A Salvore un’estate da biologi marini

Si è svolto il campus estivo organizzato dalla «Biores». Dedicato alla scienza e alla conoscenza del territorio, vi hanno preso parte studenti di Pordenone, Noventa Padovana e della SMSI di Buie

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A Salvore un’estate da biologi marini
I tutor junior della “Leonardo da Vinci” di Buie, assieme a Roberto Odorico, Tiziana Zancola e Monica Calore. Foto: SMSI BUIE

Trascorrere una settimana d’estate con maschera, pinne, bombole e taccuino da campo invece che con il solito ombrellone? È l’idea alla base del campus estivo di biologia marina organizzato dalla società “Biores” dedicato ai ragazzi delle scuole superiori, un’esperienza che mescola avventura e ricerca scientifica. Tra uscite in mare, sport, osservazioni dirette della flora e della fauna, laboratori pratici e storia del territorio, i giovani partecipanti hanno la possibilità di vivere da vicino ciò che normalmente si studia solo sui libri. Non si tratta di una semplice vacanza studio, ma di un’immersione nel cuore della scienza e della natura, pensata per stimolare curiosità, passione e consapevolezza ambientale. Tutto ciò avviene da oltre un decennio a Salvore.

Roberto Odorico e Monica Calore, della “Biores”, sono a capo del campus estivo che coinvolge gli studenti del Liceo scientifico “Vendramini” di Pordenone e quelli della Smart innovation school di Noventa Padovana (in provincia di Padova), a cui quest’anno si sono aggiunti gli alunni della SMSI “Leonardo Da Vinci” di Buie, che hanno fatto da tutor junior. La “Biores” è una cooperativa specializzata in diversi settori tra i quali quello della ricerca sperimentale, che da anni opera nel campo della didattica. All’inizio il campus era destinato solo ai ragazzi del liceo, mentre dall’anno scorso il raggio d’azione è stato ampliato, introducendo l’indirizzo alberghiero della “Smart”, per continuare un percorso già iniziato sulle specie invasive o aliene che si stanno diffondendo nel Mar Adriatico e su come sfruttarle nella ristorazione. “I ragazzi della scuola alberghiera che un giorno magari diventeranno chef si ritroveranno a lavorare con specie diverse da quelle di una volta e perciò devono conoscerle – ci spiega Monica Calore -. L’anno scorso abbiamo iniziato unendo quest’indirizzo al liceo, mentre quest’anno abbiamo fatto una settimana con il ‘Vendramini’ e quella successiva con la ‘Smart’ includendo l’Istituto professionale alberghiero e l’Istituto tecnico-economico in digital marketing”.

I ragazzi del Liceo “Vendramini”.
Foto: LICEO VENDRAMINI

Passione e sapere
Unire la passione per il mare con la voglia di imparare. È questa l’idea alla base del Campus di biologia marina e studi sugli ambienti costieri, ispirato ai programmi internazionali di ricerca delle Università del Meditteraneo. Il campus affronta temi di grande attualità: dalla reperibilità di nuove materie prime per un’alimentazione sostenibile legata alle risorse locali, alle dinamiche ecologiche dei mari, fino al valore delle tradizioni del territorio. Un approccio multidisciplinare che non si limita alla teoria, ma invita i giovani a “sporcarsi le mani” – o meglio, a bagnarsi le pinne – osservando, analizzando e riflettendo sul rapporto tra uomo e natura.
L’obiettivo è ambizioso ma chiaro: formare cittadini e futuri professionisti capaci di lavorare in gruppo, condividere competenze e sviluppare una visione ecosistemica. La sostenibilità delle risorse marine e costiere diventa così il filo conduttore di un percorso che mette insieme scienza, sport e salute, restituendo ai partecipanti un nuovo sguardo sul mare: non più solo luogo di svago, ma patrimonio da conoscere, rispettare e valorizzare, come spiegano gli organizzatori.

Sul mare in batana.
Foto: EVELIN JAKAC

Progetti tra Stati
A tutto ciò si aggiunge il desiderio di realizzare progetti interconnessi tra diversi Stati, sia per offrire ai giovani partecipanti un’esperienza quanto più internazionale, sia per far legare tra di loro i ragazzi. Proprio in quest’ottica è stata coinvolta pure la SMSI “Leonardo da Vinci” di Buie, più precisamente sono stati inclusi quattro ragazzi, Carla Bernardis, Eliza Radin, Roko Tanfara e Marco Zancola, guidati dalla professoressa Tiziana Zancola, che hanno fatto da tutor junior ai coetanei provenienti dall’Italia. Gli studenti dell’istituto buiese si sono preparati durante l’anno scolastico per apprendere le nozioni necessarie da trasmettere ai partecipanti del campus.
Quest’anno al campus hanno preso parte prima 16 ragazzi del Liceo scientifico “Vendramini” provenienti dall’indirizzo ambientale, guidati dalla professoressa Monica Moras, e 14 ragazzi della Smart innovation school, accompagnati dalle professoresse Valentina Gardellin e Annachiara Martinelli.
Oltre che con gli istituti già citati, è nata anche una collaborazione con la scuola danese Celf (Center of vocational education Lolland-Falster), specializzata nella cucina nordica e danese. In quest’ottica il professore Kevin Kelly, proveniente dalla Celf, ha raggiunto il campus di Salvore come osservatore. “L’obiettivo è quello di realizzare uno scambio culturale, in cui alcuni ragazzi della Danimarca si includano nel nostro lavoro e altri nostri studenti possano andare lì a conoscere da vicino la loro filosofia di vita legata al cibo e alla natura”, ci spiegano gli organizzatori.

Esperti locali
In attesa di includere i giovani danesi in questo progetto, il campus ha già un respiro internazionale, lo dimostra la presenza professori ed esperti locali, quali la biologa Evelin Jakac, che ha svolto una lezione sugli aspetti alimentari delle piante alofite e di quelle da campo, per poi condurre i giovani in un’escursione per vedere da vicino queste specie spontanee. La professoressa ha pure tenuto una lezione di istologia vegetale e microscopia dei tessuti vegetali. La storica Marina Paoletić ha invece coinvolto il gruppo nella storia del territorio, spiegando le peculiarità di Salvore e dell’Istria in generale, senza tralasciare le tradizioni, la cultura e il rapporto stretto che unisce le persone del luogo con il mare e i campi. Entrambe le studiose fanno parte dell’Associazione “Batana salvorina”, così come il maestro d’ascia Lauro Paoletić, che ha fatto conoscere ai ragazzi l’imbarcazione tipica della zona, portandoli pure a fare un giro in mare.
A tutto ciò vanno aggiunte le escursioni in notturna armati di torce, per approcciarsi all’acqua anche di notte, lo snorkeling, le uscite in kayak e le immersioni subacquee con le bombole. Un connubio perfetto tra teoria e pratica per vivere e conoscere l’ambiente marino a 360 gradi. Non sono di certo mancate le visite alle cantine vinicole del territorio e ai frantoi.

Un’escursione alla ricerca delle piante alofite.
Foto: EVELIN JAKAC

La parola ai ragazzi
Ma che cosa ne pensano i ragazzi di quest’esperienza? Lo abbiamo chiesto direttamente a loro. Alla fine del campus abbiamo raggiunto gli studenti della Smart innovation school che si sono dimostrati entusiasti, tanto che alcuni vi partecipano per la seconda volta. È il caso di Andrea e Piero, che quest’anno ricoprono la veste di tutor junior. “La prima volta eravamo assieme al Liceo ‘Vendramini’, questa volta siamo da soli e ci siamo trovati meglio, il campus è incentrato sulle nostre necessità. Siamo ritornati perché è stata un’esperienza in cui ci siamo trovati benissimo e volevamo rifarla – spiegano i due ragazzi -. Tra le attività più interessanti ci sono sicuramente l’uscita in notturna e l’immersione con le bombole”.
Angela invece partecipa al campus per la prima volta. Ad attirarla a Salvore è stato anche il fatto che ha già un brevetto da sub. “Amo fare immersioni e vedere il fondale, sono molto interessata all’ambiente marino, è un settore in cui in futuro vorrei trovare un’occupazione, anche per questo ho deciso di fare quest’esperienza – racconta la studentessa -. Mi sono piaciute molto le attività pratiche e i laboratori sulle piante, anche se forse mi sarei aspettata alcune lezioni più tecniche”. Invece Gabriele ha deciso di partecipare al campus per divertirsi: “Devo dire che mi sono trovato bene – ammette -, sono venuto per fare i bagni, alla fine abbiamo fatto molte attività, dai giri in kayak, all’uscita notturna in mare; è stato tutto molto interessante, poi sono qui con i miei amici, quindi è bellissimo”.
I ragazzi tornano a casa con nuove competenze, certo, ma soprattutto con una consapevolezza più profonda: il mare è una risorsa preziosa, fragile e vitale, e il suo futuro dipende anche dalle scelte delle nuove generazioni.

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