A Levade un Istituto dedicato al tartufo

Foto: Dusko Marusic/PIXSELL

LEVADE | È stato fondato a Levade, il Centro di ricerche scientifiche Istituto croato del tartufo. La capitale del tartufo istriano, in cui parecchi decenni fa era stata avviata la raccolta del prezioso tubero, aggiunge così un altro tassello a questa storia.

Il timone a Ivan Milotić

A dirigerlo, è stato chiamato il prof. dr. sc. Ivan Milotić, esperto in a materia di tutela delle denominazioni di origine geografica e delle specie protette, noto per aver portato a termine con successo il processo di documentazione ed argomentazione storica e giuridica di tutela denominativa del Terrano di Montona, nel processo di definizione dei ragionamenti croati, internamente alla diatriba con la Repubblica di Slovenia. Ivan Milotić, unitamente al prof. Livio Prodan, nel 2014, ha pubblicato un monumentale studio sulle risorse idriche peninsulari, strettamente collegate agli habitat del tartufo.
È anche uno dei massimi conoscitori della Valle del Quieto, la riserva maggiore e più preziosa del tartufo bianco presente su questi territori, per cui ha pubblicato, nel 2004, il volume “La valle del Quieto nell’antichità”.

La stagione della raccolta

L’Istituto croato del tartufo è sorto per rispondere alle odierne esigenze dell’industria tartufaia peninsulare e sta muovendo i suoi primi passi nel momento in cui sta per iniziare la stagione di raccolta del tartufo bianco, nonché nell’imminenza delle “Giorante di Zigante tartufi”, la maggiore fiera nazionale dedicata, che aprirà le sue porte a Levade il 14 settembre prossimo.
Le potenzialità e le qualità del tartufo bianco istriano sono note da tempo, e la sua industria sta andando incontro a tutta una serie di sfide, prive tuttora di risposte.

Concorrenza sleale

In primo luogo, il mercato è invaso da prodotti provenienti da altre parti, che non appartengono alla specie Tuber magnatum Pico e non ne possiedono nemmeno le qualità. Trattasi di una concorrenza sleale che reca danno al prodotto istriano. Per questo, la finalità principale dell’Istituto croato del tartufo è la cura e la tutela dell’origine del tartufo istriano, controllata, affermata e certificata. La sua azione si espleterà anche a livello internazionale, con la protezione dei suoi caratteri distintivi.
L’Istituto si impegna a combattere le pratiche commerciali sleali e fraudolente, favorendo in questo senso pure la tutela dei diritti spettanti agli amanti del tartufo e a tutti i consumatori.
La sua missione tende, inoltre, all’affermazione del Tuber magnatum Pico istriano dimostrandone l’origine dell’habitat, con i suoi querceti, faggeti, pioppi, salici e i corsi d’acqua. L’azione dell’Istituto croato del tartufo, è indirizzata pure verso la tutela e la conservazione di questi paesaggi. In modo particolare del Bosco di Montona, il maggiore habitat del tartufo bianco, e del percorso del Quieto.

Caratteristiche e pregi

Da quanto sopra esposto, appare chiaro che l’Istituto volge la sua attenzione maggiore alla tutela e alla promozione del Tuber magnatum Pico, considerato l’unico e vero tartufo bianco. Esso viene talvolta indicato quale tartufo d’Istria o istriano. E spesso apprezzato quale perla o re dei tartufi, disponendo delle caratteristiche e dei pregi migliori, sopratutto in quanto ad aroma e profumo. Esso matura già agli inizi d’agosto, anche se la stagione del raccolto va da ottobre a dicembre, con qualche eccedenza fino a gennaio..
È opinione degli esperti che esso meriti la medesima attenzione di quello d’Alba e del Piemonte, e del tartufo nero perigordiano. Purtroppo, s’è ancora ben lontani da queste posizioni, ma merita lavorare per raggiungerle. L’Istituto croato del tartufo, impegnerà le sue forze anche in questa direzione. Esso tende allo stesso tempo a promuovere l’obbligata e utile azione di tutela ambientale, incoraggiando pure l’offerta turistica ed economica peninsulare, con le destinazioni turistiche di Levade, Portole e Montona.

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