Con Naturally specie alloctone al microscopio

L’Istituto per l’agricoltura e il turismo di Parenzo partner nel progetto di studio delle piante invasive per capire il loro potenziale farmaceutico. Il suo budget è di 1.260.000 kune

Acacia, invasiva e molto diffusa

L’Istituto per l’agricoltura e il turismo di Parenzo ha avviato il progetto “La natura come alleata: le specie vegetali invasive straniere come fonti farmaceutiche – NATURALLY” (“PRirodA kao SAVEZnik: Strane biljne invazivne vrste kao izvor farmaceutika – NATURALLY“), finanziato dalla Fondazione croata della scienza. Si vuole con ciò studiare l’utilità di queste specie vegetali.

 

L’indagine parte dal fatto che le specie invasive rappresentano per la biodiversità la seconda maggiore minaccia globale. Le specie introdotte in qualsiasi territorio possono diventare invasive e sopprimere quelle autoctone, influenzare i processi di funzionamento dell’ecosistema e causare perdite economiche. Tuttavia, sia le specie autoctone che quelle introdotte possono generare un loro valore economico, sociale, paesaggistico ed ecologico indicativo e fornire una gamma di servizi ecosistemici. Gli estratti di molte specie vegetali – disponibili in grande quantità – contengono composti bioattivi significativi, dal cui uso si potrebbero ricavare dei prodotti farmaceutici economici ed ecologici.

Quattro specie invasive
Gli studiosi parentini si sono posti quale obiettivo principale d’indagare il potenziale fitofarmaceutico degli estratti naturali di quattro specie di piante invasive straniere (specie SIB) in Istria: acacia (Robinia pseudoacacia), elianto tuberoso (Helianthus tuberosus) – noto anche con i nomi di rapa tedesca, carciofo di Gerusalemme o girasole del Canada, ailanto (Ailanthus altissima) e verga d’oro o solidago canadese (Solidago canadensis). S’intendono conseguire i seguenti obiettivi specifici: il profilo chimico delle specie, la determinazione delle proprietà antiossidanti, antimicrobiche, antiproliferative, genotossiche e citotossiche degli estratti, la valutazione del potenziale e giungere a una proposta di modello d’uso nell’area pilota, l’Istria.

L’Istituto per l’agricoltura e il turismo di Parenzo

Si tratta della prima indagine del genere, mirata all’applicazione fitofarmaceutica del potenziale di tali piante nel territorio. Si acquisiranno nuove conoscenze relative al loro potenziale biofarmaceutico, che contribuiranno allo sviluppo del settore bioeconomico nazionale, alla salute e alla qualità della vita. Si stabiliranno nuove collaborazioni tra gli Istituti di ricerca nazionali e internazionali e si creerà un gruppo di ricerca che si occuperà delle questioni relative al potenziale biofarmaceutico.

Progetto internazionale
Il progetto ha riunito esperti di Croazia, Slovenia e Repubblica Sudafricana, le Facoltà di Scienze naturali e Matematica dell’Università di Zagabria, il Politecnico di Fiume, il Centro di ricerca sui materiali METRIS di Pola, l’Università di Pretoria, l’Istituto per l’Agricoltura e il turismo di Parenzo e una serie di collaboratori esterni operanti in istituzioni nazionali e straniere.

Il bilancio complessivo del progetto è di 1.260.000 kune e la sua realizzazione si concluderà a gennaio del 2025.

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