A Montona una giornata molto diversa dalle altre

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A Montona una giornata molto diversa dalle altre

BUIE | È stata una settimana molto attiva per la Scuola dell’infanzia “Fregola” di Buie, che ha voluto trascorrere la seconda metà di ottobre dedicandola a delle trasferte innovative, in particolare per i più piccini. Il gruppo “Fritole”, assieme ai prescolari della sezione di Momiano e alle loro educatrici, hanno fatto tappa a Montona e precisamente all’Albergo e Centro educativo-culturale “Kaštel”.

Con le mani infarinate…

L’ aspetto odierno dell’Albergo, ricavato nel palazzo-castello della famiglia Polesini e sito in cima a una collina nel centro della cittadina medievale, è notevolmente differente da quello originale di stampo rinascimentale secentesco. Nel palazzo vissero diverse generazioni della famiglia patrizia montonese più ricca, che amministrava i grandi complessi di terre fertili nelle zone di Zamasco, Novacco di Montona e Parenzo. Dal XVIII secolo, i Polesini portano il titolo di marchesi e dalla loro famiglia provengono numerosi uomini di prestigio e intellettuali. È stata una giornata che ha permesso ai più piccini di conoscere, oltre a questa collina bellissima, anche una parte della tipica gastronomia istriana. Tra gli autentici piatti figura soprattutto la tradizionale pasta istriana fatta in casa che si preparava all’epoca mescolando farina bianca, qualche granello di sale e un po’ d’acqua, talvolta aggiungendo un uovo di gallina ruspante, con tanto amore e maestria, come lo si fa tutt’oggi. Per l’occasione, grandi e piccini si sono immersi in questo mondo creando una delle paste più rappresentative del territorio, i pljukanci. Secondo la ricetta originale, hanno prima mescolato bene il sale con la farina e poi versato lentamente l’acqua calda fino a rendere compatto l’impasto. Strappando successivamente l’impasto in piccoli pezzetti e strofinandolo tra i palmi delle mani infarinate, hanno ricavato la forma di un fuso. I pljukanci vengono poi cucinati in acqua salata bollente e si servono con diversi sughi, salsa ai tartufi, di asparagi o di pesce.

Un’avventura al museo

L’avventura è proseguita nella parte esterna del museo, dove è stato allestito un mulino ad acqua e dove ancora oggi ci si può cimentare nel produrre della farina di mais alla vecchia maniera, con la pietra. Le altre sale del centro educativo-culturale raccontano, attraverso contenuti e strumenti multimediali, la storia di Montona, del fiume Quieto, del bosco di Montona, di Josef Ressell – vissuto a Montona, è conosciuto per aver perfezionato l’elica navale, a quei tempi chiamata “vite” in quanto molto simile, come funzionamento, alla vite di Archimede, ma anche per aver curato il patrimonio boschivo dell’area –, della Parenzana, del “Motovun Film Festival”, di Mario Andretti, ex pilota di Formula 1, nativo di Montona e oggi cittadino statunitense, Andrea Antico, compositore musicale e tipografo, Vladimir Nazor, di cui si possono vedere le prime edizioni stampate delle sue opere e molto, molto altro ancora. Nel cortile interno, dominato dalla scultura di Veli Jože, alta 6,5 metri e realizzata con tronchi d’albero avvolti da tralci di vite, ci si può divertire con i giochi di una volta, come il tiro con l’arco e i birilli. È proprio con questi ultimi che i piccoli visitatori buiesi hanno passato attimi divertenti e per qualcuno pure nuovi.

Il «giorno della mela»

È stato festeggiato anche il “Giorno della mela”. La scuola dell’infanzia di Buie è nota nel territorio per lo strudel di mele, gustoso, morbido, dolce, buono e ricco, fatto con questo che è il frutto più coltivato e consumato al mondo. Anche se un vero frutto non è, poiché mangiare una mela significa, in realtà, mangiare un fiore. Il vero frutto è il torsolo che contiene i semi. La polpa, invece, deriva dallo sviluppo del calice del fiore. Il frutto giunge a maturazione, secondo le varietà, tra la fine dell’estate e l’autunno. Per celebrare questa giornata, le educatrici dell’istituzione “Fregola”, in collaborazione con quelle della sezione croata e le cuoche, hanno sfornato numerosi strudel, il cui profumo ha poi pervaso “via dell’Istria”, dove su una bancarella decorata e colorata, hanno offerto questa deliziosa specialità ai passanti, i quali hanno fatto delle donazioni, utilizzate poi per acquistare il materiale necessario a entrambe le istituzioni che condividono lo stesso tetto.

Un alleato per la salute

Un proverbio recita “Una mela al giorno leva il medico di torno”, detto che ha fatto il giro del mondo e rende onore, con ragione, al celeberrimo frutto considerato un farmaco della natura, un rimedio per tantissimi problemi, un alleato indispensabile per la salute. La mela è ricca di vitamina A, B e C, favorisce la digestione e grazie ai suoi polifenoli ha effetti antiossidanti. In Inghilterra si dice lo stesso: “An apple a day keeps the doctor away”. Ma gli inglesi non si accontentano dei proverbi e, in onore di questo frutto, hanno fatto molto di più. Dal 1990 si celebra, prevalentemente nel Regno Unito, il giorno della mela (Apple Day). Scopo di tale giornata è promuovere la preservazione delle molteplici varietà di mele e la conservazione dei frutteti. Gli eventi cadono tradizionalmente nella giornata del 21 ottobre, data della prima manifestazione a Londra.

Appuntamenti dedicati

Molteplici sono però gli appuntamenti dedicati al frutto in tutto il mondo durante l’intero mese di ottobre. Oggi il melo è l’albero più coltivato al mondo, non solo per la bontà dei suoi frutti, ma anche per la facilità di conservazione e trasporto. La mela, quindi, è il frutto più consumato e utilizzato in cucina, un po’ perché la grande diffusione la rende particolarmente economica, ma soprattutto per il suo sapore gustoso e croccante, lievemente dolce che incontra il gusto della maggioranza dei palati, tanto che è il primo alimento dei neonati dopo il latte materno. Inoltre è molto apprezzata per la sua versatilità. Si può mangiare con o senza buccia, prima o dopo il pasto, a scuola, in ufficio o per strada, a spicchi, a lamelle, grattugiata, frullata, centrifugata, essiccata, cruda o cotta. Ne esistono circa settemila varietà. La polpa può essere dolce, croccante, aspra, farinosa, fondente, zuccherina, intensa e profumata, alcune con sfumature gialle, altre sono verdi, poi ci sono le rosse che spiccano tra le foglie che si stagliano lungo i filari sullo sfondo del bosco, e ce ne sono anche di rosa, ognuna con il suo caratteristico colore, che torna oggi da un passato antico.

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