Buie. Ricordato Francesco Papo, precursore della lotta antifascista

Commemorazione nel centenario dell’uccisione del rivoluzionario istriano

Il momento di raccoglimento al cimitero

Era il 30 marzo del 1921 quando venne assassinato il rivoluzionario buiese Francesco Papo. A cent’anni di distanza è stato ricordato con un commemorazione solenne nella sala consiliare dell’Università popolare aperta, dove ad accogliere i presenti è stata la direttrice Rosanna Bubola. Presenti il sindaco, Fabrizio Vižintin, il presidente del Consiglio cittadino, Rino Duniš, la connazionale ricercatrice storica, Lucia Ugussi e i rappresentanti dell’Unione antifascista locale.

Fabrizio Vižintin ed Edi Andreašić

Come tramandato dai protagonisti di quest’episodio, Francesco Papo, quale dirigente della gioventù socialista, fu il più preparato e rivoluzionario di tutti. Aveva una vasta cultura e, in quanto responsabile della biblioteca marxista, istruiva i compagni nella fede socialista e nell’azione rivoluzionaria. Perciò, quando venne costituito il Circolo della gioventù comunista, ne diventò segretario e dirigente. Sotto la sua guida la sezione si rafforzò con nuovi aderenti. La biblioteca era tra le più frequentate, tanto da costituire perfino una fanfara giovanile e una filodrammatica, nella quale recitava pure Francesco Papo. Ma l’attenzione maggiore era rivolta al rafforzamento dei gruppi armati di difesa. Il centro di raccolta di tutti era l’osteria di Francesco Papo, situata in via San Giacomo, ora Garibaldi, dove si riunivano ogni sera.

La posa della corona di fiori sulla casa natia di F. Papo

Edi Andreašić: «Profondo rispetto»
A questo proposito, Edi Andreašić, presidente dell’Unione antifascista del Buiese, nel suo discorso ha rilevato: “L’antifascismo nacque in Istria come reazione alle crudeltà e al terrore che le ‘squadre d’azione’ praticavano sul popolo croato e sloveno, ma anche sui cittadini italiani non idonei al movimento fascista. Una delle prime vittime delle camicie nere fu proprio Francesco Papo. Il 30 marzo 1921 rimarrà una data indimenticabile per noi buiesi, per l’assassinio di Francesco, che qualche giorno prima tenne l’orazione funebre al funerale del suo compagno Giovanni Sincovich. Nel discorso si scagliò violentemente contro le persecuzioni fasciste, pronunciando alla fine la frase fatale che gli costò la vita, ‘Oggi è toccato a te, domani a me’. E oggi, a cent’anni di distanza, celebriamo l’anniversario dal suo assassinio, ma anche il centenario delle prime sfide organizzate e armate contro il fascismo in Istria, che possiamo dire furono le prime resistenze contro il fascismo in Europa e nel mondo. In occasione del centenario dell’assassinio di Francesco Papo, siamo orgogliosi di lui e dei suoi compagni, perché appartenenti a una parte delle forze progressiste istriane che per prime si opposero coraggiosamente a questo male, sacrificando la propria vita. Merita il nostro profondo rispetto”.

Il cippo costruito dal padre di Francesco

Le ultime ore di Papo
Il sindaco di Buie, Fabrizio Vižintin, dopo una cronistoria sulle azioni più significative avvenute a Buie in quell’epoca, si è soffermato sull’uccisione di Francesco Papo.

“Quella sera tutto era calmo e niente faceva presagire la tragedia. Verso le ore 20 il rombo dei motori di alcuni camion, schiamazzi e canti esaltati, fecero sussultare la cittadina. Erano i fascisti di Pirano, assieme ad alcuni locali, che facevano da guida; una ventina in tutto, armati fino ai denti, diretti verso l’osteria di Francesco Papo. Era quella la meta della spedizione, non c’era dubbio, in quanto avevano deciso di farla finita con il loro principale nemico in questa zona. All’interno si trovava solamente Secondo Bonetti della squadra di difesa, in quanto la gente era impegnata a lavorare nei campi e usava frequentarla più tardi. Accortosi all’ultimo momento dell’incursione fascista, Bonetti affrontò da solo la squadra. Egli però, nonostante la sua prestanza fisica, venne sopraffatto e colpito alla testa con i manganelli. Proprio in quel momento apparve dal retrobottega Francesco Papo. Fu un attimo: un colpo di pistola sparato dai fascisti lo centrò in piena fronte. Buie rese onore a Francesco Papo accompagnandolo in massa verso l’ultima dimora”, ha concluso Vižintin.

L’unica fotografia di Franceaco Papo

La commemorazione è proseguita in via Garibaldi, con la posa di una corona di fiori sulla casa nella quale abitò, per concludersi nel cimitero locale, davanti alla tomba di Papo, dove si trova una stele rappresentante un tronco d’albero mozzato avvolto dall’edera, con sopra un libro aperto sulle cui pagine è scolpita la breve dedica “A mio fratello” 7.3.1896 – 30.3.1921. A scolpire questo cippo sepolcrale fu suo padre, alcuni anni dopo la sua morte, in quanto le autorità di allora, terrorizzate dalle ripercussioni che avrebbe potuto provocare il nome di questo martire, non permisero che venisse scritto sulla tomba. A quell’epoca a Buie si diceva che i fascisti avessero paura di Francesco Papo anche dopo la sua morte. Il suo nome, per diversi decenni venne portato con onore dall’allora Circolo italiano di cultura locale.

La banda socialista di Buie

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