CI di Sissano. In dubbio il Festival dell’Istrioto

Il sodalizio deve fare i conti con l’emergenza coronavirus: il Comune di Lisignano ha deciso di tagliare i finanziamenti alle associazioni

La sede della CI di Sissano

Presto, almeno in Istria, potrebbero riaprire, seppur con tutta una serie di limitazioni e divieti, anche bar e ristoranti. Lo ha detto ieri il responsabile del Comando regionale della Protezione civile, aggiungendo che l’ipotesi è sul tavolo degli esperti, che dovranno fornire ulteriori linee guida per la ripresa delle attività. Al momento non è, però, dato sapere se – nelle prossime settimane – accanto ai negozi, ai bar e ai ristoranti anche le associazioni culturali potranno riprendere le attività.
“Non abbiamo alcuna indicazione in merito” ha commentato Paolo Demarin, presidente dell’Assemblea dell’Unione Italiana e della Comunità degli Italiani di Sissano, le cui porte (al pari di quelle di tutte le altre associazioni degli italiani) sono ormai sbarrate da più di un mese. “Non so quando potremo riaprire”, ha poi detto Demarin, il quale ha sottolineato che, anche in caso di riapertura, le Comunità non potranno tornare alla normalità antecedente l’emergenza. “E questo è un problema di non poco conto per le nostro associazioni, la cui essenza principale sono i rapporti sociali e interpersonali”. Questo il pensiero del presidente, in questi giorni difficili impegnato nell’elaborazione di un piano alternativo. Un piano che inevitabilmente porterà alla riprogrammazione di tutte le attività della Comunità degli Italiani di Sissano. Demarin ha inoltre aggiunto che fino a quando sarà necessario mantenere le distanze, alla CI non sarà possibile né organizzare né ospitare spettacoli. Un altro grande problema che il sodalizio sissanese dovrà affrontare riguarda le finanze. A tale proposito, Paolo Demarin, ha evidenziato che il Comune di Lisignano ha già tagliato i finanziamenti a tutte le organizzazioni che operano sul territorio. Per questo e altri motivi, come la salute e le restrizioni imposte, la CI ha deciso di cancellare la sua tradizionale Festa dei Santi Felice e Fortunato, che si sarebbe dovuta tenere il prossimo mese di giugno. “Rimane in dubbio anche l’edizione 2020 del Festival dell’Istrioto”, ha poi annunciato Demarin, che continua però a nutrire una piccola speranza. In conclusione, il presidente ha rilevato di avere sfruttato questo periodo di inattività per sbrigare del lavoro, che altrimenti avrebbe nuovamente rimandato, come l’aggiornamento dell’elenco dei soci della CI.

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