Chersano. Tensioni politiche dannose per la comunità

Consiglio comunale. Oggi secondo tentativo di trattare il prestito bancario per l’ampliamento dell’asilo «Kockica»

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Chersano. Tensioni politiche dannose per la comunità
La sede del Comune di Chersano. Foto: TANJA ŠKOPAC

Stasera ci sarà un altro tentativo di tenere una seduta del Consiglio comunale con all’ordine del giorno il punto dedicato all’Informazione sullo strumento finanziario per l’attuazione del progetto del Piano nazionale di ripresa e resilienza 2021-2026 legato all’ampliamento dell’asilo “Kockica” di Chersano. La riunione che era prevista per il 9 maggio non si era tenuta a causa della mancanza del quorum, ovvero per la decisione dell’opposizione consiliare di non presentarsi all’incontro.

Il motivo di quello che pure il sindaco Roman Carić ha definito “boicottaggio” sarebbe stata la decisione di non inserire all’ordine del giorno anche il punto voluto dall’opposizione, ma mai proposto in forma scritta, legato alla mozione di sfiducia contro il presidente del Consiglio, Lucian Mrzlić, eletto alla funzione dalla lista del sindaco.

Carić ha definito il tema che avrebbe dovuto essere discusso e approvato in Consiglio molto importante per l’asilo e il territorio, oltre che urgente e necessario per permettere l’assicurazione, per il progetto, di altri 805mila euro tramite un prestito che dovrebbe essere acceso presso la Banca per il rinnovo e lo sviluppo (HBOR). Il valore totale dell’iniziativa si stima a circa un milione di euro, mentre il Comune ha ottenuto dal Piano nazionale menzionato 162.453 euro. L’iniziativa deve essere realizzata entro il settembre 2025. Al progetto, come sottolineato da Carić, si lavora da molto tempo, assieme all’HBOR, rappresentata la stessa sera da Cinzia Zubin, e con le consulenze di Florijan Ćelić, pure egli presente nella stessa occasione.
“A prescindere dai motivi per cui hanno scelto di boicottare la seduta, i nostri colleghi e amici avrebbero dovuto essere qui stasera, al loro posto di lavoro per il quale sono stati eletti dai concittadini, a commentare, a criticare, a fare qualsiasi altra cosa, ma dovevano essere qui”, aveva affermato il sindaco, mentre il presidente del Consiglio Lucian Mrzlić ritiene che il boicottaggio sia dovuto a una questione cui l’opzione al potere, che non ha la maggioranza nel Consiglio, fa fronte da tre anni. Si attendeva un atteggiamento sfavorevole da parte della maggior parte del Consiglio innanzitutto per la sua età: aveva 25 anni quando ha iniziato a ricoprire l’incarico. Tuttavia, dice di non sapere quali possano essere esattamente i motivi per cui i consiglieri che non si sono presentati alla riunione vogliono le sue dimissioni, aggiungendo, tra l’altro, di sperare che i cittadini del territorio sapranno grazie al boicottaggio “chi lotta per i loro interessi e chi è contrario a questi ultimi”.
Nei giorni successivi a rivolgersi al pubblico con un comunicato stampa inoltrato ad alcuni media sono stati i consiglieri la cui assenza non era giustificata, come pure Mauricio Bajerić (DDI) e Darko Androić (HDZ), che avrebbero giustificato la loro assenza conformemente alla procedura prevista. Nella nota, firmata, oltre che dai due, anche dall’ex sindaco Valdi Runko (indipendente), dai suoi colleghi di partito, Ivan Vozila e Šemso Mujić, come pure da Boris Babić (DDI) e da Silvano Uravić (SDP), si poteva leggere, tra le altre affermazioni, che i sette consiglieri non sono contrari al progetto e che hanno sempre sostenuto le iniziative dell’opzione al potere, ricordando che il progetto di ampliamento dell’asilo era stato compilato durante il mandato di Runko e la documentazione per il permesso di costruzionbe consegnata nel marzo 2021.

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