Tre appuntamenti, tre linguaggi artistici, un’unica anima, quella della Comunità degli Italiani di Buie che, in occasione dei festeggiamenti del patrono San Servolo, costruisce un percorso culturale capace di attraversare generazioni, sensibilità e forme espressive diverse. Una trilogia che non è un semplice calendario di eventi, ma un racconto vivo di una comunità che si riconosce nell’arte.
Lo sguardo puro dei bambini
L’evento si apre oggi, alle ore 17, presso la sede della Comunità degli Italiani di Buie, con una mostra che è, prima di tutto, un gesto di fiducia nel futuro. Protagonisti sono i bambini del gruppo creativo “Piccole pesti”, artisti che hanno trasformato il tema del gatto in un universo di colori, segni e immaginazione. Gatti curiosi, misteriosi, vivaci, creature che sembrano uscire da sogni infantili e che invece raccontano già una sorprendente consapevolezza espressiva. Questa esposizione è un invito a guardare il mondo con occhi nuovi. Nelle loro opere non c’è tecnica accademica, ma qualcosa di più raro, l’autenticità. È qui che l’arte torna alla sua origine più vera, quella del gioco, della scoperta, della libertà. Delle “tele” nelle quali pulsa una promessa, quella di una comunità che cresce coltivando la creatività dei più piccoli.
Memoria e identità
Il secondo appuntamento, venerdì 22 maggio alle ore 19, si sposterà nella Torre di San Martino, luogo carico di storia e simbolo della città storica. Qui prenderà forma la mostra fotografica “Un Buiese a Cittanova” di Maurizio Barbo. Fotografo originario di Buie, oggi residente a Cittanova, Barbo costruisce un ponte tra due realtà, tra passato e presente, tra appartenenza e distanza. Le sue immagini sono frammenti di vita, riflessi di identità che resistono al tempo e allo spazio. L’esposizione, organizzata in collaborazione con l’Università Popolare Aperta locale, troverà nella Torre di San Martino una cornice perfetta, un luogo dove le pietre racconteranno storie e dove ogni scatto sembrerà dialogare con la memoria stessa della città. È una mostra che inviterà a fermarsi, a riconoscersi, a ritrovare nelle immagini un pezzo della propria storia.
La voce dell’emozione
Il culmine dei festeggiamenti arriva domenica 24 maggio, giorno di San Servolo, con un concerto che promette di chiudere in bellezza questa trilogia culturale. Alle ore 19.30, presso la CI di Buie, andrà in scena “Pasión Española – Perle della lirica vocale spagnola”.
Protagonista sarà il soprano Aida Turganbayeva, interprete capace di dare voce alle sfumature più intense della tradizione lirica spagnola. Ad accompagnare l’evento, la collaborazione con l’Associazione concertistica “Gramophone”, garanzia di qualità e sensibilità musicale. Le melodie spagnole, cariche di passione, nostalgia e luce mediterranea, risuoneranno come un omaggio alla bellezza dell’arte che unisce popoli e culture. L’ingresso libero rende questo appuntamento ancora più prezioso, un dono alla comunità. La musica diventerà quindi un respiro collettivo, emozione condivisa, chiusura luminosa di un percorso che saprà parlare a tutti.
Una comunità che si racconta
Questi tre eventi non sono episodi isolati, ma capitoli di un’unica narrazione. Dai disegni dei bambini alla fotografia adulta, fino alla grande musica, Buie si racconterà con linguaggi diversi ma con una coerenza profonda, quella di chi crede nella cultura come spazio di incontro. C’è qualcosa di potente in questa trilogia, la capacità di mettere insieme generazioni, visioni e sensibilità, creando un filo invisibile che lega il presente alle radici e lo proietta verso il futuro.
La Comunità degli Italiani di Buie offrirà quindi un gesto chiaro, quello di fermarsi, guardare e ascoltare, nonché di riscoprire, attraverso l’arte e la cultura, il senso di appartenenza. È così che una festa patronale diventerà un’esperienza condivisa, capace di lasciare tracce profonde.

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