Diplomazia: l’Istria al centro del dialogo tra Italia e Croazia

Scuole, bilinguismo e Vergarolla: l'ambasciatore Trichilo e la console Palmieri a Pola

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Diplomazia: l’Istria al centro del dialogo tra Italia e Croazia
La posa della corona di fiori al cippo delle Vittime di Vergarolla nell'omonimo Parco. Foto Željko Jerneić

Due giorni istriana per l’ambasciatore italiano a Zagabria Paolo Trichilo e la console generale d’Italia a Fiume Iva Palmieri, che questa mattina, giovedì 4 dicembre, hanno incontrato le autorità locali accompagnanti dal console onorario Tiziano Sošić. Prima tappa al Palazzo della Regione per un colloquio a porte chiuse con la vicepresidente della Regione in quota CNI Jessica Acquavita, l’assessora alla CNI autoctona, minoranze e giovani Tea Batel, e l’assessore alla cultura Vladimir Torbica. A fine incontro il diplomatico ha dichiarato: “Come sapete io viaggio molto in Croazia, anche in Slavonia, Karlovac, Varaždin… Quindi, mi trovo ovunque, ma l’Istria ha un’importanza superiore e non manchiamo mai di sottolinearlo, perché è una regione bilingue. Stamani ho avuto il piacere di incontrare la vicepresidente della Regione Acquavita e constatare l’attenzione che la Regione porta alle questioni della minoranza, della lingua e della cultura italiane, con programmi che ci sono per il rafforzamento del bilinguismo. Ne prendo atto con piacere e li ringrazio”.

Tiziano Sošić, Iva Palmieri, Jessica Acquavita, Paolo Trichilo, Tea Batel e Vladimir Torbica nella sede della Regione istriana. Foto Željko Jerneić

Rapporti commerciali

“Tra le città dove vige il bilinguismo – ha proseguito Trichilo -. Pola è la più grande, ed è appunto a Pola che abbiamo avuto l’onore di incontrare Dacia Maraini nell’ambito della Fiera che è un evento culturale di rilevanza internazionale e non solo regionale o nazionale. Ieri sono stato ad Albona dove ho incontrato il sindaco e visitato la sede della Comunità degli Italiani, ora completamente rinnovata e risistemata, pronta per ospitare grandi eventi, ma anche la sua fiorente zona industriale che conta ben cinque aziende italiane del Veneto, con quasi seicento persone che vi lavorano: un polo economico significativo per i rapporti commerciali tra Italia e Croazia. I temi trattati in Regione? Innanzitutto quello dell’istruzione. Devo riconoscere che la Repubblica di Croazia presta molta attenzione alle minoranze, compresa quella italiana, sebbene ci siano dei margini di miglioramento. Tuttavia cantieri di edifici scolastici come quello di Cittanova e il progetto di ampliamento della scuola italiana di Pola stanno a dimostrare la disponibilità ad avere sedi migliori ma anche denominazioni bilingui delle scuole”, ha concluso l’ambasciatore italiano.

L’incontro dell’ambasciatore Trichilo col sindaco Grbin. Foto Valter Zanco

Il ruolo politico della CNI

La vicepresidente Acquavita ha scambiato gentilezza per gentilezza: “Abbiamo espresso la nostra gratitudine all’Ambasciata per la vicinanza alla nostra comunità nazionale, soprattutto per l’impegno personale dell’ambasciatore affinché l’Istria forsse presente alla prima conferenza mondiale dell’italofonia a Roma. Per noi è stato fondamentale trovarci, in quanto Regione bilingue, a un evento che ha riuntito tutti quelli che amano e parlano la lingua italiana nel mondo. Con l’ambasciatore e la console abbiamo discusso diversi temi, dalla promozione del bilinguismo e della tutela della cultura e identità italiana, italofona, istroveneta e istriota sul nostro territorio, ma anche del ruolo politico della CNI che ha obiettivi di più lenta maturazione e realizzazione, considerati ugualmente se non anche più importanti per il territorio. Tra questi la maturità di Stato, l’esame di lingua croata per i nostri studenti e l’insegnamento della lingua italiana nelle scuole croate, temi che ci stanno a cuore e su cui stiamo lavorando con tenacia anche se non sempre secondo le nostre volontà perché l’esito non dipende esclusivamente da noi”.

Da Vergarolla all’Unesco

Seconda tappa in Piazza Foro per i colloqui col sindaco di Pola Peđa Grbin e il vicesindaco italiano Vito Paoletić, che a fine incontro ha esposto per sommi capi gli argomenti trattati: l’opera di ampliamento della scuola elementare italiana Giuseppina Martinuzzi di Pola, l’ottantesimo anniversario della strage di Vergarolla nel 2026 (“Che intendiamo celebrare con meno parole, ma con più pietà e sentimento, facendo parlare possibilmente solo due alti funzionari, non per dividere, ma per affrontare l’argomento all’unisono e in sintonia”) e l’intenzione di Pola di ricandidarsi per la tutela dell’UNESCO di tutti i suoi resti romani e non solo dell’Arena.

Marin Corva, Tiziano Sošić, Paolo Trichilo, Iva Palmieri e Vito Paoletić all’uscita da Palazzo municipale. Foto Željko Jerneić

All’incontro al muncipio si è unito anche il presidente della Giunta dell’Unione Italiana di Fiume Marin Corva che ha ringraziato l’Ambasciata dell’invito.

Convergenza di interessi

A suo dire l’incontro col sindaco è stato estremamente importante dato che sono stati toccati due argomenti di vitale importanza per la CNI: quello dell’ampliamento della “Martinuzzi” e quello delle celebrazioni di Vergarolla. Per quanto attiene alla scuola, il progetto è stato predisposto e spesato dall’UI, con tanto di licenza edile valida: “Sono contento del fatto che c’è stata una completa unitarietà di vedute tra la Città, l’Ambasciata, il Consolato e l’Unione sulla necessità di fare leva sul Governo e sui fondi specifici per questo tipo di intervento”.

Soddisfatto per il buon esito dei colloqui e la buona accoglienza avuta al Municipio di Pola, “città importante anche dall’ottica dell’Italia”. “Sul progetto della scuola – ha rilevato Trichilo – abbiamo constatato una convergenza di interessi tra la Città di Pola, l’Ambasciata, il Consolato e l’Unione Italiana: si tratta di un progetto che dovrà seguire le sue varie fasi, ma lo si farà insieme, ciascuno nell’ambito delle proprie competenze. Seconda cosa, ho informato il sindaco sulla mia intenzione di partecipare alla cerimonia di commemorazione di Vergarolla nell’occasione dell’ottantesimo anniversario, è giusto che un ambasciatore partecipi per la prima volta a questa commemorazione”.

Detto questo la delegazione diplomatica scortatata dal vicesindaco ha reso il dovuto omaggio alle vittime di Vergarolla con una corona di fiori posta davanti al cippo monumentale nel parco commemorativo.

Dacia Maraini e Paolo Trichilo: una chiacchierata tra… i libri

Dacia Maraini e Paolo Trichilo a Pola. Foto Željko Jerneić

Galeotta fu la Fiera del Libro e chi la diresse perché ha visto sfilare sul tappeto rosso del Casinò Marina tanti di quei romanzieri italiani che ormai l’elenco si fa troppo lungo anche solo a nominarli. Galeotta anche per l’incontro tra l’ambasciatore italiano a Zagabria Paolo Trichilo e Dacia Mariani, ospite d’onore del 31esimo salone del libro. Nonostante l’agenda fitta d’impegni di entrambi, ambasciatore e scrittrice hanno trovato il tempo e il modo di concedersi una calorosa chiacchierata tra i libri in compagnia del vicesindaco Paoletić e di Magdalena Vodopija, direttore della Fieralibro.

Una chiacchierata sulla specificità di Pola e dell’Istria, uniche nella loro doppia identità nazionale, bilingui di nome e di fatto, senza pari in questo loro essere italiane e non italiane, come succede ancora solo in Svizzera e a San Marino, stando a quanto ha spiegato l’ambasciatore. Pola è di fatto la città bilingue (italofona) più grande al mondo e Dacia Maraini ha ascoltato volentieri le storie che le sono state raccontate a questo titolo nella città che aveva già visitato prima tanti anni fa, sempre come ospite del salone del libro.

La scrittrice ha aggiunto che è stata accompagnata a vedere i monumenti romani del centro storico e di averli trovati di grande pregio, molto ben conservati, ammirevoli. Immancabile l’elenco degli anfiteatri romani nel mondo, a cominciare dal Colosseo, per finire con la gemma di Pola, piccola ma superba, “elegante nella sua semplicità” per dirla con le parole che il vicesindaco ha usato nel dipingere l’Arena di Pola. Immancabili anche altri riferimenti storici: Augusto, gli Illiri, l’espansione romana, l’appropriazione del territorio, gli Asburgo, l’arsenale, il ruolo di primo piano di Pola nella Prima guerra mondiale e la decadenza della cantieristica navalmeccanica dopo la sua età dell’oro negli anni Novanta, anni in cui l’Estremo oriente ha sottratto al vecchio continente il primato nell’industria.

Si è parlato infine anche delle Comunità degli Italiani che fungono da ritrovo per i connazionali ma anche da centri di propagazione della cultura, e dei polesi famosi in Italia, Sergio Endrigo e Alida Valli in prima fila, ma non certo gli unici.

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