Commemorate le vittime del «Baron Gautsch»

Alle soglie della Prima guerra mondiale la nave passeggeri colò a picco a 9 miglia marittine da Rovigno, dopo aver urtato una mina

Il relitto del Baron Gautsch

Il Club di attività subacquee di Rovigno, in collaborazione con l’Unione dei sommozzatori della Regione istriana, ha organizzato anche quest’anno la tradizionale immersione commemorativa a nove miglia marittime al largo della città, dove si trova il relitto del piroscafo “Baron Gautsch”.
La nave passeggeri, oggi nota anche come “Titanic Adriatico”, affondò il 13 agosto 1914 durante il viaggio dalle Bocche di Cattaro a Trieste, pochi minuti dopo aver urtato una mina.
La cerimonia commemorativa si è svolta ieri: circa cinquanta sommozzatori dei Club di attività subacquee di tutta l’Istria sono partiti dalla sede di quello rovignese alle ore 9, per giungere nel punto dell’affondamento del “Baron Gautsch” verso le 10,45. Qui, si sono immersi, per deporre una corona di fiori sul relitto, in ricordo delle vittime della tragedia avvenuta 106 anni fa. L’immersione è durata circa 45 minuti e nonostante la poca visibilità nell’acqua, le condizioni sono state favorevoli, con un mare caldo e tempo soleggiato. Per il trasporto dei sommozzatori sono state organizzate due navi, onde garantire il rispetto delle misure antiepidemiche prescritte dalla Protezione civile. Per i subacquei rovignesi, è stata questa inoltre un occasione per un’esercitazione di ricerca e soccorso in mare, in collaborazione con il Comando della Protezione Civile di Rovigno, inserita nel calendario delle attività del club nella stessa data.
Una tragedia inutile
“La nave stava riportando a Trieste le famiglie degli ufficiali in vacanza nelle Bocche di Cattaro, visto che l’inizio della Prima guerra mondiale era imminente. Il numero esatto degli scomparsi è tutt’ora ignoto, in quanto nella confusione generale non si era provveduto a un elenco dei passeggeri. Si valuta tuttavia che nella tragedia persero la vita tra i 150 e i 250 passeggeri, soprattutto donne e bambini, mentre i membri dell’equipaggio della nave erano 65. Le vittime del “Baron Gautsch” sono considerate le prime vittime civile della Prima guerra mondiale”, dice Davide Brattoni, presidente della Club per le attività subacquee di Rovigno.
Questa nave di lusso, orgoglio della flotta austro-ungarica affondò a causa di un malinteso. Il capitano della nave era infatti a conoscenza della posa delle mine da parte dell’esercito austro-ungarico, ma durante il viaggio il suo incarico venne assunto da un altro ufficiale, che ne era all’oscuro. Nonostante i segnali con i quali i posamine tentarono di allertare l’equipaggio del pericolo incombente, questa continuò a navigare, entrando nel campo minato. Il “Baron Gautsch” viene annoverato fra i 50 relitti più famosi al mondo. La sua posizione è specifica, essendosi posato verticalmente sul fondo del mare come se stesse ancora navigando, permettendo quindi ai sommozzatori di entrare al suo interno, il che è una vera rarità.

Facebook Commenti