Demanio marittimo. Critiche alla gestione

La modalità proposta non consentirebbe entrate sufficienti per la manutenzione

La spiaggia di Saccorgiana

La consultazione pubblica in merito alla proposta di Piano sulle concessioni e di Piano sulla gestione del demanio marittimo sul territorio della Città di Pola per il 2021 è arrivata alla sua conclusione. Oggetto d’interesse per uno sfruttamento economico dei beni dati dalla natura sono l’insenatura di Saccorgiana, le aree balneari di Valsaline, l’insenatura di San Giovanni, ribattezzata in Ambrela, nonché il porticciolo del turismo nautico di Bonarina adibito a interventi edili e a un’ulteriore commercializzazione. L’arco di tempo destinato all’usufrutto è lunghissimo, spaziante dai 10 ai 20 anni, mentre la valutazione dell’importo ricavabile dall’indennizzo da pagare per le concessioni ammonta a 280mila kune annuali, fermo restando che la cifra include la parte variabile, sommabile dopo aver effettuato un conguaglio con gli introiti ricavati dai fruitori delle concessioni. Secondo un calcolo approssimativo della Città, il contributo fisso da pagare all’amministrazione cittadina per ottenere un utile da Saccorgiana è stato stimato a 6.500 kune a seconda dei metri quadrati di spazio agibile. Nel caso di Valsaline soltanto 1.000 kune, per San Giovanni a Verudella 2.500 kune, mentre per l’area rivierasca di Bonarina addirittura 20mila kune.

 

Serve trasparenza
Ora, la consultazione che è strumento messo in campo dall’amministrazione cittadina con l’intenzione di prendere una pubblica decisione coinvolgendo i cittadini, le imprese e le loro associazioni, ha prodotto sul tavolo di partecipazione della società civile tutta una serie di osservazioni, per non dire critiche, inoltrate nero su bianco da parte di Istria Verde. L’Associazione torna a voler essere un correttivo per i gestori della cosa pubblica intendendo spingerli verso gestioni informate, di qualità, il più possibile inclusive, trasparenti ed efficaci. La buona pratica in termini di inclusione dei cittadini in questa fase della politica pubblica che riguarda le spiagge più attraenti di Pola, ha dato a Istria Verde l’opportunità di protestare e sottolineare che per queste zone di mare esistono soluzioni alternative a quelle che si vanno ventilando dal Municipio. Detto altrimenti, sull’esempio di Valcane, meriterebbero una riqualifica con denaro pubblico o europeo, nonché una successiva concessione.

Le entrate pubbliche derivanti dall’assegnazione in usufrutto delle aree marine dovrebbero poter fornire alla Città sufficienti mezzi d’intervento per la cura della costa e la manutenzione dei bagni pubblici, ma stando all’opinione di Istria Verde, questa modalità di gestione proposta dalla Città, non riuscirebbe produrre alcunché. Le stime prodotte dai competenti uffici cittadini risulterebbero prive di motivazione e darebbero ai concessionari l’uso di grandi risorse, pagando un indennizzo dal quale verrebbero depennate le spese di commissione e manutenzione di strutture e attrezzature, i costi dell’impiego del personale, gli oneri fiscali e altro ancora. La soluzione sarebbe passibile di manipolazione al punto da far figurare tutto come spesa, fino ad azzerare il contributo alla Città. Dunque, Città a rischio di zero entrate. Istria Verde punta il dito su singoli, che già si fregano le mani per la prospettiva dei lauti guadagni, rappresentata da concorsi “pilotati” verso determinati eletti.

I conti non quadrano
A parte questo, i conti non tornano. Il Piano di gestione del demanio marittimo prevede un incameramento di 3 milioni di kune, necessarie a poter assicurare una costante manutenzione della costa. La fonte da cui attingere sono proprio le concessioni e i relativi indennizzi. Istria Verde invita a precisare meglio come si pensa di incamerare una cifra così copiosa considerato che, in base alle concessioni del periodo triennale 2019-2021, ci si aspetta un provente non superiore alle 83mila kune. Per i piani che sono stati appena oggetto di dibattito si propone l’inserimento di un chiaro resoconto sull’esito delle pianificazioni e concessioni assegnate in passato, andando a ritroso fino a un lustro o meglio ancora, fino a produrre un archivio della gestione pluriennale delle spiagge, comprensivo di nomi e cognomi dei concessionari, periodi di durata delle concessioni e di relativi ricavati, Tanto per amor di trasparenza.

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