Consiglio CNI Regione istriana: fondamentale il bilinguismo

Marina Paoletich. e Gianclaudio Pellizzer alla sessione del Consiglio svoltasi nella sede della CI di Verteneglio

“Dopo tanto tempo abbiamo trovato la forza di trovarci, visto questo periodo poco piacevole che stiamo tutti quanti passando. Sono tante le cose che sono successe, quelle che succederanno ancora e quello che noi siamo chiamati a fare è tutelare la nostra cultura, la nostra identità, il nostro retaggio culturale, il nostro passato, la nostra storia, i nostri avi”: queste le parole di apertura del presidente Gianclaudio Pellizzer alla VI seduta del Consiglio della minoranza nazionale italiana della Regione istriana, tenutosi giovedì sera presso la sede della CI di Verteneglio.
È stato poi Tiziano Suran a presentare il progetto “Creazione di una piattaforma multimediale per la promozione della CNI nella Regione istriana”, finanziato dalla Regione Friuli Venezia Giulia che andrà a creare, anche in vista del prossimo censimento, un contatto diretto virtuale con tutti i connazionali. Dopo una profonda discussione sui fini del progetto, oltre all’importanza di fare presa sui giovani e le scuole, è stata sottolineata pure quella della continuità in quanto il progetto è finanziato fino a settembre 2021. Surian ha spiegato come la creazione di contenuti di qualità in grado di educare, spiegare, divertire, informare, attrarre visitatori, aumentare contatti qualificati e magari generare pubblicità, può trasformare gli imprenditori connazionali in promotori spontanei della piattaforma e di conseguenza del proprio marchio o prodotto pubblicizzato in quest’ambito. Unanime pure il sostegno all’idea di includere i connazionali che non frequentano le Comunità in quanto, secondo i consiglieri, sono numerosi gli appartenenti alla CNI, luminari, storici e studiosi che, per un motivo o per un altro, in questi anni sono rimasti in silenzio. Quindi siamo di fronte a un progetto che avrà come ultimo fine quello di avvicinare e accomunare gli italiani dell’Istria e non solo, di creare maggiore senso di appartenenza. Un sito web, quindi, che fungerebbe da archivio e anche da link per tutte le pagine social con contenuti sobri, inclusivi di tutte le fasce di età.

La cura dei cimiteri

A esporre la problematica dei cimiteri è stata la storica Marina Paoletić che, conosciuta per il suo grande impegno nel recupero e nella salvaguardia della nostra storia, questa volta si adopera per evitare di cancellare il passato con le nostre origini dagli archivi della memoria. Secondo Marina Paoletić, per il loro aspetto e il loro valore documentario come testimonianze storiche linguistiche ed identitarie, tutte le tombe erette entro il 1960 dovrebbero essere vincolate da leggi specifiche che ne tutelino la loro presenza e le salvaguardino. La proposta è stata sostenuta dal Consiglio che contatterà ogni Comune istriano per definire una normativa che rispetti e tuteli tali tombe. Si punta ad avviare un dialogo tra gli stessi, le istituzioni della CNI e le associazioni di esuli per definire una strategia di gestione, salvaguardia e decoro delle tombe che non sono più curate da discendenti o familiari perché estinti o per altre ragioni.

Accordo italo-croato

Tre le richieste, la prima coinvolge l’Ambasciatore Italiano in Croazia, Pierfrancesco Sacco, al quale verrà sottoposta la problematica della mancata implementazione dell’Accordo italo-croato sulle minoranze del 1996. La seconda richiesta sarà indirizzata al presidente della Regione per valutare, sia nelle sedi regionali che negli uffici dell’amministrazione statale che da quest’anno sono di competenza regionale, quale sia l’uso del bilinguismo. Terza e ultima richiesta sempre alla Regione istriana, per l’assegnazione di una sede autonoma e un segretario.

Tiziano Suran

Critiche a Furio Radin

Nella seconda parte della seduta del Consiglio c’è stata una forte presa di posizione in merito alle dichiarazioni rilasciate dal vicepresidente del Sabor e deputato della CNI Furio Radin, in seguito alla pubblicazione il 6 agosto scorso dell’articolo sul quotidiano “La Repubblica” inerente all’impiego dei fondi dello Stato italiano per la minoranza in Croazia e Slovenia.
Secondo il Consiglio, Radin avrebbe usato un linguaggio offensivo e denigratorio nei confronti dell’ex Console generale d’Italia a Capodistria, Maria Cristina Antonelli e della giornalista, Floriana Bulfon. Come ribadito alla riunione, la legge sulla stampa prevede la possibilità di smentire o rettificare le tesi pubblicate come pure la denuncia per diffamazione, ma invece di usare tali strumenti legali e civili il deputato ha reagito con commenti “di basso profilo, lesivi della sua immagine e di quella dell’intera CNI”. Quindi il Consiglio ha deciso all’unanimità di distanziarsi dai commenti di Radin a nome di tutti i connazionali. La maggioranza dei consiglieri presenti ha optato per l’aggiunta di una richiesta rivolta direttamente all’On. Radin, di scusarsi con l’ex Console generale e la giornalista a nome suo e degli italiani che rappresenta.

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