Negli ultimi giorni la Città di Buie si trova al centro di un racconto complesso, fatto di memoria e futuro, di scelte urbane che dividono e di ferite ancora aperte lasciate dall’alluvione. Un racconto che parla d’identità, resilienza e responsabilità e che restituisce l’immagine di una comunità viva, capace di interrogarsi e di non arrendersi.
Il cuore di questa narrazione è piazza Libertà, spazio simbolico che sta cambiando volto. Dopo l’esperienza della mostra dedicata alla Digitron, allestita tre anni fa vicino alla piazza, precisamente nella galleria Orsola, e divenuta occasione per riscoprire una stagione straordinaria della storia industriale cittadina, Buie sceglie oggi di rendere permanente quel ricordo. Il progetto di riqualificazione presentato in Consiglio cittadino prevede infatti l’installazione, al centro del nuovo incrocio-rotatoria, di un grande plastico di un calcolatore Digitron, cinque metri per tre, imponente ma mobile, pensato per essere rimosso durante le festività e le principali manifestazioni. Un segno urbano forte, che richiama il DB 800, primo calcolatore digitale tascabile europeo, e con esso il periodo in cui Buie dialogava alla pari con colossi mondiali come Texas Instruments e Casio. Attorno, verde, fiori, una targa informativa digitale, elementi che ambiscono a trasformare un nodo stradale in un luogo riconoscibile, narrativo, identitario.
Ma la trasformazione non è solo simbolica. Il sindaco, Fabrizio Vižintin, ha illustrato un intervento infrastrutturale più ampio, che include lo spostamento della cabina di trasformazione elettrica, oggi sotto la piazza, frutto di un accordo con la HEP. La nuova collocazione, sotto via Garibaldi, consentirà il potenziamento della rete elettrica per l’area e l’installazione di due colonnine di ricarica per veicoli elettrici. È inoltre in preparazione una nuova strada di collegamento tra via Garibaldi e la viabile esistente in prossimità della Stazione di polizia, con l’obiettivo di alleggerire nel tempo il traffico nel centro cittadino.
Scelte che, come spesso accade quando si interviene sullo spazio pubblico, hanno acceso un dibattito. La rotatoria e l’introduzione del senso unico in via Garibaldi, hanno diviso l’opinione pubblica: da una parte chi apprezza l’aumento della sicurezza e il nuovo assetto estetico, dall’altra chi fatica ad accettare le modifiche alla viabilità quotidiana. L’amministrazione invita alla pazienza, ricordando che l’attuale configurazione non è definitiva e che gli interventi proseguiranno per rendere l’area più funzionale e armoniosa. È il tempo, ancora una volta, a essere chiamato in causa come giudice di scelte complesse.
Il danno e la beffa
Su questo scenario di cambiamento urbano s’innesta però una realtà più dura, che negli ultimi mesi ha messo alla prova la città ben oltre il piano progettuale. Alla fine dell’estate 2025 un violento evento temporalesco aveva colpito Buie, causando un’alluvione che ha lasciato segni profondi. Case allagate, terreni agricoli devastati, attività economiche danneggiate, spazi pubblici compromessi e per molte famiglie non si è trattato solo di perdite materiali, ma della cancellazione improvvisa di anni di lavoro e sacrifici.
La risposta della Città era stata immediata. Erano state attivate tutte le procedure previste, raccolte 114 segnalazioni di danno, effettuati sopralluoghi puntuali da parte della Commissione comunale. Un lavoro enorme, svolto con scrupolo e senso del dovere, che aveva portato a certificare danni per oltre 1.800.000 euro e a trasmettere allo Stato una documentazione completa e fondata, nella speranza di garantire ai cittadini colpiti un sostegno adeguato. La risposta arrivata dal Governo croato ha però lasciato sgomenti, in quanto sono stati poco più di 4mila euro i soldi assegnati alla Città di Buie. Una cifra simbolica, che non riflette la gravità dell’accaduto e le reali necessità di chi ha visto stravolta la propria quotidianità. La delusione è profonda, ma non paralizzante. L’amministrazione ha scelto di non arretrare, proseguendo con determinazione negli interventi strutturali, in particolare sul sistema di drenaggio dell’area sportiva e sulla riparazione degli edifici pubblici danneggiati.
In questo intreccio di progetti, polemiche e ferite ancora aperte, Buie mostra il proprio volto più autentico, quello di una città che guarda avanti senza dimenticare il proprio passato industriale, che discute e si divide, ma continua a cercare soluzioni e che, anche di fronte a risposte istituzionali inadeguate, non rinuncia al proprio senso di responsabilità verso la comunità. È una strada complessa, fatta di pazienza e di scelte coraggiose, ma è su questa strada che Buie sta provando a costruire il suo domani.
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