CI di Visignano, 30 anni di vita insieme agli amici

Fu fondata da Pietro Declich, Vittorio Zanini ed Erminio Ferletta

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CI di Visignano, 30 anni di vita insieme agli amici
Maurizio Tremul e Marin Corva ritirano il riconoscimento a nome dell’UI. Foto: DENIS VISINTIN

Nella seconda metà degli anni Ottanta del secolo scorso la Comunità Nazionale Italiana, grazie ad alcuni coraggiosi entusiasti, iniziò lentamente a lasciarsi alle spalle i timori che avevano caratterizzato il suo periodo storico precedente. Si prese coscienza dell’appartenenza nazionale, linguistica e culturale e nei primi anni Novanta le Comunità degli Italiani, allora numericamente ridotte, si diffusero nelle località che ne erano prive. A Visignano si mossero tre persone di straordinario valore, che oltre ad istituirla, furono i primi tre presidenti della Comunità degli Italiani “Dott. Silvio Fortuna”: Pietro Declich, Vittorio Zanini ed Erminio Ferletta. Quest’ultimo fu pure sindaco dell’allora neonato Comune di Visignano, simboleggiando la volontà dei connazionali a partecipare alla gestione del territorio d’insediamento storico. Ai tre citati storici presidenti del sodalizio, che hanno sempre agito perseguendo la volontà di stare insieme, credendo nei valori dell’etnia “perché siamo tutti una bella compagnia,” seguì Diana Bernobić Sirotić e ora alla guida delle CI si trova Luana Poleis.

Luana Poleis insieme ai nipoti del dottor Silvio Fortuna.
Foto: DENIS VISINTIN

Presenti tutte le generazioni
La Comunità degli Italiani “Dott. Silvio Fortuna” di Visignano ha festeggiato in bella compagnia, con tanta gente, molti giovani e i rappresentanti di tutte le generazioni, il suo trentennale di vita, nella sede inaugurata negli anni della presidenza Ferletta. Presenti anche molti di coloro che all’epoca parteciparono agli storici momenti del 1992, oggi nonni di coloro che ai giorni nostri entro le mura della sede svolgono attività e parlano la nostra lingua anche fuori, il che vuol dire che era valsa la pena muovere i coraggiosi passi in quei tempi. In sala anche il presidente dell’Unione Italiana Maurizio Tremul e quello della Giunta esecutiva dell’UI Marin Corva. In prima fila anche i nipoti del dottor Silvio Fortuna, Silvio, Giuliano e Lucia.
È stato il coro misto “Arpa” diretto dal Maestro Marko Ritoša a dare inizio alla serata, intonando il “Va, pensiero” di Giuseppe Verdi, cui è seguito il caloroso saluto della presidente Luana Poleis. Maurizio Tremul ha ricordato i giorni in cui si giunse alla fondazione del sodalizio e ai suoi primi passi, esprimendo il suo compiacimento per questa solennità, a cui non ha voluto mancare. Parole cordiali sono state rivolte anche da Marin Corva.

Il grazie della famiglia Fortuna
Una targa ricordo è andata pure ai discendenti del dottor Silvio Fortuna, i quali hanno ricambiato con delle foto del nonno – che la Comunità degli Italiani intende ricordare in futuro con una pubblicazione – e altri ricordi di famiglia. A ringraziare a nome di tutti, felici d’aver presenziato alla serata, è stato Silvio, ricordando quel nonno morto a Visignano, che purtroppo non hanno conosciuto di persona, ma tramite i racconti dei familiari, che curava tutti, attaccato alla sua terra e alla sua Visignano, in cui aveva voluto esercitare la sua professione. Per lunghi anni, ha detto, c’era un rifiuto della famiglia a tornare nella loro terra, visto anche quello che hanno perso, ma ora occorre andare avanti facendo leva sui valori che ci accomunano.
Lo spettacolo è proseguito con l’esibizione dei piccoli musicisti preparati da Marko Ritoša. Tea Smolica ha suonato con la sua fisarmonica “La campanella” e “La mula de Parenzo.” Massimo Sinožić Matika alla tastiera ha interpretato “Peppa pig” e “Comincia la scuola.” Sempre alla tastiera, Lorenzo Stenta ha proposto “Peppa pig,” “La campanella”, “Pink panter” e “Jingle bells.” Luka Černjul ha deliziato i presenti con il brano “Mi rialzerai”. Il trio composto da Luka Černjul, Massimo Sinožić Matika e dal maestro Marko Ritoša ha eseguito “Smoke on the water.”

I riconoscimenti
Nella ricorrenza il sodalizio ha omaggiato con una targa l’Università Popolare di Trieste, che l’ha accompagnato nella crescita. Nonostante l’assenza dei rappresentanti dell’ente, l’applauso dei presenti in segno di riconoscimento non è mancato. Riconosciuto anche l’impegno dell’Unione Italiana: il riconoscimento è stato ritirato da Maurizio Tremul, vicino ai visignanesi dall’inizio, e da Marin Corva che li supporta anche in questo suo secondo mandato in testa alla Giunta esecutiva.
Premiati anche coloro che con il loro talento, la professionalità e la dedizione sono vicini al sodalizio: il maestro Marko Ritoša, il fisioterapista David Benčić e la dottoressa Marieta di Gallo. Il primo per il suo impegno a seguire i gruppi musicali e il coro Arpa, il secondo per l’attività degli esercizi posturali, la terza per il progetto di cultura e letteratura italiana che sta portando avanti con la Comunità degli Italiani. Vi è poi il corso di meditazione gestito dalla Poleis.
Dopo il momento recitativo di Tea Smolica, è salito nuovamente sul palco il coro misto “Arpa”, giunto al 21° anno d’attività, che ha omaggiato il pubblico con la famosa “Tanto pe’ canta’” di Nino Manfredi, “Cuore e vento” dei Tazenda e “Il suono del silenzio” di Josè Feliciano. Concludendo la serata, Tea Smolica s’è esibita in una danza ritmica. La celebrazione è proseguita con un incontro conviviale.

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