Alessandro Drušković: «Lavorare per il bene comune»

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Alessandro Drušković: «Lavorare per il bene comune»
Alessandro Drušković. Foto: IVOR HRELJANOVIĆ

Da sempre attivo presso il sodalizio di Verteneglio e nella vita comunitaria, Alessandro Drušković si candida alle elezioni del 5 ottobre come rappresentante della minoranza nazionale italiana nel Consiglio comunale di Verteneglio.

“Frequentavo la scuola elementare quando il professor Giuseppe Colle attirò moltissimi giovani, tra cui me, nella locale Comunità degli Italiani, di cui all’epoca era presidente. Oltre a lui ho avuto insegnanti come Alida Devescovi, Fiorenza Sissot, Dolores Barnaba, che hanno rafforzato la mia appartenenza alla CNI – spiega Drušković –. Assieme ai miei amici sono cresciuto a Verteneglio, partecipando e organizzando attività sportive e sociali per i giovani. Stavamo assieme e facevamo gruppo. A quel tempo il sodalizio possedeva solo un ufficio, poi con il tempo si è trovato l’edificio adatto che è stato ristrutturato e trasformato nell’attuale sede della Comunità degli Italiani. Sono stato presidente della Gioventù locale e ho gestito il settore giovani del sodalizio, attraverso il quale sono passati molti ragazzi – ricorda il connazionale –. Negli anni ‘80 ci fu il boom delle manifestazioni e degli incontri sportivi giovanili dei connazionali, era un modo per conoscerci e creare nuove amicizie”.

Intensificare i rapporti con l’estero
Alessandro Drušković non ha avuto esperienze solo locali, ma anche a livello regionale. “Ho fatto parte del Consiglio regionale, sono stato scelto per intensificare i rapporti con l’estero, in particolare con l’Italia e con gli esuli – spiega –. Con il passare del tempo le cose sono cambiate, oggi i nostri connazionali sono divisi da fazioni interne. Non bisognava permettere alla politica di entrare nella CNI;invece purtroppo penso che sia successo proprio questo”.
Il candidato ha già fatto parte del Consiglio municipale: “Non sono interessato alla politica nazionale o regionale, mi preoccupo di quella locale – sostiene Drušković –. Come consigliere comunale hai la possibilità di conoscere le persone, ascoltare le loro esigenze, avvicinarti a loro per risolvere problemi veri. Sono consapevole che non si possa realizzare tutto, ma è necessario tenere in considerazione le varie proposte e agire per il bene comune”.
In questo senso è fondamentale avere presente quali siano le sfide che il presente porta con sé, molte delle quali diverse da quelle del passato. “Dobbiamo renderci conto che i cambiamenti climatici sono una realtà con la quale confrontarci. Piuttosto che prestare tanta attenzione alla vendita dei terreni, dovremmo rivolgere l’interesse alla loro sistemazione – dichiara il candidato –. Bisogna pensare alla pulizia dei canali di scolo e all’edilizia incontrollata che, non solo deturpa la bellezza del paesaggio, ma crea anche problemi al deflusso delle acque piovane”. Esempi concreti, che non toccano solo gli interessi degli italiani presenti nel territorio, ma riguardano tutta la cittadinanza. “Bisogna essere più vicini alla gente, mantenendosi fuori dalla politica, discutendo di cose utili alla comunità locale – continua –. Spesso si sentono solo critiche e lamentele; a volte sono giuste, ma non sono sufficienti. Voglio proporre soluzioni e sono aperto alla discussione nell’ottica di trovare modi efficaci per far fronte alle varie problematiche”.

Comunicazione efficace tra compaesani
Una questione importante, secondo Drušković, è la mancanza di interesse da parte della comunità nei confronti dei problemi sociali. “Manca una comunicazione efficace con e tra i compaesani, ci sono sempre meno giovani disposti a includersi nella vita politica – spiega –. La minoranza italiana sta vivendo un periodo di crisi, sempre meno persone vanno a votare e ancora meno sono quelle che esprimono la propria preferenza per i candidati connazionali. Ciò è dovuto anche al fatto che alle elezioni si può scegliere di votare o per la maggioranza o per la minoranza. Offrendo la possibilità del doppio voto, l’afflusso ai seggi minoritari aumenterebbe”.
In quest’ottica il parallelo con il passato è inevitabile e offre uno spunto di riflessione su cui lavorare. “L’Italia ci ha un po’ abbandonati. Una volta eravamo più importanti: negli anni ‘80 eravamo più apprezzati, c’era l’interesse di avviare un dialogo con l’allora Jugoslavia anche attraverso la minoranza italiana – dichiara Alessandro Drušković –. Nel passato si è lavorato molto per il mantenimento del bilinguismo in questi territorio, senza quell’impegno ora non so se qui su parlerebbe l’italiano. Ci sono stati molti incentivi per i nostri contadini connazionali, che hanno avuto la possibilità di aprire le loro cantine vinicole e seguire aggiornamenti sull’agricoltura direttamente in Italia. Questa però è stata una lama a doppio taglio: oggi produttori affermati continuano a riceve finanziamenti, mentre ai giovani manca il capitale iniziale per avviare la propria attività. Sono cose su cui ragionare”.
Il candidato ci lascia con un’ultima considerazione: “Ho paura che voteranno poche persone e chi vincerà lo farà per una manciata di voti – dice –. Lorena Lubiana Bellé è una persona positiva, che ha a cuore le sorti dell’italianità e se dovesse vincere lei saremmo comunque in buone mani”.

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