Crassiza. Don Bonifacio, eredità che supera il sacrificio

Il Beato ricordato al cippo eretto nel luogo del tragico evento del 1946. Stasera la presentazione del libro

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Crassiza. Don Bonifacio, eredità che supera il sacrificio
Foto Denis Visintin

Il martirio del Beato don Francesco Bonifacio, scomparso nel nulla l’11 settembre 1946, è stato ricordato sul luogo in cui è andato incontro al proprio destino, sulla strada che da Crassiza porta a Grisignana, dove venne arrestato dalle guardie popolari, facendone perdere ogni traccia. Il ricordo è iniziato con la camminata che, iniziata davanti alla sede della Comunità degli Italiani di Crassiza, ha portato i partecipanti, tra cui soci del sodalizio e rappresentanti del Consiglio per la minoranza italiana autoctona della Città di Buie, al cippo che ricorda l’evento, in prossimità della strada percorsa per l’ultima volta da don Francesco.

Qui il presidente della CI di Crassiza, Mate Mekiš, da tempo impegnato nella ricerca dei resti del Beato e nella conservazione della sua memoria, ha brevemente ricordato il motivo dell’incontro, come pure le vittime e le vicende del secondo dopoguerra, ponendo l’accento sulla necessità di continuare la ricerca dei resti di don Francesco. Dopo la preghiera di rito, i partecipanti sono rientrati a Crassiza.

Le celebrazioni proseguiranno oggi con la presentazione del libro “Francesco Bonifacio. Vita e martirio di un uomo di Dio” di Mario Ravalico, che avrà luogo nella Comunità degli Italiani di Crassiza alle 17.30. Sabato 14 febbraio alle ore 12.30 ci sarà l’omaggio davanti al monumento eretto in onore di don Francesco, in presenza delle delegazioni dell’Unione Italiana, del Consiglio della minoranza italiana autoctona della Regione istriana, del Consiglio della minoranza italiana della Regione litoraneo-montana e della Federazione delle associazioni degli esuli istriani, fiumani e dalmati. In precedenza, le delegazioni e altri ospiti saranno al cimitero di San Canziano a Capodistria, alle 9.30, per deporre corone di fiori ai piedi del monumento che ricorda le vittime della guerra e del secondo dopoguerra e a quello di Santa Domenica, sulla tomba di Norma Cossetto.

Tutto ciò a testimonianza di un’eredità, quella di don Francesco Bonifacio, che va oltre il suo sacrificio, richiamando a riflettere sulle brutalità del passato, con l’impegno volto a un futuro di rispetto e comprensione reciproca.

La tragica fine di don Francesco, avvenuta in un periodo caratterizzato da tensioni e conflitti e di cui quest’anno ricorre l’80° anniversario, scuote ancora profondamente la comunità di Crassiza, per cui il ricordo e la commemorazione sono un atto di riconoscenza verso la profonda traccia lasciata in loco dal Beato, riflettendo sulle vicende storiche che hanno influito sulla vita locale del tempo e del periodo successivo.

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