La Comunità degli Italiani di Buie ha rinnovato anche quest’anno uno degli appuntamenti più attesi e sentiti del calendario sociale e culturale locale con la tradizionale “Luganigada”, affiancata dalla “Fritolada”, una doppia competizione culinaria, salata e dolce, capace di raccontare, attraverso i sapori, la storia, l’identità e il cuore dell’agro buiese. La conservazione della carne di maiale in queste terre non è soltanto una pratica gastronomica, ma un patrimonio tramandato di generazione in generazione, divenuto nel tempo vera e propria cultura.
Tra tradizione e sfida
La “Luganigada” rappresenta l’espressione più autentica di questa eredità, un incontro competitivo e insieme conviviale, che vede protagonisti i connazionali produttori di salsicce istriane, custodi di ricette, segreti e gesti antichi. In gara, quest’anno, tredici partecipanti, ognuno dei quali ha sottoposto il prodotto al giudizio incrociato degli altri concorrenti, trasformati per una sera in giurati. Una valutazione attenta, fatta di assaggi, confronti e profumi, che ha decretato i vincitori destinati a rappresentare Buie alla finalissima di Marussici, dove si sfideranno i primi classificati delle varie “semifinali” del territorio. Il primo posto è andato a Michele Orzan con 50 punti, seguito da Lucio Celega con 48 punti e da Mauro Veznaver con 46 punti. A Fabio Radovan, con 19 punti, è stato invece assegnato in modo goliardico il “Crodeghin”, il simbolico ultimo posto che, come da tradizione, strappa sorrisi e applausi. La “luganiga” istriana, con la sua combinazione di carne suina di alta qualità, spezie locali e aromi inconfondibili, ha confermato ancora una volta la propria fama di salsiccia dal profilo aromatico unico, succulenta e profondamente legata al carattere di questa terra.

Accanto alla sfida salata, ha trovato spazio la “Fritolada”, competizione dedicata alle massaie locali che, anche in questa edizione, hanno dimostrato come le fritole, pur nella loro semplicità, sappiano declinarsi in innumerevoli varianti, tutte capaci di conquistare per fragranza e morbidezza. Dieci le varietà in gara, giudicate da una giuria composta da Nella Altin, Ljubica Kovačić, Loredana Boljun e Giuliana Benvegnù. Dopo un attento assaggio, il primo premio è stato assegnato al gruppo “I cugini di campagna”, formato dai giovani Leo, Lara, Simone e Andrea, seguiti da Erika Trento al secondo posto e da Soledana Štoković al terzo. Le fritole, dolci tradizionali apprezzati durante le festività e le occasioni speciali, hanno così ribadito il loro ruolo di simbolo di festa e condivisione, grazie alla consistenza soffice e ai profumi che evocano cucine di una volta e mani sapienti.

Il calore della comunità
A rendere ancora più significativa la serata è stata la presenza delle istituzioni cittadine. I premi sono stati consegnati dal sindaco di Buie, Fabrizio Vižintin, dalla vicesindaco in quota CNI, Michela Altin e dalla presidente del Consiglio cittadino, Bojana Puzigaća. Ad accogliere il pubblico e a condurre l’intero evento è stata la presidente della Comunità degli Italiani, Lena Korenika, affiancata dalla responsabile del Settore sportivo della Giunta esecutiva del sodalizio, Valentina Puž. Non è mancata la fresca e tenera novità della giuria dei bambini, composta da giovani attivisti della CI, che con la stessa serietà degli adulti hanno assaggiato e votato i prodotti in gara, realizzando poi un manifesto consegnato ai loro favoriti, ossia a Fausto Antonini per la miglior salsiccia e ai “I cugini di campagna” per le migliori fritole.

La sede della CI di Buie si è trasformata in un luogo di festa anche grazie ai canti dal vivo del gruppo “Gli antichi”, mentre Edi Kovačić e Mauro Veznaver hanno preparato per gli ospiti una maxi frittata, servita insieme agli assaggi delle specialità in concorso.
È stata, in definitiva, una serata di autentica aggregazione e convivialità, capace di dimostrare il potere unificante degli eventi sociali, dove il cibo diventa linguaggio comune, occasione di incontro, memoria condivisa. Un momento di gioia, di sorrisi e di legami rinsaldati, che ha ribadito quanto sia fondamentale coltivare e tramandare le tradizioni per rafforzare la coesione della comunità e costruire, insieme, un futuro radicato nella propria storia.

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