Avvicinarsi al rispetto dell’altro e verso il prossimo

Nel cimitero di Santa Domenica omaggio alla tomba di Norma Cossetto, simbolo di una tragedia che ha segnato la storia istriana

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Avvicinarsi al rispetto dell’altro e verso il prossimo
I partecipanti alla cerimonia a S. Domenica. Foto: Denis Visintin

In un incontro simbolico, sono state commemorate a Santa Domenica le vittime del secondo dopoguerra in Istria, in una terra profondamente segnata dalle politiche di contrapposizione nazionale, da nazionalismi e totalitarismi e dalle vicende del secondo dopoguerra, di cui Norma Cossetto qui è stata la vittima più illustre, assieme al padre, ma anche a Mario Bravar che, assieme ad altri era stato ucciso nel 1952 ad Albaro Vescova’ (Scoffie), mentre tentava di scappare oltre confine.

Il Giorno del Ricordo a Santa Domenica, nonostante la giornata uggiosa, si è svolto in un’atmosfera di profonda riflessione e rispetto, in memoria di tutte le vittime del secondo dopoguerra e dei regimi totalitari del XX secolo. La cerimonia, tenutasi presso il cimitero della località, ha avuto particolare rilievo nel commemorare Norma Cossetto e la sua famiglia, dinanzi alla loro sepoltura, simboli di una tragedia che ha segnato la storia istriana.

Inaugurando la cerimonia, Ennio Forlani, presidente del Consiglio regionale della minoranza italiana autoctona, ha invitato a ricordare la memoria di tutte le vittime e degli esodati, ricordando i momenti bui in cui molti italiani e croati furono costretti a fuggire o scomparvero misteriosamente, invitando a non dimenticare questo passato, affinché simili atrocità non possano mai più ripetersi. Mauro Graziani, presidente del Consiglio per la minoranza italiana della Regione litoraneo-montana, ha invitato a superare la cultura del non rispetto e ad avvicinarsi al rispetto dell’altro e verso il prossimo.

Per Renzo Codarin, presidente della Federazione degli esuli giuliano-dalmati, Norma Cossetto è un’icona, un’esempio di quanto successo nel secondo dopoguerra in Istria. L’esodo, per Maurizio Tremul, presidente dell’Unione Italiana, ha radicalmente cambiato la struttura demografica istriana del secondo dopoguerra e di una penisola profondamente scossa dai naziionalismi e dagli scontri nazionali, esortando a proseguire sul cammino del ricordo comune, iniziato nel 2012, riconoscendo le sofferenze di tutti e la necessità di unire le memorie per costruire un futuro migliore. Il viceconsole del Consolato generale d’Italia a Fiume Gianluca Di Felice ha ricordato trattarsi questo d’un modo per far conoscere in Italia le vicende del secondo dopoguerra istriano. (dv)

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