A Croc una serata d’estate è diventata memoria condivisa e gioia dell’incontro

La Festa del capitello si conferma un’iniziativa capace di unire tutti in una grande famiglia

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A Croc una serata d’estate è diventata memoria condivisa e gioia dell’incontro
Durante l’inaugurazione del capitello restaurato (foto: Guido Sincovich)

Il piccolo borgo di Croc, nei pressi di Bibali, nel territorio della Città di Buie, ha recentemente celebrato la 26ª edizione della Festa del capitello. Quest’evento ormai consolidato è cresciuto fino a diventare un’occasione nella quale la comunità si ritrova, riscopre le proprie radici e le condivide, trasformando una serata d’estate in un momento di autentica convivialità. L’iniziativa, nata dall’entusiasmo e dall’intraprendenza di Guido Sincovich, e realizzata anche grazie alla dedizione di alcuni volontari, celebra uno dei simboli più caratteristici del paesaggio istriano, il capitello votivo. Piccoli monumenti della devozione popolare disseminati lungo le strade di campagna e tra i borghi, custodi della memoria collettiva e della fede delle generazioni che hanno abitato queste terre. La manifestazione ha però permesso pure di conoscere il territorio anche attraverso le sue tradizioni, la sua gastronomia, la musica popolare e soprattutto attraverso la calorosa ospitalità della sua gente, che ha accolto residenti e visitatori come parte di una grande famiglia.

Musica, giochi ed enogastronomia (foto: Guido Sincovich)

Momenti indelebili
Ringraziando per il patrocinio la Città di Buie e il suo Ente turistico, Guido Sincovich a margine della serata ha tracciato un bilancio con parole che raccontano non soltanto il successo della manifestazione, ma soprattutto il valore umano che da sempre ne costituisce l’anima: “Nonostante il caldo torrido, con temperature che hanno superato abbondantemente i quaranta gradi all’ombra, la partecipazione è stata davvero significativa. È stato bello rivedere vecchi amici, rinsaldare rapporti, creare nuove conoscenze e ritrovare quel senso di vicinanza che, in tutti questi anni, ha sempre rappresentato il tratto distintivo della nostra festa. Abbiamo cercato di offrire un’occasione d’incontro tra famiglie, amici, conoscenti e compaesani, uno spazio in cui il piacere della conversazione e della condivisione tornasse protagonista. Dopo gli anni difficili segnati dalla pandemia e dopo l’edizione che non abbiamo potuto celebrare a causa della pioggia, vedere tante persone scegliere di trascorrere qualche ora a Croc ha assunto un significato ancora più profondo. Con il calare della sera il caldo ha lasciato spazio a una piacevole brezza estiva, permettendoci di assaporare fino in fondo l’atmosfera autentica delle tradizionali serate d’agosto, quelle che appartengono ai ricordi più belli della nostra comunità. Ho avuto la conferma che lo spirito di ritrovarsi, di stare insieme e di lasciarsi alle spalle le vecchie divisioni è ancora vivo. Questo è forse il risultato più prezioso che potessimo ottenere. Ho visto una comunità unita, capace di mescolarsi con naturalezza, di apprezzare la musica, il lavoro svolto e, soprattutto, la determinazione con cui continuiamo a portare avanti questa manifestazione. Quando si organizza una festa come questa, anche il solo sostegno morale della gente rappresenta un patrimonio di valore inestimabile. Alla conclusione della manifestazione ciò che più mi ha colpito è stato vedere la soddisfazione negli occhi delle persone. Più di qualcuno si è avvicinato per incoraggiarci a proseguire su questa strada, e sono parole che ripagano di ogni fatica”, ha rilevato Sincovich.

L’esibizione del gruppo “Evergreen” della CI di Momiano (foto: Guido Sincovich)

Musica, raccoglimento e giochi
Quest’anno l’evento è stato impreziosito con l’inaugurazione del restauro dello storico capitello dedicato alla Sacra Famiglia e dal quale la festa stessa prende il nome. È stato un momento particolarmente sentito in quanto i presenti si sono riuniti in raccoglimento per ripercorrere, attraverso un racconto di Sincovich, la storia del paese e del capitello, nato, come ricordato, contestualmente alla costruzione del nuovo frantoio per le olive, che per oltre cinquant’anni ha rappresentato una fondamentale fonte di prosperità per la comunità, probabilmente il periodo di maggiore sviluppo della storia recente.
Alla fine hanno prevalso proprio questi valori, il desiderio di avvicinarsi, il piacere della convivialità, il calore dell’estate e quello, ancora più importante, delle relazioni umane. Ed è di questo che gli organizzatori vanno profondamente fieri. Grande soddisfazione è arrivata anche dall’aspetto enogastronomico, curato con attenzione e particolarmente apprezzato dai presenti. Ad arricchire ulteriormente la manifestazione vi è stata l’esposizione di cinque splendide automobili d’epoca organizzata dal gruppo “Amici” e alle quali è stato riservato uno spazio d’onore proprio davanti all’area della festa. Vederle allineate, perfettamente conservate e ammirate dal pubblico ha aggiunto un tocco di eleganza e di fascino senza tempo all’intera serata. Un’occasione per compiere un viaggio nella storia dell’automobile attraverso vetture che hanno segnato intere generazioni e che continuano a suscitare curiosità e ammirazione.

Alcune auto d’epoca in mostra (foto: Guido Sincovich)

Immancabile, come da tradizione, è stata la partecipazione del gruppo vocale “Evergreen” della Comunità degli Italiani di Momiano, che ha regalato al pubblico un repertorio di canzoni eseguite con la consueta sensibilità. A seguire, il “Trio Refošk” ha accompagnato la serata con musica da ballo e melodie che hanno riportato alla memoria i tempi più belli, contribuendo a creare un’atmosfera serena e coinvolgente. La serata si è conclusa con una simpatica lotteria. Il premio principale, un prosciutto di otto chilogrammi, è stato vinto dalla signora Laura Braico, mentre gli altri premi consistevano in pregiate bottiglie di vino offerte con grande generosità dai vignaioli locali. Anche questo gesto racconta lo spirito autentico della nostra comunità, una solidarietà concreta, spontanea e sincera che, anno dopo anno, continua a rendere questa festa qualcosa di molto più grande di un semplice appuntamento estivo”, ha concluso Sincovich.
Quindi, come si è visto, ci sono luoghi che si raccontano attraverso i monumenti e altri che continuano a raccontarsi attraverso le persone. A Croc, per una sera, il capitello è rimasto immobile, ma attorno a esso è stata la comunità a scrivere ancora una volta la propria storia.

La vincita di Laura Braico (foto: Guido Sincovich)

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