Albona. Casa della salute: facciata a nuovo

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Albona. Casa della salute: facciata a nuovo
La Casa della salute di Albona. Foto: TANJA ŠKOPAC

La ristrutturazione dell’edificio della Casa della salute “Dr. Lino Peršić” di Albona è uno dei prossimi progetti dell’ente nell’ambito del quale lo stesso policlinico opera, ossia le Case della salute dell’Istria. Lo ha confermato il dottor Ante Ivančić, direttore delle Case della salute dell’Istria, durante la riunione del Consiglio cittadino di Albona tenutasi questa settimana sul tema del miglioramento del sistema per la diagnosi precoce del tumore al seno e dell’acquisto di un mammografo fisso per Albona.

Come già riportato su queste pagine, quest’ultima iniziativa, partita dall’associazione “Lega contro il cancro” di Albona e accolta dalla Città e dai Comuni limitrofi, è stata sostenuta nella stessa riunione consiliare da tutti i consiglieri, ma non anche dai rappresentanti delle Case della salute dell’Istria, la cui dirigenza non la ritiene “compatibile” con il suo programma regionale avviato nel 2019. Quest’ultimo per le pazienti dell’Albonese prevede, per il momento, soltanto la possibilità di sottoporsi agli screening mammografici a Pola o a Pisino, prima dell’arrivo del mammografo mobile, che dovrebbe diventare parte del sistema regionale alla fine del 2022, per poi essere messo a disposizioni della cittadinanza in una serie di realtà istriane.

Tuttavia, la volontà di rinnovare la struttura della Casa della salute albonese c’è. Ricordando gli investimenti più recenti, tra cui la ricostruzione del Reparto di degenza e quella degli spazi della farmacia, Ivančić ha confermato che risalgono al 2017 le stime effettuate per il progetto di rinnovo della facciata, che comprenderebbe pure i lavori di riqualificazione energetica. Se fosse stato eseguito in quegli anni, in base alla documentazione compilata all’epoca, costata 250mila kune, il rinnovo sarebbe costato 12 milioni di kune.

“Si tratta di un investimento piuttosto esigente, al quale le Case della salute dell’Istria possono partecipare con al massimo due milioni di kune. Con i prezzi odierni, il costo totale sarà anche 20 milioni di kune”, ha detto Ivančić, confermando che la candidatura dell’iniziativa ai fondi dell’Unione europea era stata respinta a causa delle irrisolte questioni giuridico-patrimoniali. Una parte del terreno su cui negli anni 70 dello scorso secolo fu costruita la struttura appartiene, infatti, allo Stato, mentre un altro pezzo, più piccolo, a persone private, che non sarebbero disposte a vendere la propria parte. Secondo Ivančić, sono già passati diversi anni da quando le Case della salute dell’Istria si erano rivolte agli uffici dell’odierno Ministero dell’Assetto territoriale, dell’Edilizia e della Proprietà statale riguardo alla “fetta” statale. L’ente è ancora in attesa di una risposta.

Stando alle sue parole, la Casa della salute di Albona ha oggi 106 dipendenti ed è, dopo quella polese, al secondo posto per il numero di persone che vi lavorano. Ciò si deve, come approfondito in seguito dal dottor Davor Rimac, coordinatore della Casa albonese, al numero dei servizi sanitari disponibili ad Albona, dove a partire dagli anni 90 a oggi le attività sono diventate più numerose, fino a comprendere circa dieci anni fa, pure i servizi di pediatria. Fino a quel momento ad Albona c’era soltanto un medico che curava i più piccoli, ma non uno specialista in pediatria.

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