Sono due i progetti con cui il Museo popolare di Albona e l’Università popolare aperta, nell’ambito della quale opera la prima istituzione, hanno voluto celebrare quest’anno ben tre anniversari importanti per Albona, città natale dell’illustre riformatore protestante Mattia Flacio Illirico (1520-1575), uno degli umanisti europei più importanti. Le ricorrenze sono il 505° anniversario della nascita di Flacio, il 450° della sua morte, avvenuta a Francoforte sul Meno, come pure il 50° anniversario dell’allestimento della Raccolta memoriale di Mattia Flacio negli ambienti di Palazzo Francovich, mentre le iniziative sono la pubblicazione del Catalogo della Raccolta Flacius, una delle nove raccolte del museo albonese, e l’ammodernamento della Raccolta memoriale, gestita dal Museo.
I due progetti sono stati presentati nei giorni scorsi nell’ambito di un incontro tenutosi nella Raccolta memoriale di Mattia Flacio, la cui inaugurazione risale al 21 dicembre del 1975. A parlare delle iniziative sono stati gli autori, Olja Višković e Deni Vlačić, curatori del Museo popolare di Albona, diretto dalla Višković, e Renata Kiršić Veselica, direttrice dell’Upa, mentre a intervenire a nome della Città di Albona, fondatrice delle due istituzioni, è stato l’assessore cittadino agli Affari sociali, Borjan Batagelj. Quest’ultimo ha voluto ringraziare il Museo e l’Upa del lavoro svolto, lodando l’esito degli sforzi investiti (anche) quest’anno al fine di rendere il contenuto e l’attività del Museo conformi agli standard internazionali e maggiormente accessibili al pubblico e agli esperti del settore.
Per le generazioni future
Ed è stato anche questo uno degli obiettivi principali della pubblicazione del Catalogo della Raccolta Flacius, che è bilingue, con testi in croato e in inglese. Contiene informazioni riguardanti i 12 volumi che ne fanno parte, tra cui 11 risalirebbero al XVI secolo, mentre un libro è della prima metà del XIX secolo ed è scritto in tedesco, come un altro dei volumi. Gli altri 10 sono in latino. Tra le opere, “Catalogus Testium Veritatis” (Catalogo dei testimoni della verità), “Clavis Scripturae Sacrae” (Chiave della Scrittura Sacra), come pure vari volumi di un altro tra i più importanti lavori di Flacio, significativi per l’Europa protestante del XVI secolo, “Ecclesiastica Historia” o “Centurie di Magdeburgo”.
Come sottolineato dalla dirigente Višković, sono tutti lavori di valore eccezionale, raccolti dal Museo a partire dal 1985, tramite donazioni e acquisti in collaborazione con collezionisti e antiquariati di varie parti d’Europa, da Zagabria e Lubiana fino ai centri europei più importanti, quale Londra. “Il fatto che una parte dei materiali sia giunto come donazione è un’ulteriore conferma del riconoscimento e dell’importanza dei nostri sforzi investiti con lo scopo di far sì che l’opera di Flacio rimanga disponibile ai ricercatori, ai cittadini e ai visitatori. La rarità delle copie conservate, il loro valore scientifico e culturale e le origini albonesi di Mattia Flacio Illirico rendono la Raccolta Flacius molto significativa nel contesto croato e in quello europeo”, ha sottolineato la Višković, spiegando il valore della Raccolta, che, rispetto alle altre del fondo del Museo, è meno grande, spiegando in seguito che con la pubblicazione del Catalogo non solo si è contribuito a una maggiore visibilità e accessibilità della Raccolta e dell’eccezionale patrimonio, anche per le generazioni future, ma si è voluto aumentare la consapevolezza riguardo alla sua salvaguardia e sottolineare l’importanza di continuare con gli investimenti nell’ampliamento della Raccolta, aggiungendo altri volumi.
Essendo il Catalogo anche in inglese, il materiale del Museo popolare di Albona è ora più accessibile anche agli esperti dall’estero, “visto che a dimostrare l’interesse più grande per Mattia Flacio sono i visitatori provenienti dai Paesi prevalentemente protestanti”.
“Siamo orgogliosi di aver pubblicato il nostro primo catalogo e felici che la nostra ricerca durata vari mesi abbia portato a questo risultato, ma anche per il fatto di poter presentarvi stasera questa pubblicazione”, ha affermato Deni Vlačić, il quale ha voluto specificare, tra l’altro, che nel Catalogo le fotografie di ogni opera sono accompagnate dalle informazioni riguardo al titolo del volume, al luogo in cui questo fu stampato/pubblicato, ai responsabili per la stampa e all’anno di pubblicazione, come pure al materiale e alla tecnica impiegati per la realizzazione del libro, assieme alle dimensioni del volume e a una breve descrizione del contenuto del libro.
Collaboratori e sostenitori
Nel corso della stessa serata è stato presentato pure l’esito del progetto di ammodernamento della Raccolta memoriale di Mattia Flacio, che ha compreso l’installazione di nuovi pannelli e leggende, che ora sono bilingui e moderni, realizzati conformemente agli standard museologici. Molto soddisfatta del risultato si è detta pure Renata Kiršić Veselica, la quale, assieme a Olja Višković e Deni Vlačić, ha voluto ringraziare tutti i collaboratori al progetto. Oltre ai due autori, hanno contribuito pure Ana Tavić, alla quale si deve il design del Catalogo, come pure quello dei pannelli e delle didascalie; Mateo Gobo ha realizzato le fotografie, Nadia Bužleta, direttrice della Biblioteca civica di Pola, ha recensito il Catalogo, Nina Savić ha tradotto i testi in inglese e Slavica Maršić ha corretto il contenuto testuale croato. A stampare il Catalogo è stata la tipografia “Grafika Režanci”, la ditta “Copybox Labin” ha stampato le leggende e i pannelli, che sono stati installati da Petar Belušić, addetto ai lavori di manutenzione del Museo popolare di Albona.
Entrambi i progetti sono stati realizzati con il sostegno del Ministero della Cultura e dei Media della Repubblica di Croazia e della Regione istriana. Alla serata ha partecipato il professor Tullio Vorano, già dirigente del Museo e uno degli autori della Raccolta memoriale, assieme a Matko Rojnić, Šime Jurić, Eugen Kokot, Nino Vranić, Josip Diminić, Giulio Rocco e Krešimir Palameta.

Foto Tanja Škopac
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