Buie. Protesta dei genitori per la sicurezza a scuola

Dopo l'episodio dell'alunno entrato a scuola con una pistola ad aria compressa l'associazione "Genitori per i figli" chiede maggiori garanzie

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Buie. Protesta dei genitori per la sicurezza a scuola
Foto Nicole Mišon

Una cinquantina di genitori si è riunita davanti all’Istituto di avviamento professionale croato di Buie per una manifestazione organizzata dall’associazione “Genitori per i figli” (Roditelji za djecu), dopo l’episodio della scorsa settimana in cui uno studente del primo anno si è presentato a scuola con una pistola ad aria compressa.

Alla protesta, convocata durante la riunione del Consiglio dei genitori, hanno partecipato una cinquantina di familiari. L’organizzatrice Helena Ančić ha spiegato che l’obiettivo era richiamare l’attenzione delle istituzioni e dei media sui crescenti problemi di sicurezza nelle scuole. «I genitori chiedono prima di tutto sicurezza per i propri figli e che non venga minimizzato il fatto che un’arma di categoria C sia entrata a scuola. Non vogliamo aspettare che accada qualcosa di grave. Chiediamo al preside quali misure verranno adottate e proponiamo, come primo passo, l’installazione di un metal detector. Al minorenne va garantito il necessario supporto», ha dichiarato.

La scorsa settimana studenti e insegnanti avevano notato l’arma nello zaino del ragazzo. Il preside Saša Stiković aveva riferito che la scuola ha immediatamente attivato i protocolli di sicurezza, informando polizia e servizi sociali e convocando il genitore. Lo studente è stato temporaneamente sospeso e affidato alle autorità, mentre proseguono le indagini. Il preside ha disposto l’allontanamento per una settimana, in attesa delle decisioni sul suo percorso scolastico, assicurando che le lezioni si svolgono regolarmente e che è presente una pattuglia di polizia nei pressi dell’istituto.

Al termine della riunione, Stiković ha tentato di rivolgersi ai presenti, ma tra contestazioni e tensioni è rientrato nell’edificio; successivamente ha ribadito la “tolleranza zero” verso la violenza e ha invitato a non diffondere disinformazione, sottolineando che la scuola è considerata sicura dalle autorità.

Quanto alla sicurezza interna, il dirigente ha precisato che è presente un addetto con competenze limitate: può chiedere agli studenti di aprire gli zaini ed effettuare un controllo visivo, ma non procedere a perquisizioni.

Foto Nicole Mišon

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