Appuntamento con le specialità di stagione sabato 17 gennaio, nella Comunità degli Italiani di Buie, per la tradizionale “Luganigada & Fritolada”, evento di carattere competitivo nel corso del quale saranno proclamate le migliori salsicce nostrane e le “fritole” preparate da quanti vorranno aderire a questa golosa manifestazione. Questa gara culinaria di salsicce caserecce di produttori locali mette in luce la creatività e l’abilità dei partecipanti nel preparare insaccati unici, utilizzando ingredienti locali e ricette tradizionali. Oltre al sapore verranno valutate anche la consistenza e l’uso di erbe, spezie e tecniche di lavorazione, valorizzando i “segreti” di famiglia e la diversità gastronomica del territorio.
La competizione delle “fritole” caserecce evidenzia invece l’abilità e la tradizione culinaria tramandata di generazione in generazione, con particolare attenzione alla consistenza, al gusto e all’originalità, incoraggiando l’impiego di ricette storiche e ingredienti locali.
L’incontro avrà inizio alle ore 18, mentre la consegna delle “luganighe” e delle “fritole” è prevista dalle 17.30 alle 18. La quota di partecipazione per la “luganigada” è fissata in 60 centimetri di salsiccia, mentre per la “fritolada” la partecipazione è aperta a tutti. La serata sarà allietata da musica dal vivo e una frittata per tutti.
L’iniziativa viene realizzata grazie al contributo finanziario del Ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale della Repubblica Italiana, ai sensi della Legge 21 marzo 2001, n. 73, e successive estensioni e modificazioni, in applicazione delle Convenzioni stipulate tra il MAECI, l’Unione Italiana e l’Università popolare di Trieste, con il supporto finanziario della Città di Buie e del Consiglio per le minoranze nazionali della Repubblica di Croazia.
Tutti i diritti riservati. La riproduzione, anche parziale, è possibile soltanto dietro autorizzazione dell’editore.
L’utente, previa registrazione, avrà la possibilità di commentare i contenuti proposti sul sito dell’Editore, ma dovrà farlo usando un linguaggio rispettoso della persona e del diritto alla diversa opinione, evitando espressioni offensive e ingiuriose, affinché la comunicazione sia, in quanto a contenuto e forma, civile.









































