Bruciare rifiuti a Fianona 1: bisogna parlarne con l’HEP

Coordinamento. Gli esponenti delle autonomie locali dell’Albonese concordi sul fatto di far tornare l’Ente elettroenergetico sui suoi passi

I partecipanti alla riunione svoltasi ieri

I sindaci dell’Albonese intendono convocare una riunione urgente con i rappresentanti del Consiglio d’Amministrazione dell’Ente elettroenergetico “Hrvatska elektroprivreda” (HEP) per discutere dell’intenzione di quest’ultima di trasformare la centrale termoelettrica a carbone Fianona 1 a Porto Fianona in un impianto per l’incenerimento dei rifiuti. È quanto reso noto ieri dopo la seconda riunione di coordinamento degli esponenti delle autonomie locali nell’Albonese, tenutasi nel palazzo municipale di Albona.

 

Hanno presenziato alla riunione, oltre al sindaco albonese Valter Glavičić, pure Glorija Paliska, Irene Franković e Dean Močinić, rispettivamente sindaci di Arsia, Santa Domenica e Pedena, mentre a nome del Comune di Chersano e del sindaco Roman Carić ha partecipato all’appuntamento Lucijan Mrzlić, presidente del Consiglio comunale di Chersano. A parlare del nuovo progetto dell’HEP durante una seduta del Consiglio cittadino tenutasi all’inizio di agosto era stato il sindaco di Albona Valter Glavičić (DDI) rispondendo alle domande del consigliere Mladen Bastijanić (Democratici), il quale aveva chiesto al sindaco di esprimersi riguardo al progetto dell’HEP. Glavičić aveva risposto di essere contrario all’iniziativa, per la quale l’HEP in quei giorni aveva già ottenuto il via libera dalle istituzioni nazionali competenti. Il sindaco si era detto disposto a fare quanto necessario affinchè il progetto non venga realizzato, sperando che pure i suoi colleghi delle altre autonomie locali dell’Albonese si sarebbero detti contrari a una simile struttura a Porto Fianona, dove ora è attiva la più giovane delle due centrali termoelettriche a carbone, ovvero la Fianona 2. Fianona 1 è inattiva dal maggio 2017, quando nell’impianto era scoppiato un incendio. Oggi lo stabilimento non soddisfa più i criteri definiti a livello dell’Unione europea per continuare con la produzione dell’energia elettrica.

Durante la riunione si è discusso pure del Fondo per la transizione equa, presentato nell’occasione da Patrizia Bosich e Igor Jurčić, a nome del Coordinatore della Regione istriana per i programmi e i fondi dell’Unione europea. Si tratta di uno degli strumenti chiave dell’Ue con cui si vuole aiutare le regioni nel processo di transizione verso la neutralità climatica entro il 2050. I suoi obiettivi sono alleviare le conseguenze della transizione sostenendo la diversificazione e l’ammodernamento dell’economia locale, come pure diminuire l’impatto negativo sull’occupazione. Con i mezzi del Fondo per una transizione equa saranno sostenute le iniziative della connettività digitale e quelle legate alle tecnologie delle energie pulite, alla riduzione delle emissioni, alla rigenerazione degli impianti industriali, all’abilitazione dei lavoratori a nuove professioni e alla prestazione del supporto tecnico.

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