LEVADE | Entra nel vivo la campagna elettorale per il rinnovo dei vertici dell’Unione Italiana in vista dell’appuntamento con le urne fissato per domenica 31 maggio. Marin Corva, candidato unico alla presidenza dell’UI, e Paolo Demarin, candidato unico alla guida della Giunta Esecutiva, hanno incontrato i connazionali delle Comunità degli Italiani di Levade-Gradigne, Sterna e Montona. Un incontro che ha offerto l’occasione per delineare le linee programmatiche del prossimo mandato e per lanciare un forte appello all’affluenza.
Sebbene si tratti di candidature uniche, entrambi i leader hanno insistito sul valore della partecipazione. “Vi chiedo di invitare tutti a votare, anche lasciando la scheda nulla, per dimostrare la nostra presenza sul territorio”, ha esortato Marin Corva, lodando la passione di chi guida i sodalizi. Un concetto ribadito da Paolo Demarin, che ha ringraziato i connazionali per l’impressionante raccolta firme: “Domenica andate alle urne. Se non volete sostenermi non fatelo, ma dimostrate che ci siamo. Quando andiamo a rivendicare diritti, le istituzioni ci chiedono chi rappresentiamo, e l’astensionismo si fa sentire. Prenderò in considerazione l’effettiva adesione al voto in rapporto agli iscritti: è giusto dare la priorità a chi è attivo, perché votare è un segno di appartenenza”.
Il programma della Giunta Esecutiva si articola in 27 punti, strutturati per rispondere alle esigenze delle varie realtà della CNI, che Demarin ha definito “il nucleo della minoranza”. Tra le priorità locali spicca la realizzazione della nuova sede della CI di Levade-Gradigne, indispensabile per garantire le attività dei connazionali. Una sfida cruciale sarà il lancio di una nuova piattaforma digitale per il censimento, un’occasione imperdibile per spingere i connazionali a segnalare formalmente la propria appartenenza.
Sul fronte finanziario e istituzionale, si registra oggi una prevalenza di fondi provenienti dalla Croazia rispetto all’Italia. Tra un mese Corva entrerà al Sabor di Zagabria come deputato, garantendo un canale di comunicazione diretto tra il Governo croato e l’UI. Dal lato italiano, Demarin ha evidenziato la necessità di un cambio di marcia: “Da vent’anni i finanziamenti da Roma sono identici, ma le nostre esigenze sono aumentate”.
In conclusione, Corva ha sintetizzato la sua visione in quattro parole chiave: identità, competenza, responsabilità e comunità, rilevando che la CNI sta vivendo una piccola crisi. “Dobbiamo affrontare sfide politiche importanti come la maturità di Stato e l’equipollenza dei diplomi. Negli ultimi anni l’UI ha fatto troppo poco politicamente: sono mancati dialoghi di peso con il ministero degli Affari Esteri italiano e con la Regione Friuli Venezia Giulia. Ho vent’anni di esperienza nell’UI e ho guidato la mia CI di Fiume: mi sento pronto e competente, ma serve responsabilità per non litigare più sulle banalità. Senza il sostegno compatto delle Comunità e dei connazionali, la nostra elezione non avrà significato”.
Tutti i diritti riservati. La riproduzione, anche parziale, è possibile soltanto dietro autorizzazione dell’editore.
L’utente, previa registrazione, avrà la possibilità di commentare i contenuti proposti sul sito dell’Editore, ma dovrà farlo usando un linguaggio rispettoso della persona e del diritto alla diversa opinione, evitando espressioni offensive e ingiuriose, affinché la comunicazione sia, in quanto a contenuto e forma, civile.








































