Buie. La «Torre del vino» propulsore enoturistico

Il belvedere promette di ridisegnare il futuro dell’Istria

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Buie. La «Torre del vino» propulsore enoturistico
Foto Città di Buie

Il progetto della “Torre del vino” di Buie si candida a diventare una delle iniziative più ambiziose e potenzialmente trasformative per l’intero territorio dell’Istria nord-occidentale, con l’obiettivo dichiarato di ridefinire l’identità turistica e valorizzare ulteriormente la vocazione vitivinicola della regione. Presentato la scorsa estate a Momiano nell’ambito di un simposio dedicato al futuro dell’agricoltura, il progetto “Torre del vino”, ovvero un belvedere enologico, si configura come un’infrastruttura moderna e multifunzionale. L’idea è quella di realizzare una struttura iconica, situata fino a 400 metri sul livello del mare, capace di ospitare una sala degustazioni, spazi culturali e un punto panoramico privilegiato sul paesaggio vitato circostante.

A sottolineare la portata dell’iniziativa è stato il sindaco, Fabrizio Vižintin, che ha evidenziato il significativo potenziale turistico ed economico dell’opera. Secondo Vižintin, esempi analoghi presenti in Croazia dimostrano come strutture di questo tipo possano generare entrate annue fino a 500mila euro esclusivamente dalla vendita dei biglietti. Un risultato che, se replicato, contribuirebbe ad aumentare sensibilmente la visibilità internazionale del territorio buiese.

Quattro possibili sedi

Il valore complessivo dell’investimento è stimato intorno ai 2 milioni di euro. Una parte consistente dei fondi dovrebbe provenire da programmi europei e contributi a fondo perduto, elemento che inserisce il progetto all’interno di una più ampia strategia di sviluppo sostenibile e cofinanziato. Tuttavia, prima di arrivare alla fase esecutiva, sarà necessario affrontare un articolato iter burocratico e tecnico che andrà dalla selezione definitiva del sito alla modifica degli strumenti urbanistici, fino all’ottenimento di tutte le autorizzazioni necessarie e all’avvio dei lavori.

Il progetto è stato recentemente presentato anche ai produttori locali presso l’Università popolare aperta, in un incontro che ha avuto l’obiettivo di coinvolgere direttamente il tessuto vitivinicolo del territorio. Nel corso della presentazione, curata da Slađan Dragojević, sono state illustrate quattro possibili localizzazioni: a San Mauro vicino a Momiano (due siti), a Castagnari (un sito) e a Stanzietta Smilovići (un sito). Le due opzioni nell’area di San Mauro sono state tuttavia escluse dalle successive valutazioni in quanto ricadenti in una zona soggetta a tutela del patrimonio culturale, un vincolo che limita fortemente le possibilità edificatorie.

Durante il confronto, alcuni viticoltori hanno espresso osservazioni e suggerimenti, segno di un interesse concreto, ma anche della necessità di un’analisi approfondita. Lo stesso sindaco ha ribadito l’importanza di ulteriori studi specialistici, considerando le peculiarità geomorfologiche, paesaggistiche e infrastrutturali di ciascuna area. Entro il mese di settembre sono previste consultazioni con esperti e altri soggetti interessati, passaggio fondamentale per individuare la posizione più idonea alla realizzazione dell’opera.

Simbolo per il futuro

Alla presentazione ha preso parte anche la presidente del Consiglio cittadino di Buie, Bojana Puzigaća, che ha definito la “Torre del vino” una delle iniziative strategiche più rilevanti dell’attuale mandato amministrativo. Secondo la Puzigaća, il progetto, insieme al recupero della cantina vinicola e dell’antico frantoio, rappresenta un investimento chiave capace di coniugare tradizione e innovazione. Non solo un’attrazione turistica destinata a diventare un nuovo simbolo del territorio, ma anche un motore per lo sviluppo economico locale. L’iniziativa mira infatti a rafforzare l’imprenditorialità, sostenere la promozione dei produttori locali e creare nuove opportunità occupazionali. In questa prospettiva, la “Torre del vino” si inserisce in una visione che punta a consolidare la posizione di Buie sulla mappa turistica, generando crescita sostenibile e migliorando la qualità della vita dei cittadini. Questa, quindi, non sarà soltanto un’infrastruttura architettonica, ma un’operazione culturale e territoriale. La sfida sarà quella di mantenere un equilibrio tra valorizzazione del paesaggio, rispetto dei vincoli ambientali e ambizione di sviluppo.

Se portato a compimento, potrebbe diventare un punto di riferimento per l’enoturismo dell’intera Istria, offrendo ai visitatori un’esperienza immersiva tra panorama, cultura e degustazione, trasformando Buie in un polo di attrazione ancora più competitivo nel panorama turistico regionale e internazionale.

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