Aziende istriane: 2020 magro, 2021 incerto

Prima e ultima pagina del libro delle quotazioni delle aziende istriane. Per tutte è stata flessione

Se n’è andato. Il 2020 è cosa passata, anche se i suoi effetti si faranno sentire ancora, ma almeno si spera che quest’anno appena iniziato non morderà ferocemente come il calendario che l’ha preceduto. Ognuno tira le somme di quello che è riuscito a fare o a non fare; chissà com’è andata alle aziende della penisola? Buttiamo l’occhio sui titoli quotati in Borsa per vedere un po’ se l’anno ha tolto il respiro.
La turistica Arena Hospitality Group, che altro non è se l’Arenaturist di… lontana memoria avrà avuto di che lamentarsi all’inizio della stagione turistica per le incertezze che il mercato ha regalato. Poi è stata comunque una fetta di turistico pane. Ne ha risentito il portafogli? Così così, I titoli che all’inizio del 2020 erano quotati a 372 kune, hanno chiuso l’anno a 338. Un leggero calo c’è stato, quindi, ma bisognava metterlo in conto.

In flessione anche i titoli della Valamar Riviera, a sua volta legata al turismo: a inizio anno le azioni erano quotate a 38,20 e si è chiuso a 29,60. Leggero tuffo anche per la Maistra, i cui titoli sono scesi da 302 kune di inizio anno a 274 di chiusura.

Un anno senza storia, verrebbe da pensare, leggendo le quotazioni dei titoli dell’Alpha Adriatic (ex Uljanik Plovidba), rimasta a… navigare sulle 32 kune. Chi ha seguito l’andamento in Borsa ricorderà certo la gloria finanziaria della Plovidba. Per l’Alpha Adriatic il 2020 è stato l’anno dell’avvio del procedimento prefallimentare. Purtroppo l’armatoriale si è trovata. negli ultimi anni, a navigare in acque costantemente burrascose.

La manovra prefallimentare avviata a fine anno interessa un valore di 634 milioni di kune. Il Ministero delle Finanze, la Banca nazionale per il rinnovo e lo sviluppo e lo stabilimento navalmeccanico 3.Maj di Fiume, che sono il creditore di riferimento, hanno dimezzato il credito nei confronti dell’armatoriale. Il debito senior verrà saldato a rate, in quattro anni, con moratoria di un anno. Le banche hanno dato un taglio del 55 p.c. dei complessivi 162 milioni di kune per i quali l’AA era esposta nei loro confronti. L’IKB è scesa da 2.017 kune di inizio anno a 1.460 di fine anno. certo, gli effetti della pandemia si sono fatti ben sentire anche nel settore finanziario. Ricorderemo che su disposizione della Banca nazionale i guadagni degli istituti finanziari non erano diventati dividendi per la necessità di mantenere la stabilità finanziaria in momenti incerti.

Quanto “valgono” i numeri di quest’anno? Scusate, dell’anno scorso. Beh, valgono quello che valgono. E il beneficio d’inventario è ampio. La situazione era di emergenza ed è servito restare a galla. Per riprendersi appena possibile. Nell’anno in corso? Ci piacerebbe essere un tantino ottimisti, ma, scottati dal 2020, preferiamo mantenere un basso profilo in quanto a proiezioni per il 2021.

Quello che salta agli occhi è altro, ma già lo si sa: la preponderanza del settore turistico nel tessuto economico peninsulare. Certo, non tutti i soggetti devono per forza essere quotati in Borsa. In effetti manca il “reale” produttivo: via Scoglio Olivi, la linea del grafico si è fatta piatta anche per l’Istra e la Brionka. Ma il discorso sarebbe lungo e forse poco adatto a questo periodo fatto di un pizzico di speranza.

Oggi la Borsa riapre. Tutto considerato non ci dovrebbero essere scossoni. Si apre tra l’incertezza e la speranza. Come sarà il 2021? Il turismo avrà modo di allargare un po’ le ali? quanto peserà, finanziariamente, la pandemia? Il settore economico avrà spazi per risollevarsi almeno un po’? Troppe domande, troppe incognite. Si vedrà. Come dire, day by day.

Facebook Commenti