Albona. Il «Pjerina Verbanac» riparte con 77 bambini

Rientra in sede appena il 15% dei fruitori. Rimane chiuso per ora il gruppo «Olive», con il programma in lingua italiana

La sede dell’asilo “Pjerina Verbanac”

Meno bambini, meno dipendenti. Il coronavirus e le misure restrittive introdotte a causa dell’emergenza sanitaria ancora in corso hanno portato a diversi cambiamenti anche nel caso dell’istituzione prescolastica “Pjerina Verbanac”. Dopo un rinvio di sette giorni, giustificato con il desiderio di rendere il lavoro e gli spazi quanto più adatti, dal punto di vista igienico ed epidemiologico, all’accoglienza dei bambini i cui genitori non hanno altra scelta che mandare i figli all’asilo, l’istituzione prescolastica pubblica “Pjerina Verbanac” riaprirà lunedì 18 maggio. Fino al 1.mo giugno saranno attive soltanto quattro di un totale di sette sezioni. E meno sezioni significa, purtroppo, anche licenziamenti.
Niente lavoro per 18 dipendenti
Secondo quanto ci ha confermato Ivana Škopac, direttrice del “Pjerina Verbanac”, fino al 1.mo giugno rimarranno chiuse le sezioni a Porto Albona, nella Cittavecchia, dove opera pure il gruppo “Olive”, con il programma d’insegnamento in lingua italiana, e la sezione di Vines. Senza lavoro sono rimaste 18 persone, tra le quali 11 educatrici con un contratto di lavoro che sarebbe scaduto il 31 agosto, ovvero alla fine dell’anno pedagogico, altre 2 educatrici con un contratto in scadenza in questi giorni, 3 assistenti per i bambini con disabilità e 2 dipendenti del personale tecnico.
“A causa della crisi provocata dalla pandemia e in accordo con le misure restrittive, siamo stati costretti ad approvare la Delibera sulla chiusura temporanea dell’asilo. Nel momento in cui abbiamo avuto i risultati del questionario che i genitori sono stati invitati a compilare per esprimersi riguardo alla ripartenza, ci siamo resi conto che dopo la riapertura dell’asilo il numero di bambini iscritti avrebbe subito una riduzione drastica. Di conseguenza, dovevamo prevedere meno sezioni, ma anche un numero inferiore di educatori”, ha spiegato la Škopac, confermando che lunedì torneranno a frequentare il programma del “Pjerina Verbanac” 77 bambini, che saranno divisi in 11 gruppi, rispetto a un totale di 493 iscritti e 26 gruppi. Saranno riaperti gli spazi della sede centrale dell’asilo, poi quelli dell’asilo nido, sempre a Piedalbona e le sezioni ad Arsia e a Vrećari, nei comuni di Arsia e Santa Domenica. “Con il 15 per cento del numero totale, ovvero con 77 bambini in 11 gruppi, potremo pure soddisfare i requisiti definiti per le istituzioni prescolastiche in questo periodo”, dice la direttrice della scuola materna albonese, che prima del lockdown aveva 52 educatori.

Ivana Škopac

Soltanto una «oliva»
Il 18 maggio torneranno a lavorare a diretto contatto con i bambini 22 educatrici, negli spazi dell’istituzione in parola, mentre alcune delle loro colleghe – si tratta di 17 dipendenti – continueranno a lavorare da casa, portando avanti anche il programma avviato nella seconda metà di aprile con il nome “Vrtić od dugega”, che tradotto dal dialetto ciacavo albonese, lo zacavo, sarebbe “Asilo a distanza”. “L’anno pedagogico in corso si concluderà alla fine di agosto. Speriamo che la situazione migliori e torni alla normalità quanto prima per poter dare la possibilità a tutti i nostri dipendenti di ritornare al loro posto di lavoro. Tuttavia, è difficile fare delle previsioni, perché dobbiamo agire in sintonia con le raccomandazioni e le misure dei Comandi della Protezione civile e dell’Istituto per la sanità pubblica, in conformità delle quali in ogni gruppo ci possono essere al massimo nove bambini, per cui abbiamo formato pure dei ‘nuovi” gruppi’, conferma la Škopac. Tra i 21 bambini che dall’inizio dell’anno pedagogico facevano parte del gruppo con lingua d’insegnamento italiana, lunedì tornerà all’asilo soltanto uno dei piccoli, che frequenterà l’asilo centrale. Stando alla direttrice, le educatrici sanno che devono svolgere una parte del programma in italiano, ma la Škopac comunque spera che i genitori possano comprendere la situazione e il fatto che la priorità in questo momento è proteggere la salute dei bambini.
Oltre che ai licenziamenti, una riduzione dell’85 per cento del numero di iscritti porterà pure a delle perdite finanziarie dell’istituzione in parola. La direttrice conferma che le entrate mensili, rispetto a quanto pianificato, potrebbero essere inferiori dell’83 per cento rispetto a prima. I dati precisi si avranno in giugno, per quando si pianificano pure le iscrizioni per il prossimo anno pedagogico.

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