Carichi di entusiasmo e curiosità, quarantuno alunni della SMSI “Leonardo Da Vinci” di Buie hanno intrapreso un viaggio che li ha portati nel cuore culturale dell’Alto Adige, dove due lingue convivono in armonia e narrano una storia unica. Con lo spirito aperto alla scoperta, gli alunni hanno lasciato la quotidianità scolastica per immergersi in due giornate di cultura, dialogo e nuove prospettive nelle città bilingui di Merano e Bolzano, dove italiano e tedesco si intrecciano in un affascinante mosaico culturale. Accompagnati dalle prof.sse Arijana Brajko Gall, Selma Jovanov e Tamara Tomasich, hanno preso parte a un’uscita didattica alla scoperta di una realtà multiculturale molto simile alla nostra, un territorio in cui le lingue, le identità e le tradizioni convivono da secoli in un dialogo continuo.
Le classi coinvolte, che studiano il tedesco come lingua straniera, hanno potuto mettere in pratica le proprie conoscenze in un contesto autentico. Visitare una Regione bilingue come l’Alto Adige ha significato toccare con mano quanto pure in altri territori una seconda lingua possa diventare un ponte culturale, permette di capire meglio gli altri, ma anche comprendere più profondamente se stessi e le proprie radici.
“La convivenza di due lingue e due culture è un patrimonio prezioso, insegna il rispetto, stimola la curiosità e favorisce l’apertura mentale. Vedere cartelli bilingui, ascoltare accenti diversi, osservare come tradizioni italiane e germaniche si fondano in un’unica identità territoriale ha reso gli studenti più consapevoli del valore della diversità culturale, un valore che contraddistingue anche la nostra comunità”, ha rilevato la prof.ssa Tomasich.

Durante l’uscita, gli studenti hanno inoltre incontrato gli alunni del Liceo “Sandro Pertini” di Belluno. È stato un momento di confronto, di dialogo e di condivisione di esperienze scolastiche e linguistiche. Questo incontro, e in particolare quello delle docenti di Buie con le colleghe Alessia Mannori, vicaria e docente di diritto, Sabrina De Notarpietro, attuale dirigente, Fiammetta Bada, ex dirigente, e Valentina Pireddu, docente di tedesco, ha posto le basi per una futura collaborazione tra le due scuole, con la prospettiva di scambi, progetti comuni e percorsi formativi condivisi.
Non è mancata la visitata a una delle realtà commerciali e artigianali più note dell’Alto Adige, la “Thun”, che ha permesso ai ragazzi di scoprire come l’artigianato locale possa trasformarsi in eccellenza internazionale, mantenendo allo stesso tempo un forte legame con la cultura del territorio. A Bolzano la comitiva ha visitato il Museo archeologico dell’Alto Adige, sede del celebre “Uomo venuto dal ghiaccio”, Ötzi, una delle più straordinarie scoperte archeologiche d’Europa. Lì hanno conosciuto un racconto lungo oltre 5 mila anni di storia, che ha offerto loro una finestra unica sulla vita quotidiana nel Neolitico attraverso reperti, ricostruzioni e approfondimenti scientifici.

I centri storici
Nei centri storici di Merano e Bolzano gli studenti hanno ammirato l’eleganza architettonica delle città altoatesine. Merano, con i suoi portici medievali e i palazzi in stile liberty, offre un affascinante incontro tra storia e modernità mentre Bolzano, crocevia culturale tra il mondo germanico e quello italiano, racconta attraverso le sue piazze, i portici e le antiche vie una storia fatta di incontri, scambi e identità condivise. La visita si è conclusa ai celebri Mercatini di Natale, tra i più suggestivi d’Europa. Oltre a essere un richiamo turistico, questi rappresentano un patrimonio culturale che tramanda tradizioni alpine secolari, quali artigianato, gastronomia, usanze popolari e atmosfere tipiche dell’Avvento. Per gli studenti è stata un’occasione per immergersi nella cultura locale in una veste festosa e autentica.
L’uscita didattica è stata resa possibile grazie al contributo dell’Ufficio per i diritti dell’uomo e delle minoranze nazionali della Repubblica di Croazia, per il tramite dell’Unione Italiana e grazie al supporto delle famiglie degli alunni. Un investimento prezioso, perché esperienze come questa rappresentano momenti formativi che arricchiscono, aprono la mente e rafforzano il senso di appartenenza alla nostra comunità linguistica e culturale.

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