Per una mattina le calli, le corti e le piazze del centro storico di Buie risuonavano del vociare allegro dei bambini. Alunni delle classi terze e quarte e bimbi dell’asilo per alcune ore hanno salutato le aule scolastiche e hanno esplorato la città vecchia per scoprirne segreti e dettagli nascosti. Sono giorni di festa in quel di Buie, dove a farla da padrona è la Festa dell’uva, con i suoi ricchi appuntamenti per tutte le età. Tra questi c’è anche l’ormai tradizionale Ex-tempore organizzato dalla SEI “Edmondo De Amicis” assieme alla locale Università popolare aperta. Un momento che ha riunito piccoli artisti della scuola italiana buiese, della SEI “Galileo Galilei” di Umago, della SEI di Cittanova e della SE “Mate Balota” di Buie, assieme ai giovani ospiti della locale Scuola d’infanzia italiana “Fregola”, i quali hanno partecipato alla rassegna pittorica fuori concorso.

Foto: NICOLE MIŠON
Ritrovo alle 8 del mattino e partenza alla scoperta degli storici stemmi cittadini sotto la guida esperta del connazionale Marino Dussich. Una passeggiata nel cuore dell’abitato ad apprendere nozioni interessanti, scrutare dettagli e poi dare sfogo alla propria fantasia nel riprodurli su carta. La tecnica proposta quest’anno è stata quella del carboncino accostato al gesso bianco, che ha entusiasmato i giovani partecipanti, intenti a pasticciare con le mani per creare sfumature, contrasti e ombreggiature. Li abbiamo cercati e scovati tra le viuzze e gli androni per farci raccontare la loro esperienza. I primi che abbiamo incontrato sono stati gli alunni della “De Amicis” in piazza della Libertà, intenti a disegnare sotto agli alberi nei pressi di San Leonardo. Thomas afferma di essere un esperto del carboncino, la prima volta che lo ha usato aveva solo 4 anni, per lui non è una novità, anzi è una tecnica che ama utilizzare. Emma, Mia e Gabriel lo sperimentano per la prima volta, mentre sono abituati a scrivere con il gesso alla lavagna, ma non sulla carta. “Stiamo disegnando gli stemmi delle famiglie di Buie, non li conoscevamo, a parte il leone di Venezia che abbiamo già visto – raccontano gli alunni –. Diventeremo dei carboni, abbiamo tutte le mani nere”, concludono con una battuta. Salendo verso il piazzale principale in piazza Delle erbe troviamo altri allievi della “De Amicis” e della “Mate Balota” che ci indicano due scudi presenti sulle facciate degli edifici. “Ci stiamo divertendo molto, stiamo all’aria aperta, siamo tra amici e soprattutto non facciamo lezione – scherzano alcuni ragazzi –. Lì c’è lo stemma della famiglia Molino, infatti, in mezzo c’è la ruota del mulino da cui ha preso il nome”.

Foto: NICOLE MIŠON
Mattinata entusiasmante
In piazza San Servolo invece troviamo le scolaresche di Cittanova e Umago, con un alunno anche di Bassania e delle periferiche di Buie, quelle di Verteneglio e Momiano. Qui lo spazio è più grande, c’è chi si è sistemato all’ombra della vecchia scuola, chi sugli scalini del duomo e chi vicino all’imponente campanile. Nello spiazzo svettano ben tre leoni di San Marco, di ispirazione ai giovani artisti. Marta e Gabriel della terza di Cittanova sono entusiasti della mattinata: “Abbiamo disegnato e imparato che cosa sono gli stemmi – commentano –. È bello disegnare con il carboncino, anche se ci siamo sporcati le mani, vogliamo riprovarci”. Anche per gli alunni di Umago e Bassania è stata un’esperienza bella e divertente. “Sono stata già a Buie, ma mai all’Ex tempore, questa volta ho potuto dare sfogo alla fantasia – ci dice Timea –. Ho scelto uno stemma che stava su una cisterna e mi sembrava semplice, ma allo stesso tempo particolare”. A lei si unisce Aurora che ha disegnato il leone marciano che si trova sulla facciata dell’ex scuola elementare: “L’ho scelto perché è fantasioso e inoltre mi piacciono molto gli animali”. Finiti i disegni ci mostrano le mani pulite, ma ci assicurano ridendo che in corso d’opera queste erano nere nere, per fortuna sono stati previdenti e si sono portati dietro i fazzolettini umidi.
Infine, nei pressi della chiesa parrocchiale, rifugiati nella Corte di Mocor, ci sono i prescolari del gruppo “Pratoline” di Momiano e quelli delle “Fritole” di Buie della SII “Fregola” che hanno dato sfogo alla propria fantasia riproducendo la cisterna e lo stemma che sta sull’arco d’ingresso, anche se i molti fiori all’interno dell’androne hanno catturato l’attenzione dei piccini, diventando parte dei loro capolavori.
“A Buie ci sono all’incirca 30 stemmi di famiglie nobili e benestanti, a questi si aggiungono i tre leoni marciani e le epigrafi tombali nella chiesa della Madonna della Misericordia, dove sono seppelliti ben cinque vescovi con i loro emblemi araldici – spiega Marino Dussich –. Oltre che sui palazzi, gli scudi si possono trovare anche sulle cisterne, come nel caso della famiglia Tagliapietra detta Mocor”.

Foto: NICOLE MIŠON
I premiati
Tra divertimento, arte e qualche gioco è arrivato il momento delle tanto attese premiazioni. A decretare i vincitori è stata la giuria composta da Slavica Oplanić, Elisa Piuca e Nina Martić. Un compito per niente facile: infatti, come ci hanno assicurato le tre giudici, i lavori erano tutti ottimi e a fare la differenza sono stati i dettagli. I riconoscimenti alle terze classi sono andati a Monica Bencich e Gabriel Visintin. Nella medesima categoria al terzo posto si è classificata Aurora Bencich, al secondo posto Mia Pernić e al primo Gabriel De Souza, con la motivazione: “Il lavoro presenta buoni dettagli e linee pulite. La composizione è semplice e ben disposta nel formato”.
Mentre per le classi quarte i riconoscimenti sono stati consegnati a Korina Gorenac e ad Antonio Putinja. Sul terzo gradino del podio è salito Dominik Sardelin, al secondo posto si è classificata Lya Pucer. Infine, per il primo premio è stato scelto il lavoro di Gaia Civitan “per la base completamente riempita e il disegno completo, con luce e ombra uniformi”.
Alla premiazione erano presenti Lovorka Lukani, direttrice dell’Upa di Buie, Samira Laganis, direttrice della SEI “Edmondo De Amicis”, e Michela Altin, vicesindaca in quota CNI. Un ringraziamento speciale è andato agli insegnanti e alle educatrici che lavorano costantemente con i bambini e a tutti coloro che hanno aiutato nell’organizzazione della manifestazione.

Foto: NICOLE MIŠON
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