Al Mercato. «Sogni e pensieri dei minatori»

Ricostruito un appartamento tipico della metà dello scorso secolo

Lo spazio in allestimento presso il Mercato cittadino (foto dell’Associazione IUR) Foto dell'associazione IUR

“Kovarski sanji i penšjeri” (Sogni e pensieri dei minatori), è il titolo di uno dei progetti che la Città sta realizzando nell’ambito del programma dei festeggiamenti in occasione del 100.esimo anniversario dello storico sciopero dei minatori del 1921, oggi conosciuto come Repubblica di Albona. Annunciata nelle settimane scorse con il suo titolo provvisorio “Kamara od kamarati” (Camera dei camerati), l’iniziativa consiste in un’esposizione interattiva dedicata alle attività minerarie nell’Albonese, che continuerà a essere arricchita in collaborazione con i cittadini.

 

Per renderla più disponibile a questi ultimi, la Città ha deciso di allestirla in un vano del Mercato cittadino a Piedalbona, creando una scenografia iniziale che ricorda un appartamento tipico del minatore della metà dello scorso secolo.

Invito alla cittadinanza​
​L’allestimento dello spazio continuerà in collaborazione con la cittadinanza: la Città pertanto invita tutte le famiglie degli ex minatori dell’Albonese a contribuire cogliendo l’opportunità di partecipare all’allestimento della mostra condividendo con un pubblico più ampio oggetti, documenti e fotografie che parlano del patrimonio minerario di questa parte dell’Istria.

“I cittadini possono scegliere qualsiasi oggetto che le famiglie dei minatori utilizzavano una volta, come recipienti, bicchieri, vasi, orologi, posate, oggetti per l’igiene, tutto ciò che lega la famiglia ai suoi membri che lavoravano in miniera. Siamo interessati pure a fotografie, vecchi calendari, attestati di ringraziamento, buste paga, lampade da minatore, caschi, utensili…”, si legge nell’invito della Città, in cui si specifica che i cittadini possono aderire all’iniziativa fino al 27 febbraio. Fino a quella data, dalle 9 alle 11, al Mercato cittadino ci saranno delle persone addette alla raccolta degli oggetti e, a partire dal 6 febbraio, pure quelle che si occuperanno della riproduzione, con computer portatili e scanner, dei documenti e delle fotografie dei cittadini, in modo che i proprietari possano riportarseli a casa.

L’invito della Città

Lettere, valigie…
I cittadini saranno invitati pure a compilare un modulo (disponibile anche sul sito web della Città www.labin.hr) e a firmare una dichiarazione con cui autorizzeranno la Città a utilizzare quanto prestato per l’esposizione. “Ci rivolgiamo in particolar modo ai concittadini che in un momento della loro vita hanno deciso di venire a lavorare, per motivi economici, nelle miniere albonesi e che posseggono qualcosa che li lega ai primi giorni e ai primi anni del loro soggiorno in quest’area, diventata in seguito la loro casa. Qui pensiamo alle lettere ricevute o mandate alle persone care e alle valigie con cui i nostri concittadini sono arrivati qui”, si legge nell’invito. La parte dello spazio già allestita e dedicata al tempo libero dei minatori, ovvero ai ricordi della vita di tutti i giorni, sarà un ambiente riservato ai “sogni dei minatori”. Per la parte riservata ai loro “pensieri” saranno raccolti oggetti dell’ambiente lavorativo dei minatori. Come ci ha confermato ieri Loredana Ružić Modrušan, portavoce della Città, gli oggetti e i mobili visibili in questo momento sono un contributo del Museo popolare di Albona e dell’Associazione per la tutela del patrimonio minerario nell’Albonese “Istarski ugljenokopi Raša” (IUR), che porta il nome della ditta che gestiva le miniere albonesi prima della loro chiusura.

A metà febbraio, sempre al Mercato cittadino, la municipalizzata “1. maj”, che si occupa della sua gestione, organizzerà la proiezione di alcuni film documentari sul tema delle attività minerarie e una mostra delle fotografie che saranno raccolte nell’ambito del progetto in parola.

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