Consegnati nei giorni scorsi gli Accordi di collaborazione tra la Regione istriana e le Città di Pola, Dignano, Buie, Parenzo, Rovigno e Umago. Con la firma di questi accordi è stato confermato l’interesse reciproco nella promozione del bilinguismo e nella tutela della lingua italiana nel territorio della Regione. Alla consegna hanno partecipato la vicepresidente della Regione istriana in quota Comunità nazionale italiana Jessica Acquavita, l’assessora alla Comunità nazionale italiana autoctona, alle Minoranze nazionali e ai Giovani Tea Batel nonché i vicesindaci in quota CNI Bruno Cergnul (Pola), Diriana Delcaro Hrelja (Dignano), Corrado Dussich (Buie), Ugo Musizza (Parenzo) e Floriana Bassanese Radin (Umago).
“Con quest’atto di consegna confermiamo una volta di più che la promozione del bilinguismo e la tutela della lingua italiana sono d’interesse comune. La Regione istriana presta grande attenzione e destina ingenti risorse finanziarie alle esigenze della Comunità nazionale italiana autoctona e implementiamo attivamente progetti e iniziative volti a preservare il bilinguismo”, ha sottolineato Jessica Acquavita, esprimendo la sua soddisfazione nel presentare gli Accordi di collaborazione e ringraziando i rappresentanti delle Città a Statuto bilingue per l’impegno profuso nel preservare e promuovere la comunità italiana nel loro territorio.
Standardizzare la terminologia
Durante l’incontro è stato rilevato che la traduzione dal croato all’italiano e dall’italiano al croato è un fattore importante per garantire la comunicazione bilingue nelle unità di autogoverno locale e regionale in penisola, che la terminologia amministrativa e giuridica italiana utilizzata nella Regione istriana non è standardizzata e che la sua standardizzazione è fondamentale per il bilinguismo, la qualità della lingua italiana e la certezza del diritto, e che la standardizzazione della terminologia si basa sulla ricerca di soluzioni adeguate come risultato dello studio professionale della terminologia amministrativa e giuridica consolidata in croato e italiano. La Regione istriana e le Città a Statuto bilingue hanno affidato lo studio professionale della terminologia amministrativa e giuridica consolidata in croato e italiano al Gruppo di lavoro della Regione per la standardizzazione della terminologia in italiano, nel quale hanno nominato i propri rappresentanti: i traduttori. Inoltre, in base agli accordi firmati, le Città cofinanzieranno le licenze di Trados Studio Professional 2024 per l’uso condiviso del programma di traduzione assistita SDL Trados, ovvero l’uso di un database condiviso con traduzioni, per un importo complessivo di 13.500 euro.
Tea Batel ha rilevato che Regione istriana, tramite l’assessorato di cui è a capo procurerà le licenze, le installerà sui personal computer dei traduttori, garantirà l’uso simultaneo di gruppo del database, fornirà la formazione ai traduttori sull’uso del programma, manterrà la funzionalità del server e del programma di archiviazione dati e modificherà il database.
Attività e investimenti
“Con l’obiettivo di coltivare e tutelare il bilinguismo in Istria, come definito anche dallo Statuto della Regione istriana, vengono svolte una serie di attività, come ad esempio i laboratori di lingua italiana per bambini in età prescolare, i corsi di formazione per insegnanti e professori di lingua italiana, una rassegna settimanale di notizie in lingua italiana sulle TV e radio locali… per le quali sono stati stanziati oltre 180mila euro”, ha affermato Tea Batel, ricordando gli investimenti della Regione istriana in importanti progetti nel campo dell’istruzione, ovvero la ristrutturazione della sede della Scuola media superiore italiana “Leonardo da Vinci” di Buie e la costruzione in atto della sede della Scuola elementare italiana di Cittanova.
Accanto a ciò la Regione istriana sostiene finanziariamente progetti e programmi culturali e artistici delle associazioni delle minoranze nazionali e di altre organizzazioni senza scopo di lucro della penisola, per i quali nel Bilancio di quest’anno sono stati stanziati 145.740 euro, di cui 32.600 sono destinati al lavoro dei Consigli e dei rappresentanti delle minoranze nazionali.
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