Nella quarta classe della Scuola elementare italiana “Edmondo De Amicis” di Buie ieri un sorriso ha brillato più di tutti, quello di Gaia Civitan, alunna dal talento artistico già capace di emozionare. In occasione della consegna di un riconoscimento speciale per il suo disegno, premiato nell’ambito del concorso della rivista “Arcobaleno” della nostra Casa editrice Edit, con il sostegno dell’Ufficio per i diritti dell’uomo e delle minoranze nazionali del Governo della Repubblica di Croazia, per il tramite dell’Unione Italiana, abbiamo incontrato la piccola artista per farci raccontare le sue emozioni. A consegnarle il premio sono state la capoclasse Sara Trento Pavatić e la bibliotecaria Antea Belli Biloslavo, in un momento carico di orgoglio e gioia condivisa. Il sorriso luminoso di Gaia ha parlato da solo, raccontando la felicità di chi scopre che i propri colori possono arrivare lontano.
Ti senti orgogliosa di rappresentare in questo numero di “Arcobaleno” la tua scuola e la tua classe?
“Si, molto, perché è una scuola bellissima dove si imparano molte cose ed è molto divertente stare a scuola con gli amici e la propria insegnante”.
Come ti è venuta l’idea di realizzare proprio questo soggetto invernale?
“L’insegnante ci aveva detto di disegnare degli uccellini e alberi invernali e io mi sono messa subito al lavoro con i colori. Quando ho disegnato l’uccellino e schizzavo con la tempera per creare la neve, mi sono divertita tantissimo”.
Perché hai scelto questi colori, in particolare il viola dello sfondo e il giallo dell’uccellino?
“Perché a me piace molto come stanno insieme il giallo e il viola. Sono molto belli e il viola in particolare è il mio colore preferito”.
Ti sei ispirata a qualcosa che hai visto nella realtà o nella fantasia?
“Nella mia testa immaginavo questo uccellino che canticchiava felice sotto l’albero sulla neve”.
Che cosa hai provato quando hai saputo che il tuo disegno è stato premiato e hai ricevuto i regali?
“Mi sono sentita molto felice. Tutti i regali mi sono piaciuti moltissimo!”
Ti piace disegnare anche nel tempo libero? Che cosa ami disegnare di solito?
“Si, lo faccio sempre, ogni volta quando sono da mia nonna e a casa. Mi piace disegnare i fiori, l’arcobaleno, i miei genitori, i miei animali domestici, un po’ tutto quello che mi circonda”.
Chi ti incoraggia di più a coltivare questa passione?
“La mia insegnante mi dà sempre le ispirazioni come disegnare e anche mio fratello delle volte disegna con me”.
Cosa pensi quando guardi oggi il tuo disegno in copertina? Ti emoziona vedere una tua opera sulla rivista “Arcobaleno” e sapere che tante persone vedranno il tuo disegno?
“Sono molto emozionata di vedere un mio disegno nella rivista e sulla copertina e anche felice di aver ricevuto questo premio pieno di bel materiale per la scuola”.
Valorizzare il lavoro degli alunni
Presso la SEI Buiese il numero degli abbonamenti alla rivista è molto elevato; quasi la metà degli alunni sono abbonati e sono felici quando trovano al suo interno i loro disegni o testi. Quando poi ricevono un premio, la gioia è davvero immensa. Come riferito dalla bibliotecaria Biloslavo, questo è un modo bellissimo per spronarli a scrivere di più, a leggere, a disegnare meglio e credere nel proprio valore, poiché quando gli alunni vedono pubblicato un loro disegno o uno scritto, per loro, che sono ancora così piccoli, questo ha un significato enorme. Si sentono importanti, riconosciuti, valorizzati. L’”Arcobaleno”, come ha sottolineato, non è solo una rivista, ma è un modo per dare voce e visibilità al lavoro degli alunni ed è bello che questa iniziativa di concorso mensile continui pure nel 2026.
L’esperienza di Gaia è il riflesso di quanto sia importante, fin da piccoli, sentirsi incoraggiati, riconosciuti e valorizzati. La pubblicazione del suo disegno e il premio ricevuto rappresentano un segno concreto di come la scuola, la rivista “Arcobaleno” e le figure educative sappiano creare insieme un ambiente in cui talento, fantasia e impegno trovano spazio per crescere. Iniziative come questa accendono nei bambini la fiducia in sé stessi e il desiderio di esprimersi, lasciando in ognuno di loro la certezza che ogni colore, ogni parola e ogni sogno hanno il diritto di essere visti e ascoltati.
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