A Crassiza, paese adagiato tra i colli buiesi, Santo Stefano non è soltanto una ricorrenza sul calendario: è un sentimento condiviso, un rito che si rinnova e che rinsalda legami antichi. Qui, dove tutti si conoscono e nessuno resta mai davvero fuori, la comunità si riconosce come un unico nucleo, compatto e vivo, capace di ritrovarsi e riunirsi anno dopo anno.
Nel pomeriggio del 26 dicembre la chiesetta dedicata a Santo Stefano si è riempita di volti, voci e silenzi carichi di significato per celebrare il santo patrono. Un momento raccolto e sentito, che ha preceduto il naturale fluire della festa verso il cuore pulsante dell’abitato: la Comunità degli Italiani di Crassiza. È lì che la giornata ha cambiato ritmo, trasformandosi in una serata da trascorrere insieme, tra risate, chiacchiere e quella leggerezza che nasce solo quando ci si sente a casa.
Ad accendere l’atmosfera, già calda e accogliente, sono stati i minicantanti “I merli canterini”, guidati con passione e dolcezza dalla maestra Valentina Ravalico Vižintin. Con una simpatia contagiosa, i piccoli artisti hanno proposto un repertorio variegato: brani natalizi, canzoni per bambini e preziosi canti della tradizione popolare istriana. A impreziosire il tutto, l’accompagnamento alla fisarmonica di Noah, bimbo del gruppo, capace, assieme agli altri, di strappare applausi sinceri e sorrisi pieni di orgoglio.
Ma i “Merli canterini” non si sono fermati al canto. La serata si è aperta con un numero di ballo, fresco e vivace, e ha raggiunto uno dei momenti più esilaranti quando i giovani cantanti si sono improvvisati attori. La scenetta, costruita su battute e luoghi comuni dei rapporti tra moglie e marito, ha coinvolto il pubblico in un crescendo di risate senza fine, dimostrando come il talento, quando è genuino, sappia parlare a tutte le età.

Una realtà concreta
La Comunità degli Italiani di Crassiza non è però viva solo nelle feste comandate. Attiva durante tutto l’anno, propone un ricco ventaglio di iniziative per soci, attivisti e simpatizzanti: concerti, presentazioni di libri, serate teatrali, laboratori creativi, corsi e gite sociali. Tra gli appuntamenti più sentiti spicca il Carnevale, che affonda le sue radici nel passato ed è vissuto in paese come un’eredità preziosa da tramandare. Tutto questo rende il sodalizio un vero centro vitale e pulsante dell’abitato, capace di tenere insieme generazioni diverse sotto il segno della cultura e della condivisione.
Accanto al valore dello stare insieme, il sodalizio di Crassiza svolge un ruolo fondamentale nella tutela, salvaguardia e diffusione della lingua e della cultura italiana, custodendo con orgoglio tradizioni che rappresentano l’anima del territorio. Attraverso le sue attività e i suoi gruppi, il sodalizio partecipa regolarmente a rassegne, incontri e manifestazioni in tutta l’Istria e anche oltre i suoi confini, portando il nome di Crassiza e la sua identità culturale ben lontano dal piccolo abitato. Tale realtà si conferma così come un autentico luogo d’incontro per tutte le generazioni: bambini, giovani, adulti e anziani, uniti dallo stesso desiderio di appartenere, condividere e tramandare un patrimonio vivo e prezioso.
La festa di Santo Stefano si è conclusa nel modo più naturale possibile: attorno a un momento conviviale di grande allegria, con la musica trascinante della “Ćemo band”, che ha fatto ballare gli innumerevoli presenti, trasformando la sala in una pista dove il tempo sembrava sospeso.
A guidare questo instancabile fermento è il presidente Mate Mekiš, che con grinta e passione continua a credere nella forza dello stare insieme. A Crassiza, anche grazie a lui, la comunità non è un concetto astratto, ma una realtà concreta fatta di mani che si stringono, voci che cantano all’unisono e cuori che, almeno per una sera, battono allo stesso ritmo.

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