Buie. Mulini istriani, viaggio nel tempo e nella storia

Tra lezioni sul campo, ricerca e scoperta del territorio, gli alunni della SMSI di Buie hanno esplorato l'Istria, realizzando materiali informativi e multimediali

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Buie. Mulini istriani, viaggio nel tempo e nella storia
Foto Nicole Mišon

Esistono momenti in cui si studia tra i banchi di scuola, ci si confronta con i professori, si analizzano formule, si acquisiscono nozioni storiche e ci si immerge nel mondo della letteratura. Si tratta di esperienze fondamentali per crescere, approfondire tematiche e imparare a studiare. A volte, però, si esce dalle aule scolastiche e ci si immerge nella natura per svolgere lezioni sul campo: esperienze uniche che alleggeriscono il peso dello studio e, allo stesso tempo, permettono di acquisire nuove conoscenze, scoprire il mondo che ci circonda con spensieratezza e con il sorriso sul volto.

Ed è proprio quello che hanno fatto i ragazzi della SMSI “Leonardo da Vinci” di Buie che frequentano la materia facoltativa di storia del territorio, accompagnati dalla professoressa Marina Paoletić. Il tema affrontato durante questo anno scolastico è stato quello dei “Mulini istriani: un viaggio nel tempo”, un argomento complesso e affascinante che ha mostrato ai giovani studiosi come i corsi d’acqua abbiano plasmato anche l’architettura del territorio.
Un lavoro articolato che ha alternato lo studio in classe alle uscite sul campo, fino alla realizzazione dei prodotti finali: una brochure, un quiz, un cartellone e un video. L’avventura ha portato i nove allievi a scoprire l’Istria da un altro punto di vista, prestando attenzione a strutture diffuse capillarmente sul territorio, ma oggi spesso in stato di abbandono.

Foto SMSI Buie

Diffusione capillare

Sulla penisola istriana, oggi divisa tra Croazia e Slovenia, esistevano un tempo 228 mulini ad acqua, aumentati nel corso del XIX secolo fino a raggiungere circa quota 300, periodo della loro massima diffusione. Essi sorgevano lungo i corsi dei fiumi più importanti — Risana, Dragogna, Quieto e Arsia — e lungo torrenti e piccole sorgenti, in posizioni molto suggestive ma, in molti casi, difficilmente accessibili anche a piedi.

“È stata un’esperienza molto divertente e istruttiva, vorrei rifarla anche in futuro – racconta entusiasta Renee Štokovac –. Sono rimasta colpita dall’intero progetto: non mi aspettavo che ci fossero così tanti mulini e così tante perle nascoste dell’Istria. Sono molto felice che durante le due uscite siamo riusciti a scoprire questi luoghi; è il quarto anno consecutivo che partecipo a questo progetto e lo consiglio a tutti”.

Oltre a studiare e divertirsi, i ragazzi hanno messo in pratica i propri talenti, contribuendo concretamente alla realizzazione del progetto. Tra loro, Gioele Romano della IV perito informatico, che ha curato le riprese e il montaggio del video. “In futuro vorrei indirizzarmi verso il mondo del filmmaking, quindi questa esperienza mi ha permesso di sviluppare ulteriormente queste competenze. Mi occupo di riprese già da anni; la realizzazione di questo video è stata un ottimo modo per mostrare agli altri il mio lavoro e le mie capacità. Le riprese sono anche un mezzo per raccontare una storia e sviluppare una narrazione da condividere con gli altri – spiega l’alunno –. Alcune riprese sono state davvero impegnative a causa del terreno franoso: avendo anche il peso dello stabilizzatore e della telecamera, dovevo stare più attento degli altri a non scivolare, facendo allo stesso tempo attenzione a inquadrare bene il soggetto”.

Foto Nicole Mišon

Esperienza positiva

La voce narrante del filmato è quella di Rafael Vižintin della I liceo, che conferma a sua volta quanto il progetto abbia rappresentato un’esperienza positiva. “Sono rimasto colpito dalla quantità di mulini presenti in Istria, tanto che ho iniziato a guardarmi attorno vicino a casa e ne ho trovati diversi – racconta l’alunno –. Abbiamo scoperto molte curiosità a cui normalmente non si pensa, e questi aspetti mi affascinano molto. A Rozzo abbiamo osservato un mulino ancora in funzione, così abbiamo potuto vedere come si muovevano gli ingranaggi, come veniva separata la crusca e successivamente rimescolata per ottenere altri tipi di farine: è stato bellissimo”.

Concludiamo con le riflessioni della professoressa Marina Paoletić, molto soddisfatta dei risultati ottenuti, ma soprattutto dell’entusiasmo dimostrato dagli studenti. “Si tratta di una bellissima esperienza, nella quale argomenti trattati in modo molto scientifico vengono poi presentati ai ragazzi anche attraverso le uscite sul campo – spiega la docente –. Abbiamo scoperto molte realtà che abbiamo a portata di mano ma che non sempre sono conosciute. D’altra parte, affrontare questo argomento non è semplice, perché parliamo di un numero molto vasto di mulini. Alla fine abbiamo scelto di approfondire le strutture più facilmente raggiungibili della nostra zona, quelle più interessanti e numerose; per questo abbiamo prediletto il Quieto”.

Al progetto hanno partecipato gli alunni Renee Štokovac, Ilaria Poniz Kozlović e Rafael Vižintin della I liceo, Noah Štokovac della I perito informatico, Serena Basaneže, Nika Ponjavić, Eliza Radin e Chiara Zdunić della III liceo, oltre a Gioele Romano della IV perito informatico. Un ringraziamento particolare va inoltre allo storico Mauro Scroccaro, al geografo Ivan Zupanc e al collega Tomislav Klarić, che ha contribuito alla realizzazione del pieghevole.

Foto SMSI Buie

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