Corva e Demarin a Torre: «Difendere l’identità per garantire il futuro»

Incontro dei due candidati ai vertici dell'Unione Italiana con i connazionali del Parentino

0
Corva e Demarin a Torre: «Difendere l’identità per garantire il futuro»
Paolo Demarin e Marin Corva Foto Nicole Mišon

Corva e Demarin a Torre: «Difendere l’identità per garantire il futuro»
TORRE | La campagna elettorale per il rinnovo dei vertici dell’Unione Italiana fa tappa nel Parentino. Presso la Comunità degli Italiani “Giovanni Palma” di Torre, i candidati unici alla presidenza dell’UI, Marin Corva, e alla presidenza della Giunta Esecutiva , Paolo Demarin, hanno incontrato i connazionali per illustrare un programma che si muove tra pragmatismo amministrativo e urgenza identitaria.

L’intervento di Paolo Demarin ha toccato corde profonde, partendo da un’analisi schietta della situazione attuale. “Stiamo vivendo una crisi identitaria e un distaccamento dei giovani dalle nostre istituzioni” ha ammesso, sottolineando come la sopravvivenza della CNI passi per la partecipazione politica. Il riferimento è alle imminenti elezioni del 31 maggio: “Il voto è una conferma della nostra appartenenza – ha proseguito Demarin -. Non possiamo esigere bilinguismo e diritti se poi non abbiamo il coraggio di dichiararci italiani”.
Proprio il tema del censimento, che si sta trasformando in un registro online, rappresenta l’insidia maggiore. Il rischio è quello di un crollo numerico dei dichiarati, con conseguente perdita di peso politico e credibilità. In Croazia, sebbene il riconoscimento dei diritti sia in una fase di miglioramento, Demarin ha ribadito che la strada è ancora lunga, specialmente sul fronte del bilinguismo, per il quale auspica l’introduzione di sanzioni contro chi ne ignora l’applicazione.

Formazione e quadri dirigenti

Un punto del programma dei due connazionali riguarda la gestione del capitale umano. Demarin ha sollevato il problema dell’equipollenza dei titoli di studio e della Maturità di Stato, questioni che hanno causato la fuga di cervelli. “Abbiamo speso milioni per far studiare i nostri giovani e molti non sono tornati. Stiamo perdendo famiglie e capacità di lavoro”, ha dichiarato, promettendo un impegno politico diretto.

Sul fronte interno, la stabilità finanziaria dei sodalizi resta una priorità: il programma punta a fornire garanzie economiche certe a tutte le Comunità, riconoscendo l’immenso sforzo volontario di dirigenti e attivisti.

Marin Corva ha puntato sulla necessità di una “tranquillità istituzionale”. Gli scontri interni degli ultimi anni hanno allontanato la gente; l’obiettivo è ora ritrovare una serenità che permetta di non disperdere l’eredità dei padri. Corva ha rivendicato i risultati ottenuti, con un budget che ha superato i 12 milioni di euro a favore della CNI.

“Il mio sarà un ruolo politico, di rappresentanza e di raccordo con il mondo degli esuli”, ha spiegato Corva, ribadendo la sua piena fiducia in Demarin per la gestione operativa della Giunta. Il suo programma si articola su quattro pilastri: Identità, competenza, responsabilità e comunità.

Uno degli obiettivi strategici del prossimo mandato sarà inoltre quello di rafforzare la conoscenza della CNI in Italia. “Nella Nazione madre ci conoscono ancora troppo poco” ha concluso Corva, sottolineando la necessità di un’azione diplomatica e culturale più incisiva. L’appello finale di entrambi i candidati è stato univoco: recarsi alle urne il 31 maggio per dare legittimità a un progetto che vuole traghettare la minoranza italiana verso una nuova fase di consapevolezza e sviluppo.

Terminata la parte ufficiale, l’incontro è proseguito con un vivace dibattito tra i candidati e vari presenti all’incontro con uni scambio di battute e riflessioni.

Tutti i diritti riservati. La riproduzione, anche parziale, è possibile soltanto dietro autorizzazione dell’editore.

L’utente, previa registrazione, avrà la possibilità di commentare i contenuti proposti sul sito dell’Editore, ma dovrà farlo usando un linguaggio rispettoso della persona e del diritto alla diversa opinione, evitando espressioni offensive e ingiuriose, affinché la comunicazione sia, in quanto a contenuto e forma, civile.

No posts to display