarcazioni a remi, come le canoe, i kayak o i canotti a remi. La gara di voga si terrà alle ore 17 e riguarderà solo la batana salvorina. Il programma musicale inizierà alle ore 17.30 con i fisarmonicisti della Comunità degli Italiani di Salvore. Le premiazioni avranno luogo alle ore18.

Dunque una domenica diversa, con il sole settembrino ancora caldo, per ricordare la batana, semplice nella sua costruzione, diversa da tutte le altre barche, che un tempo veniva sospinta unicamente dai remi per la pesca, quella tradizionale, con la lampara e del calamaro. Oggi non ci sono più maestri d’ascia, l’ultimo è stato Mario-Nina Kocijančić, che ha donato i suoi arnesi al piccolo museo della batana di Salvore. La tradizione però vive, come continuano a vivere le “grue” che le sostenevano, che sono lungo la costa salvorina e umaghese ancora una quarantina. Sono costruite in acacia, servono per salvare le piccole batane dalle mareggiate e sono entrate in uso perché non c’erano porti adeguati, come presso il faro di Salvore e nella Valle di Pozioi di Umago, dove le barche erano tante e tutte attrezzate per la pesca con la lampara. I remi invece erano in frassine perché dovevano essere forti e flessibili per dare forza alla remata.

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