A Venezia si è compiuto nei giorni scorsi un passo decisivo per il progetto transfrontaliero denominato “Memory escape”, iniziativa che vede la Città di Albona nel prestigioso ruolo di capofila. Una delegazione dell’amministrazione cittadina istriana ha partecipato, presso la sede dell’Autorità di Gestione del programma Interreg VI-A Italia-Croazia 2021-2027, a un importante incontro finalizzato a definire i binari operativi, finanziari e comunicativi di una sfida ambiziosa: trasformare il cosiddetto “patrimonio dissonante” in un’opportunità educativa e turistica attraverso l’uso delle nuove tecnologie.
I giovani e il territorio
Il cuore pulsante del progetto risiede nello sviluppo di un’esperienza di escape room in formato “phygital”, un innovativo connubio tra elementi fisici e strumenti digitali. Attraverso la tecnica della gamification, i giovani avranno la possibilità di confrontarsi con i temi della memoria collettiva e dell’urbanistica del Novecento in modo interattivo e coinvolgente. L’obiettivo dell’iniziativa non è esclusivamente didattico, ma mira a diversificare l’offerta turistica regionale, rendendola attiva durante tutto l’anno e stimolando l’interesse delle nuove generazioni verso la valorizzazione dell’eredità storica locale.
L’operazione vanta un valore economico complessivo di 311.508 euro, di cui circa 88mila sono destinati direttamente al Bilancio della Città di Albona, con un finanziamento dell’80 per cento garantito dal Fondo europeo di sviluppo regionale. In questa complessa rete europea di interpretazione storica, Albona opera al fianco di partner di rilievo come il Comune di Bertinoro, l’associazione “Atrium” (Architecture of Totalitarian Regimes in Europe’s Urban Memory (Architettura dei regimi totalitari del XX secolo nella memoria urbana europea)) e l’organizzazione “Kalimera”, posizionandosi strategicamente all’interno di un network internazionale dedicato alla valorizzazione del patrimonio del XX secolo.
I «Game Master»
Il ruolo di Albona, la cui architettura del periodo fascista fa parte della Rotta culturale “Atrium” sin dalla certificazione dello stesso itinerario da parte del Consiglio d’Europa nel 2014, non si limiterà al solo coordinamento burocratico e amministrativo, ma avrà un impatto diretto sul territorio attraverso l’organizzazione di workshop specifici. In queste occasioni, giovani ed esperti collaboreranno per co-creare i contenuti e gli scenari della futura escape room. Una delle novità più significative riguarda inoltre la formazione professionale: alcuni giovani albonesi saranno formati per ricoprire il ruolo di “Game Master”, ovvero conduttori del gioco, acquisendo competenze specifiche che garantiranno la sostenibilità e la gestione a lungo termine dei risultati del progetto. Grazie a questa iniziativa, Albona si conferma un laboratorio europeo all’avanguardia, capace di trasformare il peso della storia in un motore di sviluppo moderno, inclusivo e proiettato al futuro.
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