DDI. Fabrizio Vižintin si dimette dalla Presidenza

Pisino. La dirigenza del partito sottolinea la sua politica di «tolleranza zero» per atti illegali

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DDI. Fabrizio Vižintin si dimette dalla Presidenza
Foto: Nel Pavletic/PIXSELL

PISINO | Fabrizio Vižintin non fa più parte della Presidenza della Dieta democratica istriana (DDI). Durante la riunione della dirigenza del partito svoltasi martedì sera a Pisino, i suoi colleghi hanno deciso di accettare le sue dimissioni, presentate, come si evince dalle dichiarazioni del presidente della DDI, Loris Peršurić, in seguito all’arresto del sindaco di Buie, che da venerdì scorso è in custodia cautelare e sotto inchiesta per corruzione e abuso d’ufficio.

“Dal momento in cui il caso è diventato noto all’opinione pubblica, la DDI era a disposizione dei media e consapevole dell’interesse che c’era per informazioni tempestive. Tuttavia, prima delle dichiarazioni ufficiali era importante rispettare le procedure del partito e dare la possibilità agli organi competenti di quest’ultimo di prendere una decisione”, si legge nel comunicato stampa della DDI. Secondo Peršurić, si è voluto agire in modo responsabile, ovvero permettere che la Presidenza del partito prendesse le necessarie decisioni, conformemente allo Statuto e alle procedure definite dal partito in questione.
Stando a quanto confermato, è stato Vižintin a dimettersi, spiegando di non volere che la situazione in cui si è trovato “gravi sul lavoro della DDI e di voler dedicarsi alla procedura” legale avviata nei suoi confronti. Il sindaco di Buie rimane comunque membro dello stesso partito.

“La DDI sostiene il lavoro delle istituzioni competenti e ha un atteggiamento forte e inequivocabile della tolleranza zero nei confronti di tutti i comportamenti illegali. Allo stesso tempo, in uno stato in cui si rispettano le leggi la responsabilità ha sempre un nome e un cognome. Nessuno deve essere al di sopra delle leggi, ma è anche vero che nessuno deve essere dichiarato colpevole prima che lo stabilisca il tribunale competente. La responsabilità è personale, mentre la presunzione di innocenza è diritto di ogni cittadino”, hanno concluso i dietini.

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