Ci sono appuntamenti che si attendono con dolce trepidazione per tutto l’anno: tra questi spicca la gara dei dolci organizzata dalla Comunità degli Italiani di Cittanova. Un incontro capace di riunire la cittadinanza in un confronto tra tradizione e modernità, dolci classici e prelibatezze sperimentali, per dimostrare sì la propria bravura a informare, ma soprattutto per trascorrere un pomeriggio tra amici, immersi in quattro chiacchiere e assaggi dal gusto aromatico e succulento. Giunta alla sua 16ª edizione, la gara dei dolci cittanovese si conferma una manifestazione ricca di partecipazione e di coinvolgimento da parte dei soci del sodalizio e degli abitanti locali.
Il primo a non mancare è il sindaco Anteo Milos, da poco anche deputato al Sabor croato, che afferma: “Faccio parte della giuria fin dalla prima edizione, non mi sono perso un solo appuntamento, ci tengo molto a questa manifestazione”.
In fondo, fare dolci è anche questo: trasformare ingredienti semplici in qualcosa di speciale. Farina, uova, zucchero e burro sono elementi comuni, ma insieme possono dare vita a una torta soffice, a biscotti fragranti o a una crema vellutata. C’è qualcosa di quasi magico nel vedere un impasto prendere forma e trasformarsi, nel calore del forno, in una piccola opera di gusto e creatività. Le prelibatezze in gara erano diciassette: tre nella categoria dei dolci tradizioni e quattordici in quella più ampia, in un susseguirsi di tiramisù, pandispagna e brioche, che hanno invaso i tavoli dell’estivo della Comunità per diffondere il loro profumo tra le vie di Cittanova.

Foto CI Cittanova
Impegno e bravura
“Dobbiamo ammettere che i primi anni c’erano molti più concorrenti in gara: i quattro anni di stasi a causa della pandemia si fanno ancora sentire. Non siamo riusciti a raggiungere i numeri precedenti, quando avevamo dai venti ai trenta dolci in gara e quest’anno siamo arrivati a diciassette – ha commentato la presidente della CI Cristina Fattori –. Va sottolineato però che i dolci dal punto di vista qualitativo sono davvero buoni e che i partecipanti si sono davvero dati da fare e questa è una cosa che ci rende molto contenti”. Infatti, a giudicare i prodotti presentati è stata una giuria di esperti: la stessa Cristina Fattori, grande amante della cucina, la chef Marina Gaši, il rappresentante di Slow Food Trieste Sergio Nesich, capitanati da Edvino Jerian, presidente dell’Università popolare di Trieste, già presidente della Federazione italiana panificatori.
“Mi dispiace molto che non ci siano state adesioni nella categoria dei professionisti; anni addietro arrivavano partecipanti dalle scuole alberghiere e dalle pasticcerie, non capiamo il perché di tale disinteresse – ha commentato Cristina Fattori, dimostrando una visione molto realista e non idealizzata della manifestazione, pronta ad analizzare i punti di forza ma anche a trovare soluzioni per migliorare lo svolgimento delle future competizioni –. Siamo molto felici della giuria: per il secondo anno abbiamo come presidente Edvino Jerian a cui si sono aggiunti nomi competenti in materia di gastronomia. Ci fa inoltre molto piacere avere con noi il sindaco Anteo Milos che, oltre a essere un buongustaio, dimostra la sua dedizione alla manifestazione”.
Consapevoli del valore aggiunto e dei punti deboli, gli organizzatori stanno già pensando alla prossima edizione per rendere la gara dei dolci ancora più attrattiva e avvincente. “La prossima primavera forse cambieremo data: ci sono molte persone che stanno facendo la Quaresima, rinunciando ai dolci in questo periodo, magari spostiamo la competizione dopo Pasqua, vedremo”, riflette ad alta voce la presidente del sodalizio.

Foto CI Cittanova
Le vincitrici
Tra assaggi, consultazioni e confronti, alla fine la giuria è riuscita a stabilire i migliori prodotti dolciari in gara, giudicando secondo i criteri di difficoltà, gusto e aspetto. Per quanto riguarda la categoria dei dolci tradizionali il primo premio è stato assegnato a Daniela Zancola per i crostoli, seguita da Jadranka Sain per le paste creme e Ana Červar Rakamarić, anche lei per i crostoli. Nell’altra categoria a salire sul gradino più alto del podio è stata Irena Titonel la quale ha proposto le brioche alla crema alla nocciola, sul secondo gradino si è posizionata Ana Červar Rakamarić, presentando una crostata con mandorle e arancia, seguita dalla “baklava” di Julia Markotić.
“È stata una bella serata, personalmente ho apprezzato le cose che sono state esposte e anche se ho tanti anni di mestiere alle spalle ho imparato qualcosa di nuovo che porterò anche nel mio lavoro di tutti i giorni e penso che per me questa sia la cosa più bella – ha commentato al termine della competizione il presidente della giuria Edvino Jerian –. Non si finisce mai d’imparare e oggi ho trovato delle cose davvero interessanti: molto buone e fatte molto bene”.
Tra giuria, partecipanti e buongustai, erano presenti pure la console generale d’Italia a Fiume Iva Palmieri, la vicepresidente della Regione istriana per la minoranza nazionale italiana Jessica Acquavita e il vicesindaco di Cittanova in quota CNI Andrea Zancola. “Mi fa molto piacere essere presente a questa manifestazione che riprende dopo un periodo di stop: vedo una grande partecipazione e anche un alto livello di competenza tecnica e raffinatezza, oltre che a una grande preparazione”, ha commentato la console Palmieri.

Il libro di Franko Lukež
Mentre la giuria era intenta ad assaggiare le prelibatezze, i convenuti hanno partecipato alla presentazione del libro “Poslovice o iću i piću” (Modi di dire sul cibo e sulle bibite) di Franko Lukež, presentato dalla figlia Petra Lukež. L’autore, oltre a essere stato un noto giornalista ed esperto di enogastronomia, per anni è stato presidente dell’Associazione croata dei sommelier. Il volume rappresenta una raccolta di proverbi e massime diffusi in tutta la penisola e legati al mondo della cucina.
“Franko Lukež era un vero figlio dell’Istria, il suo spirito buono, il suo instancabile promotore e cultore – scrive Boran Kalčić nella prefazione del volume –. Ai tempi della sua infanzia l’Istria era ‘poverella’ sia a tavola, sia in biblioteca. L’umile stile di vita si rispecchia anche nella frugalità della cucina. Credo che a quel periodo risalga l’alta considerazione di Franko per gli alimenti base e la loro stagionalità”. Con questo spirito di grande amore per l’enogastronomia e per la propria terra, legati a una profonda conoscenza della materia trattata, è stato realizzato questo libro che raccoglie detti in croato, italiano, ciacavo e istroveneto, che si susseguono e si abbracciano all’interno delle sue pagine, proprio come le varie culture che appartengono alla nostra piccola penisola.
A fine serata, tra sorrisi, commenti entusiasti e gli ultimi assaggi condivisi, l’estivo è rimasto animato da un clima di convivialità e partecipazione. Segno che, al di là della competizione, la vera protagonista della manifestazione resta la voglia di stare insieme e di condividere, anche attraverso i dolci, un momento autentico di comunità.

Foto CI Cittanova

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Foto Nicole Mišon
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