Alla Rossignola un uliveto tutto suo

È stato inaugurato ieri nella baia di San Martino un sito dimostrativo dedicato a questa specie autoctona

Željko Barac e Loris Peršurić

Nella baia di San Martino, o meglio nei pressi di una delle spiagge più amate dai parentini, è stato impiantato l’uliveto dimostrativo dedicato alla Rossignola di Parenzo, fortemente voluto dall’Associazione “Agro Poreč” e realizzato con il sostegno delle istituzioni competenti. Sono intervenuti nell’occasione il sindaco di Parenzo Loris Peršurić, il segretario dell’“Agro Poreč” Željko Barac e Danijela Poljuha, dell’Istituto per l’agricoltura e il turismo di Parenzo.

 

Nell’introdurre l’incontro, Barac ha ringraziato la municipalità, che ha favorito l’impianto di quest’uliveto, il sindaco Peršurić e il suo predecessore Edi Štifanić, la Regione istriana e tutti quelli che hanno contribuito finora al recupero della Rossignola di Parenzo, una specie d’antica presenza e resistente a molte malattie fungine, descritta da Carlo Hugues nella sua “Elaiografia istriana”. Da due alberi si sono ricavate 800 piantine diffuse in 12 impianti. Per proseguire, era necessario realizzare quest’uliveto. Da questo e dagli impianti privati si selezioneranno i tipi da cui si ricaveranno gli innesti migliori.
Danijela Poljuha si è soffermata sulla parte scientifica dell’iniziativa, avviata con la consapevolezza di avere tra le mani qualcosa di valore che andava tutelato e indagato ancora più a fondo, conoscendo le potenzialità delle specie autoctone. La realizzazione di quest’impianto è uno dei primi risultati concreti, frutto d’un modello operativo in cui “la scienza è uscita dal laboratorio”, indicando come operare per un futuro economico migliore. “Siamo partiti dalle conoscenze di Carlo Hugues e dalle metodologie d’indagine contemporanee per definire l’appartenenza della specie. Inizialmente, si erano indagati i dintorni di Parenzo e Torre, individuando 48 olivi, seguiti per due anni, descrivendoli e analizzandone le molecole, individuando, con la collaborazione di alcuni colleghi italiani, diversi tipi di Rossignola. Inizialmente, l’indagine era di tipo privato: con l’entrata in scena dell’Istituto parentino si sono rese possibili le indagini di laboratorio e l’esame del DNA, il che ha ribadito i risultati precedenti e favorito la comparazione con gli altri tipi genetici, portando alla constatazione che non esiste al mondo un tipo di Rossignola uguale all’altro”, ha detto la Poljuha. A suo avviso, la Rossignola è ricca di vitamina E e ha, quindi, un potenziale sanitario. È difficile dire che la Rossignola odierna sia quella descritta da Hugues, ma è certo che si tratta di una pianta di valore e di un potenziale significativo. L’Istituto parentino è l’unico in Croazia capace di effettuare le indagini del DNA degli ulivi e di definirne le tipologie.
Loris Peršurić ha espresso soddisfazione per i risultati conseguiti nel progetto di recupero della Rossignola di Parenzo, ribadendo l’impegno municipale di continuare a investire nella valorizzazione di San Martino quale oasi verde. L’uliveto è stato dotato pure di un sistema di videosorveglianza. La Rossignola è coltivata, oltre che a Torre e a Parenzo, anche a Orsera, Rovigno, Valle e Dignano. Le drupe crescono a grappoli e l’olio ha un aroma piccante e moderatamente amaro. L’albero è di medio vigore, con ramoscelli assurgenti e le foglie di forma lanceolata. Il frutto è di dimensione media, ha una forma ellittica e un colore rosso vino.

L’uliveto di San Martino

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