Caldo e stelle splendenti a San Lorenzo

Un altro evento della CI del territorio organizzato per recuperare attività e tradizioni andate in disuso, renderle vive e interessanti, perché «è un peccato che vadano perse»

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Caldo e stelle splendenti a San Lorenzo
L’esibizione dei “Cantadori”. Foto: Ci San Lorenzo-Babici

Non uno, neanche due, ma ben tre giorni di festeggiamenti per una della feste più amate nell’alto-istriano, quella di San Lorenzo che nella località di San Lorenzo-Babici occupa il ruolo centrale nel calendario annuale delle attività.

L’evento è amatissimo perché intreccia insieme sia l’aspetto religioso e le tradizioni locali che la modernità con lo sport e l’intrattenimento. Ma è in primo luogo una delle notti più magiche della volta celeste, quando lo sciame meteorico prende forma di una pioggia di stelle cadenti, per ognuna delle quali c’è un desiderio che aspetta di essere espresso.
Per tre giorni i paesetti di San Lorenzo e Babici hanno brulicato di entusiasti locali e visitatori occasionali, attratti dall’atmosfera di festa e dalla succulenta offerta gastronomica dei ristoranti locali e bancarelle.

Musica e allegria sul molo. Foto Alen Hlaj

La prima giornata è stata dedicata allo sport, per cui dalle 17 in poi, a Babici, si sono tenuti i tornei di pallavolo femminile, calcetto maschile, bocce e la tradizionale briscola e tressette. Il caldo non è stato un grande amico, portando a defezioni in alcuni tornei. Non, ovviamente, a quello di briscola e tressette, che ha beneficiato dell’aria condizionata della sala della Comunità degli Italiani e si è svolto con grande soddisfazione di tutti.
Parlando con la presidente della CI, Roberta Grassi, è emerso che il sodalizio ha il ruolo principale nell’organizzazione di tutto l’evento e si industria non solo a mantenerlo vivo, ma anche a recuperare attività e tradizioni andate in disuso, perché “è un peccato che vadano perse”.

La festa vera e propria si è svolta nell’arco di due giorni durante i quali gli stand e le bancarelle hanno lavorato a pieno ritmo. La prima attività è stata la “biciclettata” con una settantina di partecipanti che si sono lanciati su un percorso di circa 25 chilometri che partiva e tornava al molo del paese. Come premio, tutti hanno ricevuto uno zainetto e la cena per ripristinare le energie consumate. Intanto, per il pubblico in paese, si aprivano le celebrazioni ufficiali con l’esibizione delle majorettes di Umago e l’allegria della musica della “Tequila Band” e poi del DJ EV4N, che hanno fatto divertire e ballare tutti fino a tardi.

L’orchestra “Naša sloga”. Foto Alen Hlaj

I momenti più toccanti e solenni sono stati ovviamente riservati alla giornata del Patrono, ovvero alla “festa grande”. Alle 11 la chiesa di San Lorenzo si è riempita tutta di fedeli che si sono uniti in coro alla messa cantata. Dopodiché due gruppi di quattro robusti volontari hanno issato sulle spalle le due statue da portare in processione, quella di San Lorenzo e di Santa Lucia. Questo è di solito anche il momento in cui nell’aria si spiegano le note delle due canzoni dedicate ai santi. Siccome l’inno del Patrono è piuttosto lungo, è stato cantato già in chiesa, mentre la dolcissima “Santa Lucia” è stata intonata in processione. La famosa canzone si adatta benissimo alle circostanze istriane, dove sono di casa, “l’astro d’argento, il soave zefiro, la placida onda con la barchetta mia”, per cui è bastato sostituire Napoli con San Lorenzo e il gioco è fatto. Va da sé che la processione con il sole a picco non si è protratta a lungo (dalla chiesa al mare e ritorno), ma si è rimediato rimanendo a festeggiare sul sagrato con bibite e dolcetti prima di tornare a casa.

In programma pure vari tornei. Foto: Ci San Lorenzo-Babici

La pesca con le batane
Le celebrazioni serali si sono tenute secondo tradizione con le esibizioni del talento locale. Dapprima sono saliti sul palco i “Cantadori” della CI di San Lorenzo, seguiti dall’orchestra di fiati “Naša sloga” di Babici. In seguito tutti sono stati invitati sul molo per vedere la pesca a lume con le batane. Roberta Grassi ci tiene a sottolineare che “è importante far sapere alle persone l’origine e il valore di certe tradizioni”, per cui, oltre alle spiegazioni sulla festa di San Lorenzo della sera prima, ha pensato di illustrare anche i metodi di pesca locali. Per quest’anno ci si è limitati a trasformare l’attività in gara di pesca solo per i pescatori stessi, ma si augura che in futuro “possano essere coinvolti anche i non addetti ai lavori, proprio per rendere la tradizione viva e interessante, ma, aggiunge, “ci sono ancora molti ostacoli di carattere burocratico da superare”. Per il folto pubblico rimasto “in tera”, ancora musica e ballo fino a tardi con la “Alfa Time Band” e il DJ EV4N.

La riuscita dei tre giorni di celebrazioni si deve all’entusiasmo, all’impegno e al duro lavoro dei cittadini di San Lorenzo e Babici e soprattutto a quello degli attivisti della locale CI. Siccome la buona volontà da sola non basta, gli organizzatori desiderano esprimere la loro gratitudine alla Città di Umago, all’ente “Festum”, all’Unione Italiana e all’Ufficio per i diritti dell’uomo e delle minoranze nazionali del governo croato, per il contributo finanziario all’evento. Roberta si è dichiarata molto soddisfatta anche se lei e gli attivisti avevano davanti a sé tutto il lavoro di riordino e pulitura, ma ne è valsa la pena. Per finire le abbiamo chiesto se avesse visto qualche stella cadente e ci ha confidato di averne viste cinque e di aver espresso un desiderio per ognuna. Buon esaudimento!

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