Usanze e tradizioni servono anche a rafforzare l’identità di un popolo. È così anche a Buie, in occasione della ricorrenza di San Servolo, patrono della città. Niente folclore e sagre paesane; a caratterizzare questa festività è soprattutto il carattere religioso dell’avvenimento.
Per l’occasione la Comunità degli Italiani locale ha coinvolto i ragazzi delle classi VI A e VI B della SEI “Edmondo de Amicis” in laboratori, in cui attraverso quiz e giochi, gli alunni, guidati dalla presidente del sodalizio Lena Korenika, hanno avuto modo di conoscere le tradizioni della cittadina e la storia del patrono. L’idea era quella di illustrare la differenza tra i rituali liturgici passati e presenti, attraverso dei testi appositamente preparati dall’esperto di storia Buiese Marino Dussich. “Abbiamo diviso i ragazzi in gruppi e, dopo aver discusso sulle usanze legate al nostro protettore, questi dovevano individuare le tradizioni ancora in vigore – spiega Lena Korenika –. Devo dire che gli alunni hanno avuto un ottimo intuito e hanno azzeccato quasi tutte le risposte. Poi ovvio, quelli di Buie, sapevano qualcosa in più, ma mi fa piacere che anche gli altri abbiano imparato qualcosa della nostra storia”.

Foto: NICOLE MIŠON
Durante il fine settimana l’Upa locale ha organizzato il mercatino dell’usato “Bujak”, dove le persone hanno avuto modo di ridare vita a vecchi capi d’abbigliamento e oggetti, ma anche provare le tecniche dello scambio e del baratto. Accanto alle bancarelle è stato allestito un gonfiabile per la gioia bambini, che con la loro vivacità hanno aiutato a donare allegria a una giornata già di per sé festante. Tra i vari stand non poteva mancare quello della CI di Buie, con una ricca offerta di prelibatezze dolciarie preparate dalle infaticabili socie e sostenitrici.
I festeggiamenti hanno raggiunto l’apice la domenica mattina, quando la processione religiosa, aperta dalla banda d’ottoni del sodalizio locale, ha riempito le vie del centro storico. La statua del patrono è stata portata in spalla da alcuni membri del Corpo volontario dei Vigili del fuoco dalla chiesa della Madonna della Misericordia fino al duomo di San Servolo. Immancabili i bambini della Prima comunione e i vessilli con incisi sopra i simboli religiosi della città. Come da tradizione, il parroco ha benedetto i campi sottostanti e, assieme ai fedeli, ha pregato per la fertilità del suolo. La liturgia si è svolta nella chiesa principale, concelebrata dal sacerdote Alejandro Castillo Jimenez, rettore del seminario “Redemptoris Mater” di Pola e dal parroco Marcin Madej. Si è concluso con un banchetto, allestito nella piazza dedicata al patrono, che ha accolto tutti i fedeli per festeggiare assieme la ricorrenza.

Foto: NICOLE MIŠON
Tutti i diritti riservati. La riproduzione, anche parziale, è possibile soltanto dietro autorizzazione dell’editore.
L’utente, previa registrazione, avrà la possibilità di commentare i contenuti proposti sul sito dell’Editore, ma dovrà farlo usando un linguaggio rispettoso della persona e del diritto alla diversa opinione, evitando espressioni offensive e ingiuriose, affinché la comunicazione sia, in quanto a contenuto e forma, civile.







































