Amore per il teatro e cura per le radici

Alla CI di Verteneglio è andato in scena lo spettacolo teatrale «El mondo xe tondo… (e tutti piscia par i cantoni)» della compagnia veneta «Piccolo borgo antico»

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Amore per il teatro e cura per le radici
Gli attori al completo. Foto: CI VERTENEGLIO

Nel cuore delle comunità locali, lontano dai riflettori dei grandi palcoscenici, ci sono realtà teatrali che custodiscono e tramandano memorie, tradizioni e identità culturali. Una di queste è la compagnia “Piccolo Borgo Antico”, nata nel 2003 con un intento preciso: dare voce a storie vere, radicate nel vissuto rurale del Veneto.

Le loro opere non sono semplici commedie, ma autentiche testimonianze di vita. Attraverso sei testi originali firmati da Lorenzo Morao, la compagnia ha saputo portare sul palco vicende realmente accadute, intrecciando personaggi riconoscibili, con una loro identità e umanità, lontani da caricature e stereotipi. A rendere tutto ancora più vivo è l’uso del dialetto trevigiano, frutto di una ricerca linguistica accurata, che diventa strumento di autenticità e di immediata connessione con il pubblico.
La compagnia “Piccolo borgo antico” ha fatto così tappa presso la Comunità degli Italiani di Verteneglio, dove i connazionali hanno potuto godersi una serata all’insegna delle risate, ma al contempo della riflessione. Storie e culture che si incontrano veicolate dal dialetto della medesima matrice veneta in grado di unire lì dove sono stati edificati confini.
Per l’occasione è stata messa in scena “El mondo xe tondo… (e tutti piscia par i cantoni)”, un’esilarante commedia che ha entusiasmato il pubblico coinvolgendolo in un crescendo di risate. Il pezzo scritto e diretto da Lorenzo Morao ridà vita al mondo contadino di cinquant’anni fa. La narrazione è intrisa di quei tratti di semplicità e di ingenuità tipici di una vita circoscritta ai campi, alla chiesa e all’osteria. Perché proprio nell’osteria del paese è ambientata tutta la commedia, in una domenica d’inverno dei primi anni ‘50, dove si ritrovano abitualmente figure tipiche e caratteristiche del tempo con le loro piccole storie, vissute in allegria, ma anche con la dignità e con l’autenticità di chi sa dare un senso alle cose (e alla vita). L’intento è quello di rievocare assieme quelle memorie che sono custodite più di quanto si creda nel cuore della gente.

Un tuffo nella vita contadina del passato.
Foto: CI VERTENEGLIO

Un bene condiviso
La forza di queste piccole compagnie sta proprio nella loro capacità di trasformare il teatro in un bene condiviso. “Piccolo Borgo Antico” non si limita a mettere in scena spettacoli: promuove cultura, memoria e solidarietà. Dalla ricerca storica sulla Grande Guerra, confluita nel volume “Tenpo de guera” e nella commedia “Se no jera par l’acqua del Piave e par el Raboso dele Grave”, alle attività gratuite con le scuole e con la Caritas, ogni iniziativa diventa un ponte tra passato e presente, tra palco e comunità.
Il loro impegno va oltre la rappresentazione artistica: la compagnia ha persino riadattato spazi non teatrali, come la sala parrocchiale “Don Bordignon” di Castelfranco Veneto, trasformandoli in luoghi di incontro culturale. Tutto questo è possibile grazie alla generosità dei suoi membri, che dedicano tempo ed energie non solo alle prove, ma anche al montaggio delle scenografie, alla scrittura dei testi e alla promozione degli spettacoli.
Il sostegno del pubblico, sempre caloroso, e la collaborazione con associazioni di volontariato e istituzioni locali confermano quanto queste realtà siano radicate e apprezzate. Anche la Regione Veneto ha riconosciuto il valore del loro lavoro, sostenendo progetti che uniscono memoria storica e creazione teatrale.
Le piccole compagnie come “Piccolo Borgo Antico” ricordano a tutti noi che il teatro non è soltanto intrattenimento, ma è pure uno strumento di coesione, riflessione e identità. Nelle mani di questi attori, il palcoscenico diventa uno specchio fedele della vita quotidiana, un luogo dove le storie di ieri illuminano il presente e aprono spiragli sul futuro.

Una delle scene della rappresentazione.
Foto: CI VERTENEGLIO

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